Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

La trasmissione del virus dell’HIV per via sessuale
Il rischio di trasmissione HIV attraverso rapporti eterosessuali è relativamente basso, ma la percentuale di trasmissione da uomo a donna è significativamente più alta (1/1000) di quella da donna a uomo (<1/1000); perciò se l’uomo è infettato da HIV è possibile la trasmissione alla partner di sesso femminile, e poi al feto.
Circa tre quarti dei soggetti affetti da HIV sono in età riproduttiva. Ad oggi, nei paesi sviluppati, la percezione dell’infezione da HIV è notevolmente cambiata: si parla infatti di una malattia cronica con lunga e indefinita aspettativa di vita. Da qui il desiderio di molte coppie di avere un figlio, ma come evitare il contagio? Un aiuto prezioso arriva dalla ricerca clinica, ed è costituito da un particolare tipo di trattamento del liquido seminale detto sperm washing.

Cos’è lo sperm washing
È una metodica di laboratorio che consiste nella centrifugazione dello sperma per separare gli spermatozoi da globuli rossi, globuli bianchi e plasma seminale, permettendo di rimuovere il virus HIV dal volume finale detto capacitato. Sul capacitato viene eseguita la determinazione dell’HIV-RNA e il campione è utilizzato solo nel caso in cui il virus non sia rilevato. 
Con la metodica dello sperm washing si abbatte notevolmente il rischio di infezione HIV per la donna sottoposta a PMA, ma non è possibile escluderla del tutto per due motivi:
1. non è disponibile in commercio un test validato C.E. per misurare la quantità di HIV presente nel liquido seminale o nel capacitato
2. non è possibile - per evidenti motivi - determinare la presenza di HIV nel capacitato che sarà impiegata per la tecnica di PMA, perchè la determinazione viene eseguita nel capacitato residuo non impiegata per la tecnica.

Il programma di PMA

  • Colloquio con il ginecologo della SOD Procreazione medicalmente assisitita e con l’infettivologo della SOD Malattie Infettive e Tropicali, adesione al programma e firma del consenso informato.
  • raccolta del liquido seminale presso il Laboratorio del Centro di Fisiopatologia della Riproduzione Umana
  • su questo campione viene eseguito uno spermiogramma completo (per scopi di diagnostica andrologica) e lo sperm washing
  • il capacitato ottenuto viene inviato al Laboratorio di Sierologia per il dosaggio del virus HIV
  • se il capacitato presenta livelli di carica virale HIV-1 inferiori a quelli di soglia del metodo, la coppia potrà essere indirizzata verso la tecnologia riproduttiva adeguata

Il giorno della effettuazione della PMA:

  • nuova raccolta del liquido seminale presso il Laboratorio del Centro di Fisiopatologia della Riproduzione Umana
  • test HIV rapido sul sangue della donna
  • su questo campione viene eseguito lo sperm washing, e il capacitato ottenuto viene diviso in due frazioni
  • una di queste viene conservata in un incubatore riservato presso il Laboratorio del centro, l’altra è inviata al Laboratorio di Sierologia per il dosaggio della carica virale HIV
  • si procede alla PMA solo se la donna è negativa al test HIV rapido e se la determinazione dell’HIV-RNA nel capacitato è negativa
  • se uno o entrambi i campioni sono positivi per HIV la procedura sarà interrotta.

In caso di PMA completata, al fine di verificare l’eventuale sieroconversione, la donna deve fare il test sierologico per la ricerca di anticorpi anti-HIV dopo 1, 3 e 6 mesi.

Il prelievo di sangue e il dosaggio anticorpale devono essere eseguiti presso una struttura pubblica e la risposta sarà valutata presso il Cento Regionale di Riferimento delle Malattie Infettive in gravidanza.

Tutte le procedure sono a carico del Sistema Sanitario Regionale, salvo la corresponsione del ticket qualora dovuto.


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