Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

Logo Medicina di Genere

 

 

 

 

Coordinatore in via di nomina

 

Logo Medicina di Genere

 

 

 

 

Coordinatore in via di nomina

 

Componenti

 
Sonia Baldini (fisioterapista)

Silvia Benemei (farmacologo clinico)

Angela Brandi (Dipartimento delle Professioni Sanitarie)
Maria Luisa Brandi (endocrinologa)
Elisabetta Cini (farmacista)
Maria Elisabetta Coccia (ginecologa-PMA)
Mariarosaria Di Tommaso (ginecologa)
Graziella Franchi (medico di Igiene e Organizzazione Ospedaliera)
Mario Maggi (andrologo)
Teresita Mazzei (oncologo)
Valdo Ricca (psichiatra)
Laura Rasero (scienze infermieristiche)
Carlotta Rumori (tecnico di laboratorio)
Linda Vignozzi (andrologo)
 

Cos'è la Medicina di Genere

 

english-button

 
La Medicina di Genere è la disciplina che si occupa di studiare come il genere influenzi la fisiologia, la fisiopatologia e in senso lato la patologia umana.
Le differenze nell’interpretazione, trattamento e prevenzione delle patologie nei generi è uno degli aspetti più innovativi non solo  dell’attività scientifica in ambito medico, ma anche della costruzione dei nuovi sistemi sanitari basati sull’appropriatezza della gestione clinica del paziente.
 

Perché il CISMEG in AOUC

L’AOUC intende sensibilizzare i propri operatori e per quanto possibile la comunità in merito all’approccio di genere, monitorare le attività di genere già in essere nella realtà locale, e promuovere le sinergie tra i diversi attori coinvolti, divulgando nozioni ed informazioni sulle differenze di genere riguardo alle best practice validate da studi clinici e da esperienze internazionali.

Il CISMEG ha come obiettivo generale quello di operare e promuovere la Medicina di Genere in 3 macroaree, per le quali ha previsto la creazione di gruppi di lavoro specifici: Assistenza (Diagnosi e Cura), Formazione e Ricerca.

  • Promuovere l’appropriatezza delle risposte clinico assistenziali secondo il genere, mediante un approccio multidisciplinare e interprofessionale
  • Sviluppare e sostenere la ricerca sanitaria di genere
  • Favorire lo sviluppo dell’educazione e della formazione di genere
  • Supportare l’innovazione con una prospettiva di genere
  • Promuovere le relazioni (reti e network) nazionali ed internazionali sulla salute e medicina di genere
  • Proporsi per  entrare a far parte della  Community Internazionale che si occupa di salute e medicina di genere e, in tale contesto, attirare referenze dagli altri centri internazionali anche attraverso una costante e importante attività di ricerca, di sviluppo e produzione scientifica
  • Proporre  e sviluppare meccanismi aziendali in grado di assicurare, in maniera integrata con didattica e ricerca universitaria, una costante ed appropriata funzione di monitoraggio e controllo non solo dei risultati derivanti dall’attuazione delle politiche di genere ma anche dei singoli processi avviati, in una logica di miglioramento  continuo

Obiettivi del CISMEG

  1. Elaborare percorsi assistenziali integrati di cure in ottica di genere
  2. Sviluppare soluzioni innovative di accesso ai servizi sulla base del genere
  3. Promuovere una consapevolezza sociale e individuale sui fattori di rischio legati alla salute femminile
  4. Favorire una cultura sanitaria di genere interna ed esterna
  5. Promuovere e sviluppare la ricerca sanitaria di genere, nazionale ed internazionale
  6. Promuovere l’integrazione del principio di pari opportunità nelle politiche programmate dell’Azienda
  7. Definire annualmente un Piano delle attività, sulla base degli indirizzi  del Centro regionale
  8. Individuare percorsi diagnostici-terapeutico-assistenziali (PDTA) innovativi che garantiscano a livello aziendale un approccio omogeneo alla malattia, promuovano il lavoro di equipe attraverso l’integrazione e la comunicazione tra tutti gli operatori sanitari coinvolti, sia a livello territoriale che ospedaliero
  9. Stabilire per ogni PDTA indicatori di processo e di esito che permettano la valutazione e il monitoraggio delle azioni di miglioramento avviate
  10. Promuovere un’offerta di servizi a partire dal livello territoriale che, riducendo l’uso improprio di prestazioni diagnostiche e terapeutiche, tengano conto delle esigenze delle donne relativamente alla loro disponibilità di tempo, anche ripensando spazi e tempi nelle strutture, al bisogno di corrette informazioni e di rassicurazioni sulla patologia e sui rischi, alla necessità di controlli ed ai costi degli stessi
  11. Implementare gli strumenti idonei a garantire il corretto flusso informativo tra ospedale e territorio (cartella clinica informatizzata, protocolli e procedure ecc.)
  12. Promuovere eventi formativi che sensibilizzino e aumentino le conoscenze sulla sanità di genere tra gli operatori sanitari, sia a livello locale che regionale e nazionale
  13. Stimolare e supportare la ricerca anche promuovendo le attività finalizzate ad attrarre finanziamenti pubblici e privati e la partecipazione a progetti finalizzati a livello regionale, nazionale o internazionale
  14. Favorire campagne di sensibilizzazione nella cittadinanza

Cosa vuol dire…

Genere
Il termine genere deriva dal latino genus ed esprime il senso della provenienza, della progenie, della parentela, della famiglia, ma anche dell’universalità, degli uomini e delle donne, e va ben oltre il concetto di maschio e femmina. Infatti secondo il dizionario della lingua italiana (Sabatini Coletti) per genere si intende un insieme di persone o di cose con caratteristiche comuni. 
Dalla seconda metà del secolo scorso, il termine genere è stato utilizzato per indicare l’influenza della società e della cultura su un corpo maschile o femminile ed ha prevalso sul termine sesso (usato per indicare le differenze biologiche fra maschio e femmina) perché considerato politicamente più corretto. Infatti, il termine italiano genere traduce l’anglosassone gender, introdotto nel contesto delle scienze umane e sociali per designare i molti e complessi modi in cui le differenze tra i sessi acquistano significato e diventano fattori strutturali nell’organizzazione della vita sociale.
 
Medicina di genere
Talvolta, il termine genere è stato usato al posto di donne, tanto che per alcuni genere è uguale a donna, mentre altri l’hanno usato come sinonimo di sesso. Infine, altri lo hanno considerato dicotomico rispetto al sesso (Argyrous, Stilwell, 2003). Tutto ciò ha prodotto una grande  confusione per cui dobbiamo affermare che la medicina di genere richiama anche il corpo (Wizemann, Pardue, 2001; WHO, 2009) e che necessariamente essa comprende gli uomini e le donne. In altri termini, la medicina di genere è chiamata a delimitare criticamente disuguaglianze di studio, attenzione e trattamento che sono a carico di donne o di uomini, non costruendo una medicina al femminile e una al maschile, ma applicando il concetto di diversità per garantire a tutti, donne e uomini, il miglior trattamento possibile in funzione della specificità di genere.
 
Identità sessuale
L'identità sessuale è costituita da quattro distinte componenti: il sesso biologico, l'identità di genere, il ruolo di genere e l'orientamento sessuale (Zucker K, 2002).
 
Sesso biologico
È l'appartenenza biologica al sesso maschile o femminile ed è determinata dai cromosomi sessuali che poi incidono sullo sviluppo di organi e caratteri sessuali specifici. il sesso biologico non è l’unico determinante del genere, per cui sesso biologico e genere possono non coincidere nella stessa persona.
 
 
Identità di genere
È un concetto a mosaico che indica un continuo e persistente senso di sé prevalentemente come uomo o come donna. L’acquisizione dell’identità di genere è un processo che comporta significati di natura sia cognitiva che affettiva. L’identità di genere costituisce, insieme al ruolo di genere e all’orientamento sessuale, un aspetto della psicosessualità (Zucker K, 2002).
 
Ruolo di genere
È l’espressione esteriore dell’identità di genere e rappresenta tutto ciò che una persona dice o fa per indicare agli altri o a se stesso il grado della sua femminilità, mascolinità o ambivalenza. Il ruolo di genere è un costrutto sociale che dipende dal momento storico e da ciò che il contesto culturale designa come maschile o femminile e come più appropriato al ruolo femminile o maschile (Zucker K, 2002).
 
Orientamento sessuale
Riguarda la modalità di risposta di una persona ai vari stimoli sessuali e trova la sua dimensione principale nel sesso del partner, che definisce una persona eterosessuale, bisessuale, o omosessuale. L’orientamento sessuale non è dicotomico, ma si estende lungo un continuum che va dall’eterosessualità esclusiva all’omosessualità esclusiva (Zucker K, 2002).

Link utili


NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand