Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana


CAREGGI COME CASO STUDIO

Considerando la programmazione dei futuri interventi sul patrimonio strutturale, l'AOUC ha scelto di utilizzare il polo oncologico del San Luca quale oggetto della validazione dei risultati della ricerca. Il polo si articola in un complesso di tre edifici posto nel cuore del distretto, in adiacenza alla nuova centrale di trigenerazione.

Il primo dei tre edifici, il San Luca "vecchio", è stato costruito negli anni '60 e presenta uno schema planimetrico a "triplo distributivo" su tre livelli. Ospita, oltre ai locali destinati all'accoglienza, le Strutture Ospedaliere Dipartimentali (SOD) afferenti ai Dipartimenti ad Attività Integrata (DAI): del Cuore e del Vasi, del DEA e Medicina e Chirurgia Generale e di Urgenza, e di Biomedicina. Conta 282 ambienti distribuiti in 3.646 m2 e ospita 60 posti letto.
Il secondo, il cosiddetto "volano", di collegamento tra gli altri due edifici, è stato inaugurato recentemente e presenta uno schema planimetrico a "quintuplo distributivo" su 4 livelli (di cui uno interrato). Ospita, oltre ai locali tecnici, i DAI di Diagnostica per immagini e di Oncologia; 7 sono le nuove sale operatorie al piano terra. Conta 242 ambienti distribuiti su 4.662 m2.
La costruzione del terzo edificio, infine, il San Luca "nuovo", risale a 15 anni fa. La struttura presenta, come il "volano", uno schema planimetrico a "quinto distributivo" ma su 6 livelli (di cui uno interrato). Ospita i DAI del Cuore e dei vasi, delle Specialità Medico-Chirurgiche, del DEA e Medicina e Chirurgia Generale e di Urgenza, di Diagnostica per Immagini e di Oncologia. Conta 817 ambienti distribuiti su 13.784 m2 e ospita 219 posti letto.

La Direzione dell'Azienda, considerata la vetustà e l'inefficienza – funzionale e prestazionale - del primo edificio, si è posta il problema del tipo di intervento da intraprendere, cioè se effettuare una demolizione e ricostruzione oppure una ristrutturazione profonda.
Streamer diventa quindi lo strumento strategico per effettuare questa scelta secondo criteri di efficienza energetica. Perché lo strumento sia realizzato risulta necessaria la modellazione BIM e GIS, prima dell'intero distretto sanitario, poi dei tre edifici componenti il polo oncologico oggetto del test, secondo diversi livelli di dettaglio.
Grazie alla disponibilità dei dati e delle planimetrie contenuti nel database SACS© e dopo una campagna di rilievo mirata alla verifica delle altezze degli edifici e alle caratteristiche degli elementi tecnologici (edilizi e impiantistici), il primo modello, quello distrettuale, è stato elaborato e consegnato ai partner tedeschi dell'Università di Karlsruhe che lo hanno trasformato in BIM georeferenziato con LoD (Livello di Dettaglio) 2 MultiSurface.
La fase seguente ha riguardato la preparazione del modello tridimensionale con LoD3 dei tre edifici del polo onco¬logico da utilizzare come base per la realizzazione del BIM di pari livello: l'obbiettivo è stato infatti quello di riuscire a modellare, con il massimo dettaglio, tutto il San Luca "vecchio".
Il rilievo dimensionale necessario per l'elaborazione grafica del modello è completato dalla misurazione di alcuni parametri significativi: questi sono stati selezionati da parte dei gruppi di lavoro che si occupano degli impianti, dell'involucro edilizio e del layout funzionale e la loro applicazione sul caso studio italiano sarà una preziosa occasione di verifica della correttezza di tale selezione.