Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

Che cos’è il Port?

È un accesso venoso totalmente impiantabile costituito da un catetere, che entra in una vena di grosso calibro per giungere in prossimità del cuore, e da un piccolo serbatoio, posizionato sottocute a livello toracico o nella parte interna del braccio nel caso del port brachiale.
Esternamente rimane visibile solo un leggero rilievo della pelle e una piccola cicatrice (circa 3 cm), che col tempo sarà sempre meno visibile.
È un dispositivo a lunga permanenza che può rimanere posizionato per mesi o anni e l’accesso al dispositivo avviene mediante l’utilizzo di apposito ago, denominato di Huber.
Al termine dell’impianto Le verrà rilasciato un cartellino in cui sono specificate le caratteristiche del presidio. Tale documento dovrà portarlo sempre con sé per essere mostrato in caso di necessità.

A cosa serve?

Il Port permette di utilizzare una via sicura per la somministrazione di farmaci che altrimenti potrebbero essere dannosi sulla parete di vene periferiche e, in caso di stravaso, per i tessuti circostanti; inoltre è utile per:

  • lunghi cicli di terapie endovenose, soprattutto chemioterapie
  • prelievi ematici
  • tutti i casi in cui è difficile reperire un altro accesso venoso
  • esecuzione di esami che prevedono l’utilizzo del mezzo di contrasto; a tal proposito, i dispositivi che posizioniamo nel nostro Centro sono infatti certificati per tale scopo, occorre tuttavia utilizzare aghi idonei per tale infusione. Le tabelle con le pressioni e i flussi consentiti sono riportate nel libretto che Le verrà consegnato a fine impianto. Tale documento dovrà portarlo con sé in caso di esecuzione dell’esame. La Risonanza Magnetica può essere eseguita anche con l’ago di Huber in sede, l’importante è che si tratti di un dispositivo certificato per tale uso.

Cosa fare il giorno dell’inserimento?

È necessario:

  • essere a digiuno da almeno 4 ore per gli alimenti solidi, e da 2 ore per i liquidi chiari (acqua e the)
  • sospendere i farmaci anticoagulanti come indicato dall’equipe curante
  • fare il bagno o la doccia, o comunque un’adeguata igiene personale
  • evitare il trucco, le collane e lo smalto sulle unghie

Come viene inserito?

La procedura viene eseguita in ambulatorio, presso una sala dedicata e da un’equipe specializzata nell’impianto di accessi vascolari. Dopo l’esame ecografico preliminare, viene preparato un ampio campo sterile e fatta l’anestesia locale. Comunichi subito al medico se prova dolore e in tal caso sarà aumentata la dose di anestetico; la procedura dura circa 40-60 minuti. La tasca dove è alloggiata la camera del Port usualmente è chiusa con sutura intradermica riassorbibile; esternamente viene applicata della colla chirurgica e la medicazione può essere rimossa dopo tre giorni dalla procedura. Da questo giorno potrà farsi la doccia avendo l’accortezza di non rimuovere la colla che cade da sola in circa 2/3 settimane. Per poter fare bagni completi (vasca, mare, piscina) occorre attendere che la ferita sia completamente guarita.

E dopo l’inserimento del Port?

Dopo l’impianto del Port dovrà rimanere in ospedale per 3 ore; nel frattempo, se lo desidera, può mangiare o bere qualcosa. Il Port può essere utilizzato fin da subito. Durante i primi 10 - 15 giorni è possibile avvertire un po’ di fastidio.

Come viene utilizzato?

Usualmente è il personale infermieristico che si occupa dell’infusione dei farmaci e della manutenzione del Port.
È comunque di fondamentale importanza che la gestione del presidio venga effettuata da personale qualificato e appositamente formato.
Nella camera del Port viene inserito l’apposito ago di Huber che, con la sua forma, permette di forarla senza danneggiarla.
Alla fine di ogni infusione l’ago viene rimosso e il foro viene coperto con una garza; l’infermiere le indicherà quando toglierla.
Quando il Port non è utilizzato non ha bisogno di essere coperto.
Al fine di preservare il buon funzionamento del presidio nel periodo in cui non viene utilizzato, ogni 6-8 settimane, sarà necessario effettuare un lavaggio del catetere da personale qualificato.

Com’è la vita con il Port?

Il Port permette di svolgere una vita assolutamente normale, con le solite attività quotidiane facendo attenzione alla zona dove è impiantato. Dopo la completa guarigione della ferita potrà svolgere attività fisica moderata come: ginnastica, nuoto, immersioni, bicicletta ecc. o concordare con il medico gli sport e gli hobby più indicati.
Non è controindicato l’utilizzo della cintura di sicurezza in auto perché, come dimostrato, in caso di incidente, il rischio di ferite gravi è maggiore delle possibili lesioni al catetere.

Quando devo rivolgermi al Centro di Cura di Riferimento?

In caso di dolore, arrossamento sulla cute che copre la camera del Port o il tratto sottocutaneo del catetere Arrossamento della ferita o fuoriuscita di liquido (siero, pus o sangue) Dolore o gonfiore del braccio omolaterale all’impianto del Port.

     

Pagina a cura della SOD Anestesia Oncologica e Terapia intensiva e del Centro Accessi vascolari


ARS Toscana

Banner ARS 20210713

Questo sito utilizza cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi.

Continuando la navigazione ne accetti il loro utilizzo. Per saperne di più o non consentirne l'utilizzo leggi Maggiori Informazioni

Continua