Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

Presso il Laboratorio della SOD Andrologia, Endocrinologia femminile e Incongruenza di Genere è stato attivato, per la prima volta, un nuovo metodo di congelamento degli spermatozoi per pazienti con situazioni critiche ai quali finora non sarebbe stato possibile preservare i gameti maschili. 
Il progetto dal titolo: Applicazione di un metodo innovativo per la crioconservazione degli spermatozoi in pazienti Klinefelter e azoospermiciè realizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze (fin. FCRF2017), dell’Andrological Science Onlus e da AUOC. Il progetto prevede il congelamento di pochi spermatozoi in dispositivi che contengono micro-volumi di campione (da 0.2 a 10 µl), grazie anche alla tecnologia di un microscopio invertito con micromanipolatore ad uso di personale qualificato.
«Questo progetto - spiega la Dott.ssa Sara Dabizzi - è partito per esigenze strettamente connesse ai pazienti Klinefelter che, com’è noto, nei casi più fortunati presentano un numero veramente esiguo di spermatozoi nel liquido seminale. Successivamente è emersa l’opportunità di personalizzare il metodo ed estenderlo anche ad altre categorie di pazienti con una qualità del seme molto ridotta (anche oncologici o sottoposti a biopsia testicolare) e per alcuni di questi potrebbe garantire l’unica chance di preservazione della fertilità per il prossimo futuro».
 
 

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