L’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze sta realizzando un centro dedicato ai programmi di Preabilitazione per i pazienti che, destinati a importanti interventi di chirurgia maggiore, possono essere preparati ad affrontare questi eventi impegnativi. Il professor Gabriele Baldini, fiorentino rientrato in Italia dalla McGill University in Canada, fra i centri più avanzati nello studio delle tecniche di riabilitazione preventiva, è ritornato all’Università di Firenze dove ha studiato e a Careggi, nella Sod Anestesia oncologica e terapia intensiva diretta dal professor Stefano Romagnoli, per avviare il primo programma italiano di Preabilitazione.

Il periodo che precede un intervento di chirurgia maggiore, dal momento della diagnosi al giorno dell’operazione - spiega Baldini - è normalmente considerato un tempo di attesa durante il quale i pazienti si sottopongono ad esami diagnostici che consentono di preparare la fase intra e post-operatoria. Questo periodo, che genera spesso ansia e timore, se ben impiegato in programmi personalizzati di preparazione psicofisica all’intervento, può diventare una fase preziosa per il paziente aumentando concretamente la capacità di affrontare lo stress operatorio e accelerare il successivo recupero. I programmi di Preabilitazione rappresentano inoltre un’opportunità per diffondere anche nei pazienti anziani e fragili stili di vita sani. L’esercizio fisico costante e buone abitudini alimentari potrebbero avere anche un impatto positivo nel miglioramento delle malattie cardiovascolari croniche, respiratorie e in alcune malattie metaboliche. È come prepararsi fisicamente e psicologicamente ad una maratona, la maratona della vita - aggiunge Baldini, che prosegue - la capacità funzionale di un paziente è determinata dall’efficienza cardiaca, polmonare, muscoloscheletrica e dallo stato nutrizionale e psicologico e viene ulteriormente ridotta dallo stress determinato dall’intervento chirurgico. Dopo la chirurgia la capacità funzionale necessita di molto tempo per ritornare ai livelli pre-chirurgici, ritardando quindi il ritorno alle attività normalmente svolte dal paziente. È per queste ragioni che il periodo che precede un intervento di chirurgia maggiore rappresenta un’opportunità fondamentale per preparare il paziente allo stress chirurgico aumentandone preventivamente la capacità funzionale e attenuando di conseguenza il declino indotto dalla chirurgia.

I maggiori sforzi del periodo pre-operatorio - ricorda Romagnoli - sono attualmente impiegati per individuare fattori di rischio medici quali ad esempio: diabete, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, con la finalità di poter predire il rischio di sviluppare complicanze postoperatorie e pianificare un adeguato trattamento chirurgico e anestesiologico. Scarsa attenzione è invece rivolta verso i fattori di rischio potenzialmente modificabili come la ridotta capacità funzionale, la malnutrizione e gli stili di vita poco sani e tendenzialmente sedentari come il fumo di sigaretta, l’abuso di alcol e la scarsa attività motoria, sebbene rivestano un equivalente valore prognostico. È ben noto - prosegue Romagnoli - che i pazienti con una ridotta capacità funzionale, ovvero con una ridotta capacità di compiere attività quotidiane, come pazienti anziani, pazienti con malattie oncologiche, fragili, malnutriti o socialmente emarginati, abbiano un rischio più elevato di sviluppare complicanze postoperatorie e una degenza ospedaliera prolungata con tassi di mortalità più elevati.

Siamo impegnati - afferma Baldini - per avviare al Careggi di Firenze il programma innovativo di Preabilitazione (in inglese Pre-Habilitation) che è stato sviluppato negli anni dal professor Francesco Carli della McGill University, con l’obiettivo di sfruttare il periodo pre-operatorio, al contrario dei programmi di Riabilitazione che intervengono dopo la chirurgia, con percorsi specifici di esercizio fisico aerobico e di resistenza, ottimizzando lo stato nutrizionale e proteico del paziente e mitigando l’ansia associata all’attesa dell’intervento chirurgico. Questo tipo di preparazione richiede un approccio strutturato e multidisciplinare che include numerose figure professionali: anestesisti, chirurghi, dietisti, fisioterapisti, geriatri, medici dello sport e psicologi che, con le loro competenze specifiche, possono preparare il paziente ottimizzandone e aumentandone le capacità funzionali prima dell’intervento.  La durata media è di circa 4-6 settimane, con sessioni di esercizio settimanali in centri specialistici o a casa a seconda delle necessità. I risultati degli studi svolti in questi anni hanno confermato che i programmi di Preabilitazione aumentano in modo significativo lo stato funzionale del paziente durante la preparazione all’intervento, mitigano il declino funzionale indotto dalla chirurgia e accelerano il recupero postoperatorio, raggiungendo a volte livelli funzionali anche superiori a quelli di partenza, soprattutto nei pazienti più fragili. Alcuni studi recenti hanno dimostrato anche una riduzione delle complicanze postoperatorie. 

La Pre-Habilitation - conclude Maria Teresa Mechi direttore sanitario di Careggi - costituisce un importante completamento del protocollo Enhanced recovery after surgery (ERAS) già attivato a Careggi da diversi anni e attualmente oggetto di un piano di sviluppo ulteriore e di estensione a più specialità chirurgiche. Questo si inserisce nelle risposte di eccellenza presenti a Careggi in campo oncologico e della chirurgia oncologia sia del fegato, del pancreas, del tubo digerente, ortopedica, toracica, otorinolaringoiatrica, neurochirurgica, oculistica, maxillofacciale. Si tratta di patologie per le quali la disponibilità di tecnologie quali la robotica e di altre tecniche innovative, messe a disposizione attraverso studi clinici per i quali viene chiesta la collaborazione dei professionisti di Careggi per le elevate competenze, costituisce un valore aggiunto importante. Vi è letteratura scientifica che dimostra come l'esecuzione di tecniche chirurgiche complesse in contesti altamente specializzati aumenti enormemente la possibilità di successo con esiti positivi per il paziente. A tale proposito i dati del Piano nazionale esiti (PNE) recentemente pubblicati mostrano risultati in termini di sopravvivenza per interventi per tumori del pancreas, rene, stomaco, retto, colon e tumori cerebrali operati a Careggi, migliori della media nazionale.