Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

Comunicati stampa

Saranno presentati alla terza edizione di FlORetina, evento scientifico in programma a Firenze al Palazzo dei Congressi dal 6 al 9 giugno, i primi studi sull’utilizzo delle cellule staminali per la rigenerazione della retina, lo annuncia il Professor Stanislao Rizzo direttore dell’Oculistica dell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi di Firenze e presidente del Convegno. “Fra le novità presentate dai 250 relatori agli oltre 3000 oftalmologi provenienti da 101 paesi – prosegue Rizzo – i nuovi farmaci per la terapia delle maculopatie e della retinopatia diabetica, la terapia genica per la cura di alcune malattie retiniche ereditarie e le nuove tecnologie nella chirurgia laser e robotica dell’occhio”.

L’evento organizzato dalla Clinica Oculistica dell’Università di Firenze, a cadenza biennale, pone Firenze al centro della ricerca scientifica e tecnologica in ambito oculistico grazie anche al rilievo assistenziale delle attività svolte nell’Azienda Careggi, unico ospedale pubblico dove si esegue l’impianto di retina artificiale. “Sono circa 300 in tutto i pazienti che ad oggi hanno un impianto retinico – conclude Rizzo – quaranta sono stati operati in Toscana e la maggior parte a Careggi fra i pochi ospedali al mondo in grado di offrire questa sofisticata ed innovativa tecnologia, attualmente l’unica possibilità di cura per le persone in condizione di cecità da grave ed avanzata retinite pigmentosa”.

Prevenire le complicanze in gravidanza è il tema del decimo simposio internazionale (DIP) su diabete, ipertensione e sindrome metabolica durante la gestazione , presieduto dal professor Mosche Hod del Rabin Medical Center in Israele. La Maternità di Careggi è partner dell’evento scientifico in programma a Firenze alla Fortezza da Basso dal 29 maggio al primo giugno che vede presenti i maggiori esperti dall’Italia e dal mondo, impegnati nella prevenzione e nel trattamento delle complicanze materne e fetali in gravidanza.

“Sono condizioni rischiose – spiega il professor Felice Petraglia dell’Università di Firenze e direttore della Maternità dell’Azienda Careggi - con conseguenze potenzialmente gravi per la salute della madre e del nascituro che si presentano con rilevante incidenza tra il 15 e il 20 per cento e aumentano con l’età della partoriente e che richiedono un approccio multidisciplinare e ad alta tecnologia, proprio di grandi ospedali”.

Uno dei temi più attuali del Congresso è l'identificazione delle donne a rischio di avere queste complicanze della gravidanza. Il professor Federico Mecacci porterà a confronto i risultati del Centro di Medicina Prenatale di Careggi nelle donne con diabete gestazionale e sindrome metabolica, che pongono il Centro di Firenze tra i punti di riferimento Internazionali. 

Il Congresso rappresenta l'occasione per presentare i nuovi dati di genetica, metabolomica e "big data" che stanno portando la medicina di precisione ad entrare nella gestione della medicina materno-fetale, in particolare per i disturbi ipertensivi materni e per le patologie della crescita fetale.

Gli accessi venosi centrali a lungo termine sono il tema di un convegno in programma a Careggi dal 21 al 22 maggio con la partecipazione di docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. A Careggi ne sono impiantati oltre 2mila all’anno “Concepiti per pazienti che devono essere sottoposti a terapie endovenose di lunga durata come chemioterapie, antibiotici o nutrizione parenterale, gli accessi venosi a lungo termine – spiega Fulvio Pinelli  responsabile scientifico dell’evento e medico dell'Anestesia oncologica e Terapia Intensiva di Careggi diretta dal professor Raffaele De Gaudio – hanno visto negli ultimi anni una grande evoluzione verso dispositivi sempre meno invasivi e tecniche di impianto più sicure”.
 
Saranno affrontati i temi della prevenzione delle complicanze infettive e trombotiche e presentata l’innovativa tecnica di localizzazione basata sull’elettrocardiogramma intracavitario, metodica che consente di localizzare con precisione il catetere in prossimità del cuore senza l’utilizzo di radiazioni ionizzanti, risparmiando a pazienti e operatori un rischio aggiuntivo.

In occasione delle  consultazioni elettorali europee e amministrative del 26 maggio, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria svolgerà, come di consueto, una importante attività organizzativa per rendere possibile l'esercizio del diritto di voto ai pazienti ricoverati.
Saranno istituiti cinque seggi ospedalieri, nei seguenti padiglioni:
  • CTO (sezione 355)
  • Clinica Medica (Sezione 356)
  • San Luca (Sezione 357)
  • DEAS Pronto Soccorso (Sezione 358)
  • Maternità (Sezione 359)
I pazienti ricoverati, per poter votare in uno di questi seggi, dovranno avere la scheda elettorale e una autorizzazione da parte del comune di residenza. A partire dal pomeriggio di giovedi 23 maggio, personale dell'Azienda passerà nelle degenze per raccogliere la documentazione necessaria per ottenere tale autorizzazione e per dare informazioni in merito alle modalità di voto nei seggi ospedalieri: per i pazienti che non possono raggiungere il seggio sarà a disposizione un seggio speciale che si recherà al letto del paziente. Non sono consentite attività di comunicazione elettorale on-line e cartacea all’interno dell’area ospedaliero – universitaria attraverso l’invio, tramite la rete aziendale, di materiale informativo o la distribuzione di volantini e manifesti elettorali.

Una simulazione di evacuazione, maxi emergenza per incendio nel padiglione Clinica medica di Careggi, in Viale San Luca, e conseguente massiccio afflusso di feriti al Pronto Soccorso è in programma a partire dalle 9:30 domenica 19 maggio nell’area sanitaria dell’Azienda ospedaliero – universitaria fiorentina. È prevista la partecipazione degli operatori di Careggi, insieme a: Vigili del fuoco, 118, Esculapio, Protezione Civile, volontari delle Associazioni dei pazienti.

Al via a Careggi uno studio sul collegamento fra dolore dell'endometriosi ed emicrania. La ricerca è finanziata con circa 300mila euro del bando Giovani Ricercatori del Ministero della Salute che ha premiato un progetto ideato dalla dottoressa Silvia Benemei, medico farmacologo clinico di Careggi, in collaborazione con la dottoressa Viola Seravalli, ginecologo dell'Università di Firenze, per lo studio sia in laboratorio che sulle pazienti delle evidenze nella correlazione fra endometriosi ed emicrania.

"Recentemente – ricorda Viola Seravalli dell'Ostetricia e ginecologia di Careggi, diretta dal professor Felice Petraglia – è stato messo in luce che le pazienti con endometriosi hanno un rischio maggiore anche di 4 volte rispetto alle pazienti senza endometriosi di soffrire di emicrania, una forma di cefalea molto grave ed invalidante, che colpisce circa 1 donna su 5 in età fertile ed è riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come la malattia neurologica con il maggior impatto in termini di disabilità a livello mondiale in quella fascia d'età".

"L'associazione tra endometriosi ed emicrania – spiega Silvia Benemei del Centro cefalee e farmacologia clinica di Careggi, potrebbe derivare dall'esistenza di processi patologici comuni alle due malattie che potrebbero essere bersagli per nuovi farmaci utili a contrastare in maniera efficace gli effetti negativi che queste patologie, soprattutto se associate, causano alla qualità di vita delle pazienti, sia in termini personali che sociali".

Nel mondo, circa 176 milioni di donne sono affette da endometriosi, una malattia in cui masse di tessuto endometriale (la parete interna dell'utero) crescono impropriamente nella cavità addominale o nell'ovaio producendo una riduzione della fertilità e nell'80% dei casi dolore cronico. L'impatto sociale dell'endometriosi è elevato, con un grave decadimento della qualità di vita delle pazienti, ad oggi le cause della malattia non sono ancora chiarite.

Interventi di chirurgia robotica urologica trasmessi in diretta dall’Azienda ospedaliero - universitaria Careggi di Firenze e dagli Spedali Civili di Brescia, 10 procedure chirurgiche eseguite da specialisti nazionali ed internazionali, il 9 e 10 maggio nell’ambito del convegno “Masterclass su Nefrectomia Parziale e Radicale Robot-Assistita”.

L’evento scientifico è presieduto dal professor Marco Carini, direttore dell’unità di Urologia Oncologica Mininvasiva Robotica ed Andrologica dell’Azienda Careggi, da Walter Artibani Segretario Generale della Società Italiana di Urologia e da Claudio Simeone direttore dell’unità operativa di Urologia degli Spedali Civili di Brescia. Il programma scientifico è a cura dei professori Andrea Minervini, responsabile del programma di Urologia Robotica dell’AOU Careggi e Alessandro Antonelli, dell’urologia degli Spedali Civili di Brescia.

"Questo evento – dichiara Carini – consente di diffondere fra gli specialisti esperienze e conoscenze sulla chirurgia renale robot-assistita, la più avanzata evoluzione della chirurgia mininvasiva, con nuove possibilità di intervento e di miglioramento per i pazienti".

Nella prima giornata, sono eseguiti quattro interventi di nefrectomia parziale robot-assistita per tumore renale e successivamente due nefrectomie radicali robot assistite. Nella seconda giornata, le Unità operative di Urologia di Careggi e di Brescia eseguiranno quattro nefrectomie parziali robotiche.
Sconfiggere le epatiti, prevenire e curare i tumori del fegato, preservare la salute epatica e quindi il benessere complessivo dell’organismo, sono questi alcuni temi del “Corso Internazionale di Epatologia Traslazionale” in programma a Firenze nell’Aula Magna del Nuovo ingresso dell'Azienda ospedaliero – universitaria Careggi in Largo Brambilla. L’evento  dal 9 all’11 maggio è organizzato dal MASVE, Centro Interdipartimentale dell’Università di Firenze, del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica e Centro di Ricerca e Innovazione di Careggi, di cui è responsabile la professoressa Anna Linda Zignego.

Nel Centro di Careggi è stata studiata la capacità del virus C di infettare anche cellule linfatiche, contribuendo a causare disordini linfoproliferativi, la ricerca ha quindi evidenziato un ruolo dei virus epatitici in vari tipi di linfomi. Fin dall’inizio della sua attività, clinica e laboratoristica, il Centro ha identificato e utilizzato, per il più corretto inquadramento dei pazienti, biomarcatori per terapie innovative e per l’affinamento degli esami utili a definire la prognosi delle malattie epatiche.

La dottoressa Chiara Lazzeri, delle Cure Intensive del Trauma e delle Gravi Insufficienze d’organo, è stata nominata componente esperto della Consulta Nazionale Trapianti dell'Istituto Superiore di Sanità nell’ambito della donazione a cuore fermo. La dottoressa Lazzeri svolge attività clinica e di ricerca nel processo clinico-assistenziale dei trapianti sia nella fase di procurement che nella perfusione d’organo.

In occasione della Settimana dedicata alla Salute della Donna promossa da Onda, il Dipartimento Materno-Infantile dell'Azienda Careggi di Firenze organizza un incontro Open Day con gli specialisti aperto a tutte le donne interessate e alle associazioni sulle problematiche ginecologiche e la prevenzione oncologica nella donna con disabilità: il percorso Rosa Point per disabilità fisiche motorie e sensoriali, il percorso ASDI per disabilità intellettive, il nuovo programma PASS della Regione Toscana. L’evento è in programma mercoledì 17 aprile nel Padiglione 7 della Maternità, Aula Margherita, piano terra, dalle ore 10:00 alle 13:00.

Sono quasi 700 su circa 1900 i ricoveri che dall'inizio dell'anno, in 5 reparti di Careggi, sono stati gestiti con il supporto del Progetto CaRED, il nuovo sistema informatico - spiega il dottor Alessandro Morettini responsabile scientifico - che punta a risolvere il problema di carenza di comunicazione tra i medici del territorio e l'Ospedale, aprendo al curante di fiducia l'intera cartella clinica ospedaliera del paziente e permettendo così di essere avvertito del ricovero dei suoi assistiti per seguirli durante il decorso e poter collaborare con i colleghi ospedalieri senza spostarsi dallo studio".

"Attualmente il progetto CaRED (Careggi Re-Engineered Discharge) – spiega Morettini – coinvolge i medici curanti che afferiscono alle aggregazioni funzionali territoriali (AFT) limitrofe a Careggi: Rifredi, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano e a cinque reparti internistici di Careggi, ma è in corso l'estensione del servizio a tutte le strutture dell'Azienda Careggi e a tutti i Medici di Medicina Generale dell'AUSL Toscana Centro che sta individuando un ospedale fiorentino per sperimentare il sistema".

Per il direttore del Dipartimento Medicina Generale, dottor Emanuele Croppi il progetto CaRED rappresenta un utile strumento per incrementare la comunicazione e la sinergia fra Ospedale e territorio. "Auspico – afferma Croppi – che in tempi brevi questo progetto possa essere esteso a tutti i Presidi Ospedalieri dell'AUSL Toscana Centro”.

"CaRED – prosegue Morettini – avvisa il medico di famiglia attraverso una mail che non contiene dati anagrafici o sensibili ma solo l'informazione del ricovero di un generico assistito. Nella mail è presente il link per la connessione con la cartella clinica della persona ricoverata e il medico curante può accedere, in sola visione, con specifiche credenziali. Una mail analoga viene inviata dal sistema alla dimissione del malato. Naturalmente la procedura prevede che, nel rispetto della privacy, l'assistito fornisca il consenso alla visione della cartella clinica ospedaliera da parte del suo medico di Medicina Generale".

"Il progetto CaRED – conclude Morettini – si propone di riorganizzare il processo di dimissione ospedaliera governando anche il problema del "revolving door" la ripetizione precoce del ricovero ospedaliero. CaRED -aggiunge il dottor Bassam Dannaoui referente del progetto ArchiMed, la cartella clinica informatizzata di Careggi - rende possibile anche lo scambio di messaggi fra medico ospedaliero e medico di Medicina Generale che possono, attraverso un sistema chat integrato, inviare file in forma di allegati".
In occasione della Settimana dedicata alla Salute della Donna promossa da Onda, il Dipartimento Materno-Infantile dell'Azienda Careggi di Firenze organizza un incontro Open Day con gli specialisti aperto a tutte le donne interessate su “Menopausa oncologica, salute vaginale e del perineo, fitoterapia, alimentazione e stile di vita, rischio ereditario - familiare di tumore ovarico e mammario”. L’evento è in programma giovedì 11 aprile nel Padiglione 7 della Maternità, Aula Margherita, dalle ore 10:00 alle 13:00. Modera l’incontro la giornalista Geraldina Fiechter.
 
L’iniziativa nel corso della quale sarà distribuito materiale informativo è in collaborazione con ITT (Istituto Toscano Tumori), ISPRO (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica), CORD (Centro Oncologico di riferimento Dipartimentale AOUC), CERFIT (Centro di Ricerca e Innovazione in Fitoterapia e Medicina Integrata – Struttura di Riferimento Regionale in Fitoterapia) e Associazione aBRCAdabra Onlus.
Nei giorni scorsi l’Urologia oncologica dell’Azienda Careggi di Firenze ha partecipato ad uno dei maggiori eventi scientifici internazionali del settore il SIU LIVE di Roma con 35 centri collegati in videoconferenza che hanno trasmesso oltre 100 procedure chirurgiche in diretta. Nelle sale di Careggi sono stati eseguiti 3 interventi con tecniche particolarmente innovative di chirurgia robotica e mini invasiva.
 
Nella prima giornata, il Professor Lorenzo Masieri, direttore dell’urologia dell’ospedale pediatrico Meyer, ha eseguito una nefrectomia parziale per tumore del rene condotta mediante la tecnica di enucleazione robot assistita Endoscopic Robot Assisted Simple Enucleation (ERASE) che consente di asportare la neoplasia garantendo la massima preservazione funzionale dell’organo. Quindi il dottor Agostino Tuccio e il dottor Afonso Crisci hanno eseguito una particolare procedura endoscopica per il trattamento della calcolosi renale complessa.
Nella seconda giornata il professor Andrea Minervini, responsabile del programma di chirurgia mini invasiva robotica dell’Urologia oncologica e andrologica diretta dal professor Marco Carini, ha eseguito un intervento di ricostruzione della vescica con una tecnica messa a punto dallo stesso Minervini e da Carini chiamata FloRIN (Florence Robotic Intracorporeal Neobladder) che consiste nella sostituzione delle vescica affetta da tumore con un nuovo organo ricostruito utilizzando una parte dell’intestino del paziente.
 
“Questo evento scientifico – dichiara Marco Carini – è l’occasione per ringraziare pubblicamente tutto il personale medico, infermieristico e sanitario delle sale operatorie e dei reparti per l’immenso lavoro che svolgono quotidianamente, solo nel 2018 sono stati eseguito oltre 1500 interventi robotici di urologia consentendo a Careggi di essere al primo posto in Italia per queste tecniche innovative”.
Per la prima volta in Italia in uno stesso centro, l'Azienda ospedaliero - universitaria Careggi di Firenze, sono stati eseguiti tre trapianti da donatori viventi, incompatibili immunologicamente con il proprio partner di riferimento, utilizzando la tecnica cross-over cioè dell’accoppiamento incrociato. “Gli interventi – spiega il professor Sergio Serni direttore della Chirurgia urologica robotica, mini invasiva e dei trapianti renali del Dipartimento oncologico e di chirurgia a indirizzo robotico diretto dal professor Marco Carini – sono stati possibili trapiantando i tre reni prelevati dai donatori ai rispettivi riceventi compatibili che erano appartenenti ad una delle altre due coppie. I donatori sono stati tre uomini che hanno donato il rene, assegnato in base alla compatibilità al di fuori della coppia di appartenenza, in due casi alle mogli e in un caso al figlio. Tutti i reni trapiantati nei giorni scorsi – prosegue Serni – hanno ripreso a funzionare immediatamente e nessun paziente ha avuto complicanze post-operatorie”.

“Questa esperienza – dichiara la dottoressa Maria Luisa Migliaccio del Centro Regionale Allocazione Organi e Tessuti – è stata complessa dal punto di vista organizzativo per il coinvolgimento di 6 persone fra donatori e riceventi, ma dimostra non solo come sia altruistico e nobile l’atto della donazione ma come la fiducia negli altri possa ripagare, tanto da donare il proprio rene ad una persona sconosciuta, anche per questo l’impegno nella gestione del percorso di donazione è stato particolarmente intenso”.

“Importante – aggiunge Serni – è stato il lavoro di preparazione e supporto alle coppie svolto dalla dottoressa Aida Larti della nefrologia di Careggi che ha richiesto un periodo di circa 3 mesi prima che il programma si potesse realizzare. Tutti i prelievi di rene da donatore vivente sono stati effettuati con chirurgia mininvasiva robotica e anche i trapianti in 2 casi sono stati eseguiti con chirurgia robotica. Per poter eseguire i prelievi e i relativi trapianti in successione, in certi momenti, sono stati impiegati contemporaneamente tutti e tre i robot chirurgici installati nelle sale del complesso chirurgico del padiglione San Luca di Careggi”.

I componenti delle equipe chirurgiche che si sono succeduti nelle varie fasi di prelievo, preparazione dell’organo e trapianto sono stati: oltre al professor Sergio Serni, i dottori Graziano Vignolini, Vincenzo Li Marzi, Saverio Giancane, Simone Caroassai, Arcangelo Sebastianelli, Riccardo Campi, Francesco Sessa, con gli anestesisti coordinati dalla dottoressa Laura Paparella e con l'apporto per la consulenza vascolare del dottor Alessandro Alessi Innocenti.

È stata firmata ieri l’ipotesi di contratto collettivo integrativo aziendale di Careggi. La Direzione e le Rappresentanze Sindacali (RSU aziendale e organizzazioni sindacali firmatarie di contratto) hanno raggiunto una intesa – spiega Rocco Damone direttore generale di Careggi – che va nella direzione di valorizzare l'esperienza professionale nell'ambito delle progressioni economiche e di rafforzare il coinvolgimento del personale nel raggiungimento degli obiettivi di performance.
 
Il personale è la risorsa più importante per Careggi e con questo accordo – prosegue Damone – abbiamo condiviso strumenti di valorizzazione delle competenze e delle professionalità che quotidianamente operano in Ospedale al servizio del bisogno di salute dei cittadini. Per questo con un significativo impiego di risorse, l’esperienza professionale degli operatori viene valorizzata con il riconoscimento di aumenti stipendiali relativi alla progressione economica nell’ambito dei rispettivi profili professionali.
 
Abbiamo condiviso – aggiunge Damone – un sistema di attribuzione dei premi correlati alla performance che coinvolge tutto il personale nel raggiungimento degli obiettivi aziendali e delle singole strutture organizzative. Al contempo sono stati valorizzati gli elementi di performance individuale. E’previsto un sistema a premi crescenti in relazione al raggiungimento di più alte performance.
 
Particolare attenzione è stata dedicata al personale in stato di gravidanza – spiega Maria Chiara Innocenti, direttore amministrativo di Careggi – al fine di promuovere la migliore condizione lavorativa conciliabile con la maternità è previsto lo svolgimento di attività compatibili con lo stato di gravidanza anche attraverso un arricchimento professionale delle dipendenti con specifici percorsi formativi e di aggiornamento. A questo si aggiunge il raddoppio del premio per il periodo lavorativo antecedente l'astensione obbligatoria.
 
Per valorizzare l'impegno del personale in particolari condizioni di lavoro è stata inoltre innalzata l'indennità di pronta disponibilità per i lavoratori reperibili nei notturni e festivi e l’indennità di lavoro notturno. Infine l’accordo prevede la gestione delle eccedenze orarie accumulate negli anni precedenti o mediante specifici piani di recupero o mantenendo apposite risorse destinate per il pagamento di ore di lavoro straordinario.
 
Careggi – conclude Damone – è fra le poche aziende che ha redatto e siglato l'accordo secondo la formula del Testo unico di Contratto Collettivo Integrativo Aziendale, contenente tutte le materie di competenza. I’ipotesi di contratto è stata sottoscritta oltre che dalla delegazione di parte datoriale, dalla RSU aziendale e dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI. La procedura prevede l'invio dell'ipotesi di contratto al Collegio sindacale dell'Azienda per le verifiche di competenza.

“Siamo addolorati per le parole pubblicate su un importante quotidiano nei giorni scorsi nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria che in questo momento coinvolge l'Azienda Careggi – lo dichiara il direttore generale Rocco Damone che prosegue – il nostro rammarico, mio e di tutta la comunità di persone che lavorano a Careggi e che ho il compito di  rappresentare, è pari soltanto al timore che queste vicende possano indebolire il rapporto di fiducia che in cento anni di storia la nostra Azienda ha saputo costruire con i pazienti, la città di Firenze e la comunità scientifica nazionale e internazionale.

Per questo, nel rispetto delle indagini in corso, rigettiamo le affermazioni riportate di alcuni professionisti che hanno detto cose gravi e inquietanti che ci colpiscono con dolore umano e professionale. Chi ha fatto queste affermazioni, accertate le resposabilità, risponderà personalmente di quanto dichiarato, delle offese ai colleghi e alla correttezza di una comunità di quasi 6mila lavoratori, secondo le norme previste dai regolamenti aziendali.

Il pensiero e l'impegno di questa Direzione e della quasi totalità delle persone che lavorano a Careggi – prosegue Damone – sono sinceramente concentrati sui pazienti che ogni giorno devono ricevere una diagnosi, fare un intervento chirurgico, prendere decisioni spesso difficili insieme ai loro familiari. A queste persone e a tutta l'opinione pubblica ci rivolgiamo per affermare che l'unico obbiettivo di Careggi è dare sicurezza, fiducia, serenità alle migliaia di pazienti che ogni giorno prendiamo in carico. Per questo facciamo riferimento agli ultimi dati disponibili del Piano Nazionale Esiti (PNE) di Agenas 2017 che riporta le principali attività assistenziali svolte a Careggi con livelli di aderenza agli standard di qualità nazionali definiti alti o molto alti.

Siamo consapevoli – conclude Damone – che alcuni numeri anche se autorevoli non sono sufficienti a ricucire uno strappo come quello che si è determinato a causa delle recenti vicende, per questo annunciamo che il 14 marzo alle 14:30 al CTO nell'ambito della Conferenza programmatica annuale  con gli operatori, presenteremo non solo i dati nel dettaglio, ma anche gli esiti delle indagini interne che questa Direzione, attraverso un gruppo di professionisti appositamente costituito, sta eseguendo sulle attività assistenziali oggetto delle dichiarazioni e sulla corretta gestione delle liste di attesa.
Inaugurati i nuovi spazi dedicati al day hospital e agli ambulatori dell’Ematologia e del Centro Trapianti di Midollo Osseodi di Careggi. L’Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana Stefania Saccardi ha tagliato il nastro ai mille metri quadri al primo piano del Padiglione San Luca ristrutturati per ospitare complessivamente 11 ambulatori, 4 letti, otto poltrone di DH e 3 sale d’attesa. La ristrutturazione, con un investimento di circa 1.300.000 euro, è stata realizzata rispettando le caratteristiche stilistiche del Padiglione S.Luca, uno fra gli edifici storici dell'Ospedale.

“L’ematologia di Careggi – ricorda il direttore professor Alberto Bosi – nel 2018 ha erogato 18443 visite ambulatoriali, ha eseguito 1450 biopsie osteomidollari, 5930 terapie in regime di day hospital e 584 ricoveri. La nuova struttura consente di migliorare il confort dei pazienti durante la somministrazione di terapie antitumorali e le procedure invasive come le biopsie. L’organizzazione razionale ed efficiente degli spazi e la dotazione di nuove attrezzature permette agli operatori di lavorare meglio riducendo i tempi tecnici nell’infusione dei farmaci e incrementando i livelli di sicurezza nelle attività assistenziali.  Anche la ricerca e la didattica – conclude Bosi – sono ora in grado di essere valorizzate a pieno con spazi dedicati alla gestione dei numerosi protocolli sperimentali”. Il Dr Renato Alterini Responsabile del DH e dell' Ambulatorio di Ematologia sottolinea il miglioramento degli aspetti di privacy del paziente che vengono implementati.

Nell’ambito dell’ematologia i nuovi spazi forniscono supporto al Centro di ricerca e innovazione per le malattie mieloproliferative (CRIMM) diretto dal professor Alessandro Maria Vannucchi e all’Unità dedicata sindromi mielodisplastiche di cui è responsabile la professoressa Valeria Santini.
“Le terapie cellulari e medicina trasfusionale di Careggi – ricorda il direttore Riccardo Saccardi – eseguono una media di 115 trapianti di midollo all’anno. I nuovi ambulatori per screening e controlli possono erogare oltre 2000 visite annuali. Sono stati progettati con spazi e sala d’attesa dotati di speciali tecnologie per la protezione dei pazienti immunodepressi, che a causa delle terapie hanno minori difese naturali contro le infezioni”.

"I nuovi spazi sono stati organizzati tenendo conto dei bisogni dei pazienti e dei loro familiari - ricorda Silvio Fusari Presidente Ail Firenze - la sezione fiorentina dell'Associazione italiana leucemie, linfomi e mieloma che collabora da sempre con Careggi ha sintetizzato le esigenze dei pazienti in anni di attività trasmettendo queste conoscenze per migliorare il confort dei nuovi ambulatori e delle sale di attesa".

“Continua e si intensifica l’impegno della Regione per lo sviluppo di eccellenze in ambito scientifico e assistenziale come l’ematologia di Careggi – è il commento dell’Assessore Saccardi che prosegue – si concretizza anche in questa nuova struttura l’intento di migliorare la qualità di vita dei pazienti e in particolare di quelli affetti da patologie oncologiche. L’umanizzazione delle cure, non solo attraverso l’impegno umano e professionale degli operatori, che ringrazio, ma anche con la realizzazione di ambienti confortevoli è uno fra i principali obbiettivi di una Sanità che non pensa solo all’efficienza del sistema ma soprattutto al benessere delle persone”.

“Dal 1 gennaio 2019 sono 21 i casi con grave forma respiratoria da virus H1N1 ricoverati nella Terapia Intensiva del DEAS di Careggi a Firenze, centro regionale di riferimento ECMO, dove viene applicato da un apposito team il supporto vitale extracorporeo che permette la sopravvivenza e  il recupero delle funzioni polmonare e cardiaca quando gravemente compromesse – lo rende noto il dottor Adriano Peris direttore a Careggi del reparto cure intensive del trauma e delle gravi insufficienze d’organo. In 12 casi  di infezione grave  – prosegue Peris – è stato o è ancora in corso  il trattamento ECMO con circolazione artificiale per consentire a cuore e polmoni di ristabilire la loro funzione aumentando le possibilità di guarigione dai gravi danni provocati dall’infezione da virus H1N1”.
 
Dal gennaio 2019 Il team mobile ECMO ha compiuto 6 missioni esterne con ambulanza dedicata, anche in altre regioni, con impianto di circolazione extracorporea presso gli ospedali richiedenti e successivo ricovero nella Terapia Intensiva del Trauma e Gravi Insufficienze d’Organo di Careggi. Il Centro ECMO ha ricevuto richieste di consulenze e di intervento da parte degli ospedali della Toscana e di  Marche, Lazio e Umbria. “Fino ad ora – conclude Peris – gli esiti sono positivi per tutti i pazienti trattati, alcuni sono già rientrati nelle strutture assistenziali di provenienza”.

Saranno inaugurati sabato 23 febbraio alle 12:30 i nuovi spazi dedicati al day hospital e agli ambulatori dell’Ematologia di Careggi e del Centro Trapianti di Midollo Osseo. L’Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana Stefania Saccardi visiterà i mille metri quadri al primo piano del Padiglione San Luca ristrutturati per ospitare complessivamente 11 ambulatori, 4 letti, otto poltrone di DH e 3 sale d’attesa.

Careggi è il primo ospedale in Italia per numero di interventi robotici nelle varie specialità chirurgiche e conferma il primato nazionale anche per la chirurgia robotica urologica. Nel 2018 sono state eseguite nell’ospedale fiorentino un totale di 1515 procedure chirurgiche robotiche, di cui 1149 in ambito urologico. Sarà questo doppio record il centro del Convegno sulla chirurgia robotica presieduto dal professor Marco Carini direttore del Dipartimento oncologico di Careggi e dell’Urologia oncologica mininvasiva robotica ed andrologica dell’Azienda ospedaliero – universitaria fiorentina. L’evento è in programma nell’Auditorium del CTO di Careggi in Largo Palagi a Firenze dal 15 al 16 febbraio.

<<Careggi nel 2009 è stato fra i primi ospedali del Sistema sanitario pubblico italiano a sperimentare la chirurgia robotica – ricorda Carini – e negli anni, grazie all’impegno della Regione Toscana è stato in grado di progredire portando ai massimi livelli queste tecnologie innovative con il supporto di investimenti strutturali adeguati, come la realizzazione di nuovi blocchi operatori concepiti e attrezzati per garantire le massime prestazioni ai robot chirurgici. Questa esperienza – prosegue Carini – dimostra come oggi l’eccellenza sia sempre di più un gioco di squadra che si ottiene solo grazie all’interazione competente e generosa di chirurghi, anestesisti, clinici, infermieri, personale sanitario specializzato, ma anche ingegneri, manager e funzionari che a tutti i livelli si sono fortemente impegnati per il successo di questa impresa di sistema>>.

<<La Regione – dichiara l’Assessore al Diritto alla Salute della Toscana Stefania Saccardi – ha investito molto nella chirurgia robotica innanzi tutto nell’intento di fornire le migliori cure attualmente disponibili soprattutto alle persone malate di tumore. I risultati raggiunti dall’Azienda Careggi, che ringrazio con tutti i suoi operatori, dimostrano che siamo sulla strada giusta, ma anche che possiamo e dobbiamo continuare a crescere nell’impegno e nell’eccellenza al servizio dei cittadini>>.
 
A Careggi nel 2013 è stato eseguito uno fra i primi prelievi di rene da vivente con procedura robot-assistita e nel 2017 è stato realizzato dall’equipe diretta dal professor Sergio Serni il primo trapianto di rene in Italia da donatore a cuore fermo mediante chirurgia robotica. <<La robotica è ormai fondamentale nella chirurgia urologica in ambito oncologico – conclude Carini – con questa tecnica siamo in grado di eseguire interventi estremamente complessi sia nelle fasi demolitive sia in quelle ricostruttive con buone possibilità di recupero funzionale in un sempre maggior numero di pazienti>>.

<<La robotica rappresenta un investimento complesso per il Sistema e per la salute dei cittadini. Come dimostra l’esperienza di Careggi, diventa sostenibile quando si raggiungono grandi numeri con un relativo bilanciamento dei costi complessivi grazie alla riduzione delle giornate di degenza post operatoria – è il Commento di Rocco Damone Direttore generale di Careggi che conclude – Ma non è solo un investimento economico rappresenta anche un volano per la crescita professionale a tutti i livelli, per il progresso scientifico nella didattica, nella ricerca e nell’organizzazione sanitaria che devono adattarsi a questa nuova tecnologia in continua evoluzione>>.

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