Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

Units

Responsabile Dr. Francesco Meucci (cardiologo interventista SOD Interventistica cardiologica strutturale)

La Unit si occupa del trattamento delle valvulopatie più frequenti nella popolazione adulta attraverso metodiche mini-invasive, non chirurgiche. L’approccio è "percutaneo", quindi, basato su punture di vasi arteriosi o venosi attraverso i quali vengono raggiunte e sostituite o riparate le valvole del cuore. Il nostro ospedale, in risposta a questa "rivoluzione" nel campo della terapia delle malattie valvolari cardiache, ha creato una unità specificamente dedicata che si propone di fornire ai pazienti le migliori terapie, anche le più innovative, e di organizzare al meglio i professionisti, le risorse ed i percorsi dedicati.
Le principali patologie trattate sono:
Sede di attività
Comparto operatorio e Sale Angiografiche, Padiglione 12 – DEAS
Reparto di degenza e subintensiva, Padiglione 12 – DEAS
Ambulatori Cardiologici, Padiglione 13 – Clinica Medica
Modalità d'accesso
Tel. 055 7947082 dal lunedì' al venerdì dalle ore 11:00 - 17:00
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Unit impianto e riparazione valvolare transcatetere (TAVI Unit) - AOU Careggi, Firenze - Italy
Le patologie a carico della valvola aortica attualmente trattabili per via percutanea sono principalmente la stenosi aortica degenerativa e la degenerazione delle bioprotesi chirurgiche impiantate nel passato (intervento di "valve in valve" aortica).
Informazioni per i pazienti

 Il cuore è l’organo che assicura la circolazione del sangue a tutto l’organismo ed è dotato di valvole che aprendosi e chiudendosi hanno la funzione di dirigere il flusso di sangue in un'unica direzione durante il ciclo cardiaco.
Le valvole del cuore sono quattro: la valvola mitrale e la valvola tricuspide, dette valvole atrioventricolari e posizionate tra atri e ventricoli, regolano l’ingresso del sangue nel cuore
la valvola aortica e la valvola polmonare, dette valvole semilunari, posizionate tra i ventricoli e i due grandi vasi arteriosi (aorta e arteria polmonare), regolano l'uscita del sangue dal cuore.
Proprio la valvola aortica aprendosi e chiudendosi consente al sangue di raggiungere tutto il corpo. Le valvole cardiache possono andare incontro a fenomeni di deterioramento con l’avanzare degli anni. La malattia più frequente connessa all’invecchiamento è la stenosi della valvola aortica, ovvero la degenerazione dei tessuti della valvola che si induriscono e calcificano fino a ostacolarne l’apertura. La stenosi aortica colpisce in Italia circa 1 persona su 10 oltre i 65 anni. Il cuore in questi casi deve fare molta più fatica per far uscire il sangue perché’ ha una "porta di uscita" che si apre progressivamente sempre di meno (Figura 1a e 1b).
TAVI Unit Fig 1a                     TAVI Unit Fig 1b
Fig.1 Valvola aortica normale              Figura 1b Valvola aortica stenotica

La stenosi aortica può restare asintomatica per molti anni. La presenza di un soffio cardiaco rilevato ad una visita medica può essere il primo segnale di allarme per questa patologia. La comparsa dei sintomi indica già una fase avanzata della malattia. Tra i sintomi più caratteristici a cui prestare attenzione ci sono:

  • l’affaticamento e l’affanno
  • il dolore al torace (angina)
  • e la perdita di coscienza, nelle fasi più avanzate (un vero e proprio svenimento che in genere avviene durante uno sforzo fisico)
 L’affanno (dispnea) è il sintomo più frequente. Generalmente descritta come difficoltà a eseguire dei respiri normali o “fame d’aria” anche per sforzi che prima si eseguivano con facilità, come salire le scale o camminare. Quando la malattia è più grave la dispnea può comparire anche a riposo o durante la notte. A volta anche il dolore al petto aggrava la situazione. Si tratta di una sensazione di pesantezza sul petto che compare soprattutto sotto sforzo e scompare con il riposo dopo alcuni minuti. Molto spesso a questi sintomi si associano segni caratteristici di scompenso cardiaco come gambe gonfie e facile affaticabilità.

La diagnosi di stenosi valvolare aortica può essere sospettata dal medico quando i sintomi sopra descritti si accompagnano al rilievo durante l’ascoltazione del cuore di un caratteristico rumore dovuto al sangue che esce con difficoltà e che si chiama "soffio cardiaco". La conferma di questo sospetto diagnostico è in genere di competenza specialistica del cardiologo attraverso esami strumentali, principalmente elettrocardiogramma ed ecocardiogramma.
L’esame principale per confermare la diagnosi e definire la gravità della stenosi valvolare aortica è l’ecocardiogramma. Non è un esame doloroso e si esegue in pochi minuti sfruttando onde ad ultrasuoni. Questo esame è centrale nel percorso del paziente con malattia valvolare perché’ fornisce informazioni complete sul funzionamento di tutte e 4 le valvole del cuore, sullo stato di funzionamento del muscolo cardiaco e sulle pressioni del circolo polmonare. L’insieme di questi dati, unitamente alla presenza dei sintomi, consente al cardiologo di porre l’indicazione a sostituire la valvola aortica.
A completare la diagnosi e la fattibilità dell’eventuale trattamento mini-invasivo transcatetere, si esegue una TC (tomografia computerizzata, meglio nota come “TAC”) con mezzo di contrasto che consente di avere tutte le informazioni sulla valvola, sui vasi del cuore chiamati "coronarie" e sugli altri vasi arteriosi del paziente...
Il cateterismo cardiaco è invece una procedura invasiva che permette la misurazione delle pressioni all’interno del cuore e lo studio delle coronarie. Rimane uno strumento essenziale per i pazienti con diagnosi accertata di stenosi aortica che presentano anche una malattia delle coronarie.
 

 L’intervento di correzione percutanea della valvola aortica si chiama TAVI, dall’acronimo inglese “Transcatheter Aortic Valve Implantation”. E’ la procedura di sostituzione della valvola aortica che avviene per via non chirurgica ma con procedura mini-invasiva, in italiano traducibile come “impianto valvolare aortico transcatetere”. Si tratta di una procedura di cardiologia interventistica ideata per sostituire la valvola aortica degenerata per via mini-invasiva introducendo nei vasi sanguigni una protesi, del tutto analoga a quella impiantata per via chirurgica, che viene montata su appositi cateteri. I vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale sono molteplici perché la TAVI viene fatta senza dover ricorrere a tagli sul torace, senza dover fermare il cuore e senza necessità di anestesia generale.
L'accesso arterioso da cui viene fatta passare la valvola è nel 95% circa dei casi l’arteria femorale che risiede nella regione dell’inguine, molto più raramente l’accesso può essere eseguito attraverso l’arteria ascellare.
Negli studi scientifici e nelle più recenti linee guida la TAVI si è dimostrata superiore all’intervento cardiochirurgico tradizionale in termini di complicanze, mortalità, minore degenza ospedaliera per i pazienti con anatomia favorevole e con età di 80 o più anni . Nei pazienti più giovani, con età fra 65 e 79 anni, l’intervento cardiochirurgico tradizionale e la TAVI hanno dimostrato di essere sostanzialmente equivalenti, e la scelta fra l’una o l’altra modalita’ di sostituzione della valvola avviene discutendo collegialmente caso per caso quale sia l’approccio più vantaggioso. Esiste infatti una commissione medica multidisciplinare dedicata che si riunisce regolarmente per esaminare tutti i casi di pazienti con malattia valvolare aortica che necessitano di trattamento sostitutivo della valvola per decidere quale modalità sia piu’vantaggiosa nel caso specifico (commissione di Heart Team).

 

 La valutazione del paziente con stenosi aortica è un processo multidisciplinare che coinvolge varie figure professionali, principalmente sono coinvolti a vari livelli il cardiologo clinico, il cardiologo interventista, il cardiochirurgo, il cardioanestesista. Vengono analizzate le caratteristiche del paziente mediante gli esami eseguiti (esami del sangue, elettrocardiogramma, ecocardiogramma, TAC con mezzo di contrasto). Nei pazienti di età superiore ai 75 anni si esegue anche un colloquio con uno specialista geriatra che consente di valutare la fragilità del paziente. La stima della fragilità e delle comorbilità permette di calibrare il grado di invasività delle procedure disponibili con la situazione generale del paziente anziano ed è di grande aiuto per evitare di trattare in maniera troppo aggressiva i pazienti più fragili, che non trarrebbero vantaggio ma soltanto rischi dagli interventi più "aggressivi". Il percorso pre-operatorio può prevedere un ricovero in ospedale per eseguire accertamenti preliminari più complessi e delicati oppure è completamente da esterno. Può inoltre essere prevista una visita di pre-ospedalizzazione principalmente per avere un colloquio con il cardioanestesista.


 La TAVI è lo standard di cura in pazienti con stenosi valvolare aortica che hanno bisogno dell’intervento sopra gli 80 anni. In genere infatti i pazienti piu’anziani presentano un rischio chirurgico operatorio maggiore oltre ad avere più difficoltà nel processo di riabilitazione post-chirurgico. Ci sono tuttavia situazioni anatomiche in cui l’intervento di TAVI non è fattibile o è fattibile con minori certezze sul buon esito finale (ad esempio le valvole aortiche bicuspidi o i pazienti con arterie femorali molto piccole o molto malate) nelle quali anche sopra gli 80 anni la chirurgia diventa la terapia di elezione. Per i pazienti di età compresa tra 65 e 80 anni non c'è un chiaro vantaggio della procedura transcatetere o di quella chirurgica tradizionale. Si tratta di una scelta che va fatta sul singolo paziente in base alle caratteristiche cliniche, antomiche ed alle sue preferenze . A parità di possibilità tecniche di buona riuscita dell’intervento è importante che il paziente, anche attraverso il suo medico di fiducia, venga aiutato a scegliere la terapia più congeniale al suo caso attraverso una informazione tanto dettagliata quanto comprensibile. Una categoria particolare di pazienti candidati alla TAVI è quella di coloro che hanno una protesi valvolare aortica biologica che è andata incontro a degenerazione. In questi casi la TAVI è particolarmente preziosa perchè, quando fattibile, permette di evitare i rischi connessi con un re-intervento di cardiochirurgia tradizionale. Ci sono tuttavia situazioni anatomiche particolari in cui purtroppo la sostituzione della protesi degenerata mediante TAVI non è fattibile o si presenta tecnicamente molto complessa. In questi casi la soluzione migliore potrebbe essere l'intervento di cardiochirurgia tradizionale.


 L’intervento di TAVI consente di sostituire la valvola aortica degenerata senza dover "aprire" il torace. La valvola impiantata è una valvola biologica del tutto analoga a quelle utilizzate in cardiochirurgia tradizionale, e deriva da tessuti animali (pericardio bovino o suino). L’unica differenza è che le valvole utilizzate nell'intervento di TAVI sono state cucite dentro una rete di acciaio chiamata "stent" (Figura 2). Questa struttura di sostegno è quella che rende possibile l’impianto della valvola per via non chirurgica, infatti a differenza della cardiochirurgia tradizionale dove la valvola malata viene recisa ed al suo posto viene cucita la protesi biologica, nella TAVI si sfrutta la presenza della valvola malata che è indurita e calcifica e che diventa la superficie di appoggio dello stent di acciaio.

Figura 2

Figura 2: Principali protesi transcatetere utilizzate presso AOUC
 
Durante la TAVI un tecnico dedicato si occupa di preparare la valvola che viene compressa su un pallone di rilascio (protesi su pallone) o dentro una guaina di plastica (protesi autoespandibili) in modo da avere un calibro sufficientemente piccolo per entrare nell'arteria scelta per l'intervento (in genere sui 5mm). Il medico che esegue l'impianto guida la protesi dentro il sistema arterioso fino al cuore, aiutandosi con i raggi X e con opportune manovre fa entrare la protesi dentro la valvola malata. Una volta in posizione la valvola biologica viene aperta e rilasciata e sono proprio i lembi della valvola malata a fare da superifice di aggancio per lo stent, dentro al quale inizia a funzionare la nuova valvola. Dunque la valvola malata non viene in questo caso rimossa ma resta "compressa" dalla nuova valvola.
L’intervento viene eseguito in circa un'ora e viene svolto in una sala operatoria dedicata, dove è presente un sistema in grado di visualizzare il cuore da varie angolazioni mediante raggi X.
In genere le punture che il paziente riceve sono due, quella dell’inguine dove entra la nuova valvola, con un calibro un pò più grande, circa 5 mm, e la puntura del polso (arteria radiale) dove viene messo un catetere secondario, una sonda più piccola che ci consente di seguire tutte le fasi della manovra iniettando piccole quantità di mezzo di contrasto.
L’intervento è eseguito in anestesia locale. Il paziente quindi non necessita di intubazione né di anestesia generale, ma sarà aiutato da un medico anestesista a non avvertire alcun dolore pur restando sveglio, se necessario con una leggera sedazione. Viene inoltre posizionato solitamente da una vena dell'inguine un pacemaker temporaneo, ovvero un piccolo tubicino che connesso a un dispositivo esterno consente di controllare i battiti cardiaci durante la procedura.
Come ogni intervento al cuore, anche la TAVI può in una piccola percentuale di casi avere delle complicanze che verranno discusse in dettaglio con il medico che eseguirà l’intervento e che sono riassunte nel foglio di consenso alla procedura.


Subito dopo l’intervento di TAVI il paziente viene trasferito presso la nostra unità di terapia subintensiva cardiologica per la prosecuzione del monitoraggio e delle cure.
Già all'arrivo in reparto il paziente è sveglio, è in grado di comunicare, parlare coi parenti, esprimere eventuali disturbi o bisogni.  Nelle prime ore dopo l’intervento è necessario riposo a letto, ma dopo poco il paziente può già iniziare a mobilizzarsi, mettersi a sedere, alimentarsi da solo e recuperare gradualmente la sua autonomia. Il giorno seguente all’intervento se non ci sono particolari problemi il paziente è in grado di sedersi in poltrona. In prima o seconda giornata può riprendere anche a camminare per il reparto e ad andare in bagno.
Durante la degenza il ritmo cardiaco è costantemente monitorizzato e il paziente viene quotidianamente rivalutato da cardiologi clinici esperti. La degenza complessiva di solito è di 4-5 giorni dall'intervento, in alcuni casi sono possibili ricoveri più brevi, mentre in altri può essere necessario qualche giorno di degenza in più soprattutto per i pazienti più fragili o che necessitano ulteriori trattamenti, sempre più raramente, quali per esempio l’impianto di un pacemaker definitivo. Molto raramente si rende necessario un passaggio intermedio fra l’ospedale e la casa in un centro riabilitativo. La minore durata della degenza, la precoce mobilizzazione e l’assenza di dolore e ferite chirurgiche rendono infatti non necessaria la  riabilitazione che si segue dopo cardiochirurgia tradizionale. Questo precoce ritorno alla vita normale è senz'altro uno dei vantaggi maggiori della TAVI, soprattutto nei pazienti anziani che hanno maggiori difficoltà a riprendere una vita attiva dopo periodi anche brevi di allettamento.
Una volta a casa, nella vita quotidiana il paziente si renderà conto in maniera progressiva di stare meglio e di poter fare attività che prima non era più in grado di affrontare.


 Dopo una procedura di TAVI i pazienti tornano a casa con una visita di controllo già programmata a distanza di 30 giorni. In sede di visita ambulatoriale verrà rivalutata la funzionalità della protesi impiantata e verrà eseguita una visita cardiologia accurata.
Se non vi sono particolari problematica il paziente continuerà ad eseguire i controlli regolari una volta l’anno.


Unit impianto e riparazione valvolare transcatetere (TAVI Unit)

Responsabile: Dr.ssa Patrizia Bordonaro
Equipe
Martina Betti
Andrea Carbone
Alessandra Fontanelli
Lisa Simi
Raffaella Santi
Michele Trotta
 
Questa Unit afferisce al Dipartimento dei Servizi (ADO Laboratorio) ed è costituita da professionisti afferenti a SOD/DAI diversi, organizzati in equipe multidisciplinari e multiprofessionali, che condividono protocolli e linee guida all’avanguardia ed aggiornate.
La Unit organizza la risposta all’utente, migliorando i servizi in una prospettiva multidisciplinare e multiprofessionale, anche attraverso incontri periodici di discussione e condivisione di indicazioni finalizzate all'impiego delle risorse secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità.
 
Obiettivi
  • Organizza il percorso dell’utente migliorando i servizi in una prospettiva multidisciplinare (accettazione/prelievo/risposta/valutazione esami –prescrizione ulteriore esami x approfondimenti - prime indicazioni terapeutiche o di indirizzo)
  • Coordina l’organizzazione del percorso dell’utente nel Centro Prelievi
  • Promuove la creazione di percorsi specifici multidisciplinari (PMA-Oncologici, MTS, ecc. )
  • Partecipa al Progetto PASS (Regione Toscana/AOU Careggi), percorsi assistenziali in pazienti con bisogni speciali.
  • Segue i follow-up condivisi con gli specialisti ambulatoriali (AOUC)
  • Lavora in ottica di modernizzazione della medicina di laboratorio come integrazione alla pratica clinica
  • Si pone come innovativa forma di coordinamento fra il Laboratorio con i suoi professionisti e il clinico quale specialista di AOUC
  • Assicura il costante adeguamento dei protocolli e dei modelli organizzativi, mantenendo alto lo standard di adesione e soddisfazione dell’utente.
  • Segue la formazione di specializzandi dell’UNIFI
  • Promuove eventi formativi
  • Per il personale coinvolto nel percorso dell’utente/paziente
  • Verifica l’applicazione dei protocolli e linee guida
  • Mantiene costante il rapporto con i MMG sugli aggiornamenti esami di laboratorio
  • Segue tutto il percorso della fase pre-analitica ad iniziare dall’appropriatezza prescrittiva, fino alla compilazione di una “nuova richiesta” qualora le richieste dematerializzate non siano corrette, al fine di non creare disagio all’utente e non perdere la compensazione dovuta.
Attività scientifica:
  • Partecipazione a Congressi Nazionali/internazionali
  • Lezione e tutoraggio Scuola di specializzazione in Patologia Clinica
  • Lezione a Master (Master II° livello Andrologia, medicina della sessualità)
  • Lezione a Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia
  • Corsi formazione per la ADO diagnostica di laboratorio
  • Partecipazione a Protocolli di studio osservazionali e sorveglianza (SOD Microbiologia e Virologia)
Attualmente sono in corso studi osservazionali:
  1. Microbiota e risposta immune con il Dipartimento di Med. Sperimentale e Clinica
  2. Percorso diagnostico-assistenziale delle IST con l’ISS
  3. La sorveglianza delle infezioni da C. Trachomatis e N. gonorrhoeae con l’ISS
  4. Protocollo operativo assistenziale per la diagnosi, cura e prevenzione delle infezioni e dei tumori da HPV correlati, condiviso con Microbilogia e Virologia e Malattie Infettive.
 
Il servizio proposto soddisfa puntualmente tutti i criteri previsti dal regolamento aziendale per le istituzioni delle Units, in particolare:
  • Multidisciplinarità
  • Risorse già disponibili
  • Professionisti appartenenti a SOD/DAI diversi
  • Alta specializzazione non rinvenibile in singola SOD
  • Fattori produttivi assorbiti dalle SOD coinvolte
Funzioni
  • Operare attraverso un gruppo di professionisti con esperienza in medicina di laboratorio
  • Ottimizzare la programmazione delle prestazioni
  • Sviluppare protocolli diagnostico terapeutici (PDTA)
  • Garantire la presa in carico della persona fragile, anche attraverso adeguati percorsi di fast track
  • Garantire continuità dell’assistenza in situazioni di emergenza clinica, anche attraverso lo sviluppo di protocolli condivisi e la promozione di momenti formativi dei professionisti coinvolti
  • Monitorizzare gli standard operativi e di produttività realizzati e assicurare la gestione sistematica della variabilità della domanda attraverso la rimodulazione delle risorse umane e la pianificazione operativa integrata delle attività
  • Sviluppare programmi e progetti di innovazione e di miglioramento delle performance organizzativo-gestionali e di utilizzo delle tecnologie
  • Sovrintendere alla raccolta e alla gestione di dati per la rilevazione di indicatori di processo e di risultato.
  • Promuove la comunicazione con i servizi interni ed esterni all’AOUC
  • Seguire la Governance Clinica del Dipartimento, l’attestazione del processo ambulatoriale
  • Operare garantendo la Sicurezza delle Cure del paziente all’interno del percorso specifico.
Strutture e professionisti coinvolti
Strutture e professionisti a cui si rivolge
Responsabile Dr.ssa Angelamaria Becorpi
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Equipe
Angelamaria Becorpi
Giulia Borsotti
Fabio Firenzuoli
Rita Giachetti
Vittorio Limatola
Vania Valoriani
 
Collaboratori scientifici progetti regionali:
Donatella Lari, psicologa volontaria Ostetricia e Ginecologia
Silvia Mangione, psicologa volontaria Ostetricia e Ginecologia
 
La Unit “Medicina Integrata e Tecnologia applicata per la salute della donna in menopausa iatrogena” afferisce al Dipartimento Materno Infantile ed è orientata all’evoluzione continua dei percorsi assistenziali basati sulla presa in carico multidisciplinare della paziente in menopausa iatrogena. La priorità è offrire il miglior percorso di cura e di accompagnamento nella complessa e delicata condizione bio-psico-fisica che comporta una menopausa insorta in maniera improvvisa.  La paziente, che afferisce all’ambulatorio per la menopausa oncologica, necessita di una specifica e appropriata gestione medico-psicologica, a partire dalla prevenzione fino al trattamento della sintomatologia. Molte terapie possono essere infatti controindicate (in relazione al tipo di neoplasia e di terapie oncologiche a cui è stata sottoposta) e la paziente spesso deve ancora maturare la consapevolezza che, con cure adeguate e personalizzate, può riformulare e riaffermare la propria identità di donna e non più̀ solo di paziente oncologica.
La Unit favorisce, in un’ottica di integrazione con il medico di Medicina Generale, con le strutture territoriali dell’Area Vasta Centro e in raccordo con ISPRO, un costante confronto tra operatori di discipline diverse. 
 
Attività
  • Effettuare, a partire da un approccio multidisciplinare, l’inquadramento anamnestico e la valutazione degli aspetti ginecologici e non ginecologici legati alla situazione di menopausa delle donne che hanno una pregressa storia di malattia oncologica e per le pazienti non oncologiche che sono portatrici della mutazione genetica BRCA 1/BRCA 2
  • strutturare una specifica valutazione del vissuto psicologico della donna (emotivo e relazionale) relativo alla patologia e alle sue conseguenze ed elaborare specifici percorsi di supporto psicologico integrati al percorso di cura
  • elaborare, sulla base delle evidenze scientifiche, specifici PDTA per la cura e la presa in carico delle pazienti, oltre che condividere e aggiornare le linee guida su tale settore
  • elaborare e implementare trattamenti personalizzati e nuove strategie di intervento basate sulla Medicina Integrata e Tecnologia Applicata
  • effettuare interventi di monitoraggio e aggiornamento dei percorsi di presa in carico
  • sviluppare specifici progetti nell’ambito della formazione e della ricerca scientifica
Obiettivi
  • Istituire un gruppo di lavoro multidisciplinare e multispecialistico orientato all’elaborazione e all’implementazione di un protocollo operativo diagnostico e terapeutico, finalizzato alla presa in carico della paziente in menopausa iatrogena
  • assicurare percorsi diagnostico-terapeutici mirati, con operatori “dedicati” e con l’ausilio di tecnologia specifica (a es.: laser vaginale per il trattamento di disturbi della sfera genitourinaria e sessuale)
  • fornire, a partire da un approccio interdisciplinare in coordinamento con strutture specifiche, un inquadramento e follow-up del rischio osteoporotico, cardiovascolare e metabolico
  • creare, attraverso la medicina integrata, accessi facilitati per servizi specifici quali agopuntura, fitoterapia, supporto psicologico e attività fisica
  • promuovere, attraverso incontri interdisciplinari dedicati alle tematiche inerenti la menopausa iatrogena, la sensibilizzazione delle pazienti e degli specialisti
  • estendere sull’Area Vasta le competenze per il settore fitoterapico, mediante consulenze di operatori di AOUC nell’ambito dell’attività del CERFIT
  • favorire l’integrazione con associazioni e società operanti in questo settore


Possono accedere le donne in menopausa iatrogena che, già in menopausa, sono state sottoposte a intervento o a trattamenti oncologici e le donne che si sono sottoposte ad annessiectomia profilattica a seguito del riscontro della mutazione genetica BRCA1/BRCA2 per carcinoma ovarico e/o mammario e altre neoplasie. La paziente deve presentare una richiesta scritta su ricettario SSN con la dicitura di “visita ginecologica per menopausa oncologica”.
 

Responsabile Dott.ssa Silvia Ramat
La Unit afferisce al Dipartimento Neuromuscoloscheletrico e Organi di Senso. Si occupa della presa in carico del paziente affetto da malattia di Parkinson e da parkinsonismo, con un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato e appropriato nelle diverse fasi della malattia, rivolto sia alla disabilità motoria sia ai sintomi non motori.
Attività
  • ottimizzazione del percorso di cura del paziente affetto da malattia di Parkinson o da parkinsonismo, dalla diagnosi alle successive fasi terapeutiche e riabilitative secondo le indicazioni delle linee guida internazionali
  • strutturazione di percorsi dedicati attraverso competenze multidisciplinari altamente specialistiche, tecnologie avanzate e terapie innovative, anche tramite la partecipazione a studi clinici
  • sensibilizzazione e informazione sulla malattia in collaborazione con le associazioni dei pazienti
  • realizzazione di progetti nell'ambito della formazione e della ricerca scientifica
Strutture coinvolte
Responsabile Dr.ssa Katia Ferrari 
 
La UNIT afferisce al Dipartimento Cardiotoracovascolare si propone di sviluppare un modello organizzativo multidisciplinare per la gestione delle neoplasie del torace.
Il coordinamento di differeti figure professionali competenti nei singoli settori, garantisce al paziente di ricevere cure ed assistenza di qualità in appropriati percorsi diagnostico-terapeutici basati sulle evidenze scientifiche, senza la necessità di ricorrere a strutture differenti, con ottimizzazione dei tempi di attesa e riduzione dei costi. 
Funzioni/Obiettivi
La UNIT, secondo il principio del “curare con cura”, propone:
  • per tutti i casi clinici oncologi toracici afferenti alla AOUC garanzia di multidisciplinarietà
  • percorsi diagnostico-terapeutici sostenibili secondo la realtà locale
  • valutazione e sostenibilità degli esiti della cura
  • promozione e partecipazione ad iniziative di informazione e comunicazione rivolte ai pazienti
  • lo sviluppo di protocolli di ricerca
  • supporto  delle attività di formazione rivolte ai professionisti
Strutture coinvolte
Tiziano Martini, Elisabetta Rosi, Marina Amendola
Lorenzo Corbetta, Stefano Orsi, Marco Trigiani
Maurizio Bartolucci, Alessandra Bindi, Chiara Moroni, Edoardo Cavigli
Francesco Mondaini, Citone Michele, Emanuele Casamassima, Giacomo Gabbani
Bongiolatti Stefano, Dario Ugolini, Sara Borgianni, Luca Voltolini
Francesca Mazzoni, Marco Brugia, Giandomenico Roviello
Vieri Scotti, Benedetta Agresti
Fisioterapia
Cristina Tognozzi
Leonardo Fei
Rocco Domenico Mediati, Renato Vellucci
Modalità di accesso
L’accesso alla fase diagnostica si differenzia per:
· Pazienti esterni
per la presa in carico si fa riferimento al percorso ambulatoriale complesso coordinato (PACC) presente in Azienda
· Pazienti ricoverati
mediante richiesta alla struttura pneumologica della azienda preposta alla stadiazione clinica secondo gli standard internazionali.
L’accesso alla fase terapeutica è garantito, secondo il percorso aziendale (PDTA), dalla discussione dei casi in riunione multidisciplinare oncologica.
Protocolli
Le decisioni della UNIT saranno basate sulle raccomandazioni cliniche sulle  linee guida nazionali e internazionali condivise fra i professionisti con impegno di revisione annuale e verbalizzazione delle eventuali modifiche.
Formazione e ricerca
La UNIT offre opportunità di formazione dedicata e organizza corsi di aggiornamento continuo. Inoltre, si rende promotrice e/o partecipe di eventuali studi profit o no-profit, previo parere del Comitato Etico della AOUC.
Responsabile Dr.ssa Anna Maria Grosso
Questa Unit afferisce al DAI Cardiotoracovascolare. L’istituzione della Unit presso l’AOUC, assorbe il modello organizzativo del (Percorso Ambulatoriale Complesso Coordinato) PACC Nodulo polmonare e lo estende anche alle malattie neoplastiche del torace, della pleura del mediastino. 
Grazie a un percorso condiviso con l’Area Vasta Centro, consente di sfruttare al meglio le risorse già disponibili in AOUC e di risolvere le criticità per la diagnosi e cura non solo del tumore del polmone, ma anche di altre malattie tumorali toraciche. 
 
Attività
  • istituire un gruppo di lavoro multi-specialistico dedicato alla diagnosi e stadiazione della sospetta patologia oncologica del polmone, della pleura e del mediastino
  • definire un percorso unico diagnostico, qualunque sia la scelta terapeutica per la presa in carico del paziente affetto da patologia neoplastica toracica
  • concentrare la casistica avvalendosi delle più aggiornate tecniche diagnostiche, endoscopiche e radiologiche
  • sviluppare specifici progetti nell’ambito della formazione e della ricerca scientifica
Obiettivi
  • garantire al MMG una risposta al quesito clinico in tempi brevi
  • garantire al medico della AOUC o di altra azienda sanitaria o ospedaliera l’accesso ad un percorso multispecialistico dedicato alla sospetta neoplasia toraco-polmonare
  • usufruire in pronto soccorso di un percorso organizzato e tempestivo in risposta a problemi apparentemente acuti per i quali non è appropriato ricorrere al ricovero o usufruire delle risorse dedicate all’emergenza-urgenza.
  • per l’azienda sanitaria ridurre la duplicazione di prestazioni perseguendo l’appropriatezza organizzativa
  • ridurre l’attività clinica ospedaliera inappropriata in regime di DH o ricovero ordinario
  • ridurre le fughe dei pazienti affetti da questa patologia verso l'esterno dell'Area Vasta Centro e della Regione Toscana
  • Fornire al GOM, casi di neoplasia toraco-polmonare diagnosticati e stadiati per la scelta terapeutica personalizzata
Strutture coinvolte 
Eventuali altre specialistiche possano essere successivamente coinvolte nel percorso.
 
Modalità d’accesso
Con richiesta da parte dei Medici di Medicina Generale (MMG), medici specialisti della AOUC e delle altre aziende ospedaliere o sanitarie della regione Toscana su ricettario SSN per visita pneumologia
 per le seguenti patologie:
  • Nodulo polmonare
  • Versamento pleurico
  • Massa mediastinica
  • Linfoadenopatie mediastiniche
Sedi di Attività
Modalità di prenotazione
  • Ambulatori e Day Service area Pneumologica Padiglione 16 - S.Luca Nuovo Tel. 055 7946351 dalle ore 11:00 alle 13:00 dal lunedì al venerdì
  • CORD Padiglione 18 - Tel. 055 7948292 dalle ore 8:00 alle ore 19:00 dal lunedì al venerdì
  • A.I.U.T.O. Point Oncologico - Padiglione 1 NIC - Tel. 055 7948152 dalle ore 7:30 alle ore 18:30 dal lunedì al venerdì e sabato mattina dalle 7:30 alle 13:30
Responsabile Dr. Manlio Acquafresca 

 

Questa Unit afferisce al Dipartimento dei Servizi e si occupa dei percorsi di diagnostica per immagini (TC e RM) delle patologie cardiovascolari in un'ottica multidisciplinare e di rete che comprende le strutture di secondo livello AOUC, lo specialista territoriale, il MMG del paziente e se previsto, l'ambito territoriale dell'Area Vasta. 

Funzioni

  • organizzare l'assistenza al paziente migliorando i servizi in una prospettiva multidisciplinare, attraverso un gruppo di professionisti costituito dai referenti per le discipline specialistiche coinvolte favorendo il lavoro di squadra e l'integrazione tra le professionalità
  • assicurare il costante adeguamento dei protocolli e dei modelli organizzativi, trasferendo nella pratica clinica le più aggiornate esperienze e competenze
  • promuove e verifica l'applicazione dei protocolli e linee guida
  • emana indicazioni finalizzate all'impiego delle risorse secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità

Strutture coinvolte 

Formazione

  • promuove e partecipa a iniziative di formazione per gli specialisti in radiodiagnostica, e altri professionisti coinvolti nel percorso
  • collabora a iniziative di formazione organizzate da altri dipartimenti

Didattica

  • collabora a iniziative didattiche della Scuola di specializzazione in Radiodiagnostica
Ricerca
  • promuove l'attività di ricerca favorendo l'inserimento di pazienti all'interno di trial clinici
Responsabile Dr.ssa Paola D'Onofrio
Questa Unit afferisce alla Direzione Sanitaria e fa parte delle strutture individuate dalla Regione come Rete Regionale del Codice Rosa.
La Regione Toscana ha istituito, con DGRT 1260/16, la Rete Regionale Codice Rosa per gli interventi a favore di persone adulte e minori, vittime di violenze e/o abusi. Questa Rete ha lo scopo di definire un nuovo modo di operare, che offra un aiuto pronto e tempestivo, articolato e complesso, attraverso sicure e precise sinergie tra strutture ospedaliere, servizi territoriali sanitari e comunali, Enti e Istituzioni, al fine di assicurare alle vittime di maltrattamenti o abusi, fin dalla fase dell'emergenza, supporto sanitario, giuridico-forense, sociale e psicologico.

Strutture aziendali coinvolte

  • Nucleo Operativo
    • personale medico e delle professioni sanitarie del Trauma center-PS DEAS
    • Accettazione Ostetrico-Ginecologica
  • Comitato Tecnico aziendale
  • sod Diagnostica genetica
  • sod tossicologia Forense
Come si attiva la Rete Aziendale Codice Rosa
La Rete Codice Rosa è attivata, prevalentemente, in Pronto Soccorso o all'accettazione Materno-infantile.
L'assegnazione del Codice Rosa, attiva la rete intra ed extra-ospedaliera in modo da dare cura e sostegno alla vittima, avviare l'eventuali procedure di indagine e l'attivazione delle strutture territoriali.

Responsabile Dr. Stefano Del Pace

Questa Unit afferisce DAI Cardiotoracovascolare, è costituita da professionisti afferenti a SOD/DAI diversi, organizzati in equipe multidisciplinari, che condividono protocolli diagnostico-terapeutici e linee guida all’avanguardia ed aggiornate, basate sul bisogno assistenziale del paziente.
La Unit  organizza l'assistenza al paziente migliorando i servizi in una prospettiva multidisciplinare, attraverso un gruppo di professionisti costituito dai referenti per le discipline specialistiche coinvolte anche attraverso incontri periodici di discussione dei diversi casi clinici.  indicazioni finalizzate all'impiego delle risorse secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità.
 
Funzioni
  • continuità dell’assistenza ai pazienti durante tutto il percorso clinico
  • inquadramento clinico-strumentale pre-operatorio della casistica sia in elezione sia in urgenza
  • sovrintende alla raccolta e la gestione di dati per la rilevazione di indicatori di processo e di risultato
  • percorso post-operatorio
Strutture coinvolte 
  • Cardiologia
  • Geriatria
  • Cardiochirurgia
  • Cardioanestesia
  • collaborazione esterna di altre professionalità: Angiologi, Chirurghi vascolari
Modalità d’accesso
Con richiesta del medico curante o dello specialista su ricettario SSN per visita cardiochirurgica  per le seguenti  patologie:
  • Cardiopatie strutturali di interesse chirurgico
  • Cardiopatia ischemica di interesse chirurgico
  • Scompenso cardiaco di interesse chirurgico
Sedi di Attività
Il percorso cardiochirurgico ha vari punti di accesso, diversificati principalmente in base alle condizioni cliniche del paziente, ma comunque coordinati dalla Unit:
Didattica
La Unit garantisce la partecipazione ad attività didattica nel corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, in Scuole di Specializzazione e in corsi di formazione (inclusi Master) per Cardiologi, Cardiochirurghi e Internisti.

Responsabile prof. Roberto Civinini

Strutture e professionisti coinvolti
medici della Ortopedia
medici della Riabilitazione
 
Questa Unit afferisce al DAI Neuromuscoloscheletrico e Organi di Senso, gestisce il percorso diagnostico-terapeutico delle persone con frattura del femore prossimale, con un approccio multidisciplinare e multiprofessionale. 
 
Obiettivi di percorso
  • riduzione delle complicanze post-frattura
  • riduzione delle giornate di degenza ospedaliera
  • riduzione della mortalità intraospedaliera

Standard di percorso

  • intervento chirurgico entro 2 giorni di calendario successivi all'ingresso in Pronto Soccorso
  • attuazione di tutte le misure necessarie a prevenire il delirium nel periodo pre e post-operatorio
  • precoce mobilizzazione, verticalizzazione e avvio alla deambulazione del paziente
  • precoce dimissione e avvio alla riabilitazione
  • prevenire la rifrattura attraverso l'adesione al progetto TARGET (Trattamento Appropriato delle Rifratture GEriatriche in Toscana) della Regione Toscana

Percorso

Il paziente con frattura del femore prossimale viene preso in carico:

  • presa in carico della persona presso il Trauma Center Careggi - Pronto Soccorso per la diagnosi da un medico ortopedico e per la valutazione del rischio anestesiologico da un anestesista
  • valutazione chirurgica
  • valutazione medica
  • valutazione infermieristica
  • intervento chirurgico
  • monitorizzazione post-operatoria
  • inizio programma riabilitativo
  • dimissione con possibilità di continuità assistenziale extraospedaliera
Responsabile Prof. Alessandro Peri
Equipe
Benedetta Fibbi
Gabriele Parenti

Medici referenti

  • Neurochirurgia
  • Neuroradiologia
  • Interventistica neurovascolare
  • Laboratorio generale
  • Radioterapia
  • Neuroanestesia
  • Istologia patologica e diagnostica molecolare
  • Oculistica
  • Otorinolaringoiatria
  • Neurologia
  • Pneumologia e fisiologia toraco-polmomare
  • Trauma center pd deas

Strutture coinvolte nel percorso
Collaborano con la UNIT medici referenti delle seguenti strutture di AOUC:

  • Chirurgia
  • Medicina e chirurgia d'urgenza e accettazione
  • Geriatria
  • Oncologia
  • Pneumologia
  • Nefrologia
  • Neurochirurgia
  • Neurologia
  • Psichiatria
  • Malattie Infettive
  • Medicina Interna
  • Terapie Intensive
  • Cardiologia
  • Neuroradiologia
  • Laboratorio Generale
  • Laboratorio Endocrinologia

Questa Unit afferisce al Dipartimento Medico-Geriatrico e gestisce il percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti con malattie ipotalamo-ipofisarie ed alterazioni della natremia, in ottica multidisciplinare e multiprofessionale, condivisa in riunioni di revisione della casistica e discussione sui casi difficili e criticità emerse. La Unit si propone anche di organizzare attività di formazione e di ricerca. 
 
Tumori della regione ipotalamo-ipofisaria
Sono generalmente benigni, anche se a volte caratterizzati da spiccata invasività o aggressività. Una caratteristica particolare di questi tumori è data dal fatto che si localizzano in una ghiandola che secerne ormoni di grande rilievo per l’omeostasi dell’organismo (ormone della crescita, gonadotropine, ormone adrenocorticotropo, ormone tireotropo, prolattina). Gli adenomi ipofisari rappresentano la terza più comune neoplasia intracranica e la lesione più comune della regione sellare, con una prevalenza del 10-15%. Possono inoltre essere riscontrati come reperto incidentale (raggiungendo una percentuale fino al 20%) in soggetti senza nota alterazione della funzionalità ipofisaria, che si sottopongono ad indagini neuroradiologiche nell’ambito di accertamenti per patologie extra-ipofisarie (incidentalomi). Non ci sono significative differenze di genere nell’incidenza, mentre risultano essere più frequenti tra i 30 ed i 60 anni. Possono essere secernenti (ed il più frequente adenoma ipofisario secernente è il prolattinoma) o non secernenti. La lesione di una lesione espansiva all’interno della sella turcica può determinare deficit di altri ormoni ipofisari. Per questo motivo gli adenomi ipofisari possono dare origine a patologie complesse (come l’acromegalia o il morbo di Cushing), che richiedono un percorso diagnostico-terapeutico adeguato ed un follow-up multidisciplinare (basti pensare alle complicanze respiratorie, cardiologiche, articolari, ossee, neoplastiche del paziente acromegalico).
 
Alterazioni delle concentrazioni sieriche del sodio
Sono di frequente riscontro in ambito ospedaliero. Iponatremia (Na+<135 mEq/L) può associarsi a numerose situazioni cliniche (come ad es. scompenso cardiaco, insufficienza renale, cirrosi epatica, ustioni, vomito, diarrea) o essere associata all’uso di farmaci, in particolare diuretici tiazidici. Una delle più frequenti cause di iponatremia (fino al 40% dei casi) è la Sindrome da Inappropriata Antidiuresi (SIAD), causata da inappropriata secrezione dell’ormone ipotalamico vasopressina. Ipernatremia (Na+>145 mEq/L) si può avere per perdita di acqua (es. ipodipsia, diabete insipido, lassativi osmotici, sudorazione eccessiva) o per accumulo di sodio (es. infusione di soluzione ipertonica di bicarbonato di sodio, infusione e.v. di soluzione salina ipertonica, dialisi ipertonica). Di fatto le disnatremie rappresentano un argomento trasversale a tutta la medicina. L’iponatremia in particolare si riscontra più frequentemente con l’avanzare dell’età e raggiunge una prevalenza fino al 20% dei malati degenti in ospedale
 
Funzioni
  • gestione del percorso clinico
  • sviluppo di protocolli diagnostico-terapeutici (PDTA)
  • promozione di eventi formativi aziendali e sul territorio
  • sviluppo di progetti specifici nell'ambito della didattica per studenti del corso di laurea in Medicina, per medici in formazione specialistica e specialisti
  • promozione della ricerca scientifica di base e clinica
Percorso di diagnosi e cura
  • consulenza in DEAS (creazione di FAST TRACK), in reparti di degenza, visita ambulatoriale per pazienti esterni
  • valutazione esami, prescrizione ulteriori indagini di laboratorio e strumentali, prime indicazioni terapeutiche
  • terapia (medica, chirurgica, radioterapica)
  • follow-up in ambulatori
Ricerca
Questi gli attuali ambiti di ricerca di base:
  • valutazione di ridotte concentrazioni extra-cellulari di sodio sulla proliferazione ed invasività di linee cellulari tumorali
  • effetto di chemioterapici in presenza di ridotte concentrazioni extra-cellulari di sodio in linee cellulari tumorali
  • effetti biologici di un antagonista del recettore V2 della vasopressina in linee cellulari tumorali
Studi clinici in corso
  • studio osservazionale “Caratterizzazione delle capacità neuropsicologiche e motorie in soggetti con iponatremia”, (Prot 2014/0018464, Rif. OSS.14.033, Comitato Etico Area vasta Centro, AOU Careggi
  • monitoraggio dei potenziali visivi nella chirurgia transfenoidale
  • uso della fluoresceina nella resezione degli adenomi ipofisari
Collaborazioni nazionali e internazionali

Pubblicazioni

  • Patti G, Scianguetta S, Roberti D, Di Mascio A, Balsamo A, Brugnara M, Cappa M, Casale M, Cavarzere P, Cipriani S, Corbetta S, Gaudino R, Iughetti L, Martini L, Napoli F, Peri A, Salerno M, Salerno R, Passeri E, Maghnie M, Perrotta S, Di Iorgi N. Familial eurohypophyseal diabetes insipidus in 13 kindreds and 2 novel mutations in the vasopressin gene. Eur J Endocrinol. 2019 [Epub ahead of print]
  • Peri A. Management of hyponatremia: causes, clinical aspects, differential diagnosis and treatment. Expert Rev Endocrinol Metab 14:13-21, 2019
  • Corona G, Norello D, Parenti G, Sforza A, Maggi M, Peri A. Hyponatremia, falls and bone fractures: A systematic review and meta-analysis. Clin Endocrinol (Oxf). 2018 Jun 19. doi: 10.1111/cen.13790. [Epub ahead of print]
  • Berardi R, Antonuzzo A, Blasi L, Buosi R, Lorusso V, Migliorino MR, Montesarchio V, Zilembo N, Sabbatini R, Peri A. Practical issues for the management of hyponatremia in oncology. Endocrine. 61:158-164, 2018
  • Sbardella E, Isidori AM, Arnaldi G, Arosio M, Barone C, Benso A, Berardi R, Capasso G, Caprio M, Ceccato F, Corona G, Della Casa S, De Nicola L, Faustini-Fustini M, Fiaccadori E, Gesualdo L, Gori S, Lania A, Mantovani G, Menè P, Parenti G, Pinto C, Pivonello R, Razzore P, Regolisti G, Scaroni C, Trepiccione F, Lenzi A, Peri A; the: Fluid and Electrolyte Disorders Club of the Italian Society of Endocrinology; Italian Society of Nephrology; and Italian Association of Medical Oncology. Approach to hyponatremia according to the clinical setting: Consensus statement from the Italian Society of Endocrinology (SIE), Italian Society of Nephrology (SIN), and Italian Association of Medical Oncology (AIOM). J Endocrinol Invest. 41:3-19, 2018
  • Bhandari S, Peri A, Cranston I, McCool R, Shaw A, Glanville J, Petrakova L, O'Reilly K. A systematic review of known interventions for the treatment of chronic nonhypovolaemic hypotonic hyponatraemia and a meta-analysis of the vaptans. Clin Endocrinol, 86:761-771, 2017
  • Peri A, Grohé C, Berardi R, Runkle I. SIADH: differential diagnosis and clinical management. Endocrine, 55:311-319, 2017
  • Vannucci L, Parenti G, Simontacchi G, Rastrelli G, Giuliani G, Ognibene A, Peri A. Hypothyroidism and hyponatremia: data from a series of patients with iatrogenic acute hypothyroidism undergoing radioactive iodine therapy after total thyroidectomy for thyroid cancer. J. Endocrinol. Invest., 40:49-54, 2017
  • Squecco R, Luciani P, Idrizaj E, Deledda C, Benvenuti S, Giuliani C, Fibbi B, Peri A, Francini F. Hyponatremia alters the biophysical properties of neuronal cells independently of osmolarity: a study on Ni2+ -sensitive current involvement. Exp Physiol., 101:1086-1100, 2016
  • Corona G, Giuliani C, Parenti G, Colombo GL, Sforza A, Maggi M, Forti G, Peri A. The Economic Burden of Hyponatremia: Systematic Review and Meta-Analysis. Am J Med. pii: S0002-9343(16)30315-1, 2016
  • Verbalis J, Greenberg A, Burst V, Haymann JP, Johannsson G, Peri A, Poch E, Chiodo JA 3rd, Dave J. Diagnosing and Treating the Syndrome of Inappropriate Antidiuretic Hormone Secretion. Am J Med. 129:537.e9-537.e23., 2016
  • Benvenuti S, Deledda C, Luciani P, Giuliani C, Fibbi B, Muratori M, Peri A Neuronal distress induced by low extracellular sodium in vitro is partially reverted by the return to normal sodium., J. Endocrinol. Invest., 39:177-84, 2016
  • Fibbi B, Giuliani C, Benvenuti S, Deledda C, Luciani P, Monici M, Mazzanti B, Ballerini C, Peri A Low extracellular sodium promotes adipogenic commitment of human mesenchymal stromal cells: a novel mechanism for chronic hyponatremia-induced bone loss., Endocrine 52:73-85, 2016
  • Aylwin S, Burst V, Peri A, Runkle I, Thatcher N. Dos and don'ts in the management of hyponatraemia. Curr Med Res Opin. 31:1755-1761, 2015
  • Corona G, Giuliani C, Verbalis JG, Forti G, Maggi M, Peri A Hyponatremia improvement is associated with a reduced risk of mortality: evidence from a meta-analysis., Plos One, 11:e012846, 2016
  • Greenberg A, Verbalis JG, Amin A, Burst V, Chiodo III JA, Chiong J, Dasta J, Friend K, Hauptman PJ, Peri A, Sigal S, Hyponatremia: Current Treatment Practice and Outcomes Report of the Hyponatremia Registry: an Observational Multicenter International Study., Kidney Int 10:e0124105, 2015
  • Bolignano D, Cabassi A, Fiaccadori E, Ghigo E, Pasquali R, Peracino A, Peri A, Plebani M, Santoro A, Settanni F, Wratten M, Zoccali C. Copeptin (CTproAVP), a new tool for understanding the role of vasopressin in pathophysiology. Clinical Chemistry and Laboratory Medicine 52:1447-1456, 2014
  • Peri A, Giuliani C. The use of vaptans in hyponatremia. Eur Med J Nephrol 1:105-112, 2014 (invited review)
  • Peri A, Giuliani C. Effect of hyponatremia on the brain J Clin Med 3:1163-1177, 2014 (invited review)
  • Corona G, Simonetti L, Giuliani C, Sforza A, Peri A. A case of osmotic demyelination syndrome occurred after the correction of severe hyponatraemia in hyperemesis gravidarum. BMC Endocr Disord., 14:34, 2014
  • Peri A, Giuliani C. Management of euvolemic hyponatremia attributed to SIADH in the hospital setting. Minerva Endocrinologica 39:33-41, 2014
  • Corona G, Giuliani C, Parenti G, Norello D, Verbalis JG, Forti G, Maggi M, Peri A Moderate hyponatremia is associated with increased risk of mortality: evidence from a meta-analysis. Plos One 8:e80451, 2013
  • Benvenuti S, Deledda C, Luciani P, Modi G, Bossio A, Giuliani C, Fibbi B, Peri A. Low extracellular sodium causes neuronal distress independently of reduced osmolality in an experimental model of chronic hyponatremia. Neuromolecular Med. 15:493-503, 2013
  • Peri A Hyponatraemia. Austrian J Clin. Endocrinol. Metab., 6:17-22, 2013
  • Laville M, Burst V, Peri A, Verbalis JG. Hyponatrenia secondary to the sindrome of inappropriate secretion of antidiuretic hormone (SIADH): theraputic decidion-making in real-life cases. Clin Kidney J., 6[S1]:i1-i20, 2013
  • Peri A. The use of vaptans in clinical endocrinology. J. Clin. Endocrinol. Metab., 98:1321-1332, 2013 (invited review)
  • Giuliani C, Cangioli M, Beck-Peccoz P, Faustini-Fustini M, Fiaccadori E, Peri A. Awareness and management of hyponatraemia: the italian hyponatraemia survey.J. Endocrinol. Invest., 36:693-698, 2013

Responsabile in attesa di nomina

La MCS Unit (Supporto Circolatorio Meccanico) afferisce al Dipartimento Cardiotoracovascolare e si occupa del coordinamento, in ottica multidisciplinare e multiprofessionale, del percorso clinico dell'insufficienza cardiaca al fine di garantire l’integrazione delle tecnologie e delle competenze idonee ad affrontare la diagnosi e il trattamento delle diverse complicanze.
Responsabile dr. Marco Ciapetti

Equipe
 
Nelle attività della Unit sono coinvolti professionisti delle seguenti strutture:

Questa Unit afferisce al Dipartimento Neuromuscoloscheletrico e Organi di Senso  e gestisce il percorso del paziente critico con lesioni traumatiche midollari acute, in ottica multidisciplinare e multiprofessionale, nella fase acuta e nelle condizioni cliniche di riacutizzazione e di instabilità.
 
Funzioni
  • prendere in carico precocemente il paziente mieloleso dall'ingresso al Trauma Center Careggi - Pronto Soccorso
  • garantire un percorso diagnostico, terapeutico e riabilitativo completo all'interno di AOUC
  • limitare la fase di ricovero nell'ambito dell'Area di emergenza e delle cure intensive
  • assicurare il precoce trasferimento del paziente nell'Area di cure integrate dell'Unità Spinale Unipolare
Modalità di accesso al percorso
 
Formazione
  • promuove e partecipa a iniziative di formazione sul medulloleso
  • promuove e partecipa a iniziative di formazione dedicate alla gestione del paziente traumatizzato e del paziente critico nella fase acuta
Didattica
  • didattica al corso di laurea in Medicina e Chirurgia di Unifi e master di secondo livello in “Clinical Competence nelle gravi insufficienze d’organo”
  • didattica presso le Scuole di specializzazione per il politrauma e il paziente critico
Responsabile dr. Ugo Ricci

Strutture coinvolte
Collaborano con le attività della UNIT professionisti delle seguenti strutture:
La Unit afferisce al Dipartimento dei Servizi e, in ottica multidisciplinare e integrata con altre strutture, applica e sviluppa tecniche e metodologie scientifiche a supporto delle tradizionali investigazioni di carattere giudiziario.

Attività
Diagnostica di laboratorio su reperti di interesse giudiziario:
  • studio della natura del reperto biologico
  • studio delle varianti genetiche di interesse medico-legale per l’identificazione umana
  • identificazione di persone scomparse o resti cadaverici
  • conservazione reperti/campioni estratti del DNA, presso la Banca genetica
Attività di consulenza:
  • consulenza per accertamento di paternità/parentela, secondo le indicazioni delle linee guida delle società scientifiche, della Conferenza Stato-Regioni e del Garante della Privacy
  • consulenza su richiesta della Magistratura, civile e penale toscana, con una specifica convenzione con la Procura Generale della Toscana
  • consulenza agli Avvocati difensori per attività difensive
Modalità di accesso
  • su specifica Convenzione
  • su richiesta di enti pubblici o privati
Accreditamento
Dal 2012 la Diagnostica Genetica ha stipulato una convenzione, che il cliente può visionare a richiesta, con ACCREDIA per la prova accreditata “Analisi di polimorfismi genetici per l'identificazione individuale umana, tracce miste, Y-STR, test di paternità e parentela - DNA typing for human identification, mixed stains, Y-STR, paternity and kinship testing”.
ACCREDIA è l’Ente Italiano di Accreditamento, designato dal Governo italiano, in applicazione del Regolamento europeo n. 765/2008, unico organismo nazionale autorizzato dallo Stato a svolgere attività di accreditamento che concede a un laboratorio di prova quando ne abbia accertato la competenza tecnica e gestionale in conformità ai requisiti previsti dalla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. ACCREDIA infatti valuta e accerta la competenza, applicando i più rigorosi standard di verifica del comportamento e monitorando continuativamente nel tempo le prestazioni, aderendo agli Accordi internazionali di mutuo riconoscimento.

Referti
I rapporti di prova che riportano il marchio ACCREDIA sono rilasciati nel rispetto dei più stringenti requisiti internazionali in materia di valutazione della conformità. L’accreditamento ISO/IEC 17025 consente di alimentare la Banca Dati del DNA, di cui all’art. 16 della legge n. 85 del 30-06-2009 (G.U. n. 160 del 13-07-2009 supp. ord. 108), come indicato nel Regolamento di attuazione di cui al DPR 7-04-2016 n. 87 (G.U. n. 122 del 26-05-2016).
La Magistratura e la Polizia possono dunque trovare nell’attività della Unit, in tempi rapidi, quelle risposte di qualità necessarie allo svolgimento dell’attività investigativa, finalizzate alle identificazioni di genetica forense. 

Formazione

La Unit promuove corsi di formazione in Genetica forense, per magistrati e avvocati.

Didattica

La Unit:
  • svolge attività di didattica per la Scuola di Specializzazione in Medicina Legale di Unifi
  • promuove un programma di formazione teorico-pratico, abilitante al settore, per Tecnici di laboratorio
  • collabora alla stesura di linee guida nazionali per il settore di genetica forense in collaborazione con i Genetisti Forensi Italiani (Ge.F.I.) e con la Società Italiana di Genetica Medica (S.I.G.U.)
Ricerca
Questi gli ambiti di ricerca attuali:
  • collaborazione a progetti di ricerca della società scientifica dei Genetisti Forensi Italiani
  • collaborazione a progetti di ricerca con la Medicina Legale sul perfezionamento delle tecniche estrattive ed analisi di associazioni genetiche
  • progetto di ricerca sul Sequenziamento massivo applicato in ambito forense mediante piattaforme dedicate
  • studio del DNA mitocondriale mediante NGS, tecnica facilmente mutuabile per altre identificazioni di specie diverse, e quindi applicabili a casi di entomologia forense (l’identificazione di larve) e di bioterrorismo
  • datazione delle tracce e determinazione qualitativa della natura delle tracce mediante tecnologie di ultima generazione
Pubblicazioni
  • Fattorini P, Previderé C, Carboni I, Marrubini G, Sorçaburu-Cigliero S, Grignani P, Bertoglio B, Vatta P, Ricci U., Performance of the ForenSeqTM DNA Signature Prep kit on highly degraded samples. Electrophoresis. 2017 Apr;38(8):1163-1174
  • Ricci U, Previderè C, Fattorini P, Corradi F, La prova del DNA per la ricerca della verità.  Aspetti  giuridici, biologici e probabilistici. Edizioni Giuffrè, Milano, 2006, pagine 622
  • Ricci U, D.N.A. Oltre ogni ragionevole dubbio. Edizioni Nerbini, Firenze, 2016, pagine400
Link utili 

Responsabile dr. Aaron Thomas Fargion

Strutture coinvolte nel percorso

Questa Unit afferisce al Dipartimento Cardiotoracovascolare e gestisce il percorso di diagnosi e cura della patologia aortica complessa, in ottica integrata e multidisciplinare e multiprofessionale; in particolare si occupa delle seguenti situazioni acute o croniche:

  • dissezioni aortiche acute, subacute e croniche complicate
  • ulcere penetranti dell'aorta (PAU), ematomi intramurali (IMH)
  • rottura traumatica dell'aorta
  • rottura dell'aneurisma dell'aorta toracica

Funzioni

  • garantire la continuità dell'assistenza ai pazienti durante tutto il percorso clinico attraverso un approccio clinico multidisciplinare dei professionisti coinvolti e la condivisione di protocolli e linee guida
  • promuovere e sviluppare protocolli diagnostico-terapeutici
  • gestire la raccolta dati per la rilevazione di indicatori

Modalità di accesso al percorso

Formazione e didattica

  • docenza in corsi di formazione per medici radiologi interventisti, cardiologi emodinamisti, chirurghi vascolari
  • didattica corso di laurea in Medicina e Chirurgia, scuole di specializzazione specialità di appartenenza

Responsabile Dr. Luca Vaggelli

Equipe
Medici nucleari
Vittorio Briganti
Egidio Natalino Costanzo
Chiara Gallini
Maria Matteini

Radiologi
Simone Agostini
Alessandra Bindi
Edoardo Cavigli
Chiara Moroni

Radiologi Interventisti
Fabrizio Fanelli
Francesco Mondaini
Chirurgia toracica
Stefano Bongiolatti
Dario Ugolini
Luca Voltolini

Chirurgia urologica
Alberto Lapini
Arcangelo Sebastianelli
Donata Villari
Clinico specialista
Katia Ferrari
Anna Maria Grosso
Oncologi
Laura Doni
Francesca Mazzoni
Radioterapisti
Beatrice Detti
Lorenzo Livi
Vieri Scotti
Anatomopatologi
Camilla Eva Comin


Questa Unit afferisce al Dipartimento dei Servizi e in ottica multidisciplinare e multiprofessionale, gestisce il percorso di imaging integrato per le seguenti patologie oncologiche:
  • tumore del polmone
  • tumore della pleura
  • tumore della prostata  

Funzioni

  • garantisce l'appropriatezza dei percorsi diagnostici fondati sulle migliori evidenze scientifiche
  • implementa e adotta procedure e protocolli condivisi finalizzati alla ottimizzazione del rapporto costo/beneficio per il paziente
  • ottimizza la programmazione delle prestazioni per tempistica
  • promuove attività di ricerca sulle diverse metodiche di studio al fine di ottimizzarne l'impiego nelle patologie oncologiche, favorendo l'inserimento dei pazienti nei trial clinici
Formazione
Partecipa all'organizzazione di corsi di formazione continua anche rivolti a specialisti di altre strutture.
Didattica
Lezioni e tutoraggio alle Scuole di Specializzazione in Radiodiagnostica, Pneumologia e Nefro-Urologia.
Ricerca
Partecipa a studi clinici controllati, profit e no profit.

Responsabile Dr. Vittorio Briganti

Equipe

La GE&NE-U è costituita da un gruppo multidisciplinare di professionisti con specifica esperienza e competenza nella diagnosi e nel trattamento dei tumori gastro-enterici e neuroendocrini. 

I diversi specialisti assegnati alla GE&NE-U, coordinandosi tra loro, operano come “squadra” per assicurare al paziente un percorso diagnostico-terapeutico di efficienza e qualità:
 
Medici Nucleari
Chiara Gallini
Maria Matteini
Luca Vaggelli
Radiologi
Davide Beccani
Antonella Masserelli
Silvia Pradella
Radiologi interventisti
Michele Citone
Fabrizio Fanelli
Francesco Mondaini
Radioterapisti
Pierluigi Bonomo
Alessandra Galardi
Chirurghi
Mario Annecchiarico
Ilenia Bartolini
Carlo Bergamini
Lorenzo Bruno
Fabio Cianchi
Andrea Coratti
Luca Moraldi
Paolo Muiesan
Paolo Prosperi
Maria Novelli Ringressi
Antonio Taddei
Internisti
Paolo Forte
Fabio Marra
Oncologi
Lorenzo Antonuzzo
Silvia Gasperoni
Elisa Giommoni
Anatomopatologi
Camilla Comin
Luca Messerini
Luca Novelli
Endocrinologi
Maria Luisa Brandi
Letizia Canu
Federica Cioppi
Massimo Mannelli
Gabriele Parenti
Luisa Petrone
Gastroenterologi
Antonio Calabrò
Andrea Galli
Monica Milla
Chirurghi toracici e pneumologi
Katia Ferrari
Annamaria Grosso
Luca Voltolini

Questa Unit afferisce al  Dipartimento dei Servizi e,  in ottica multidisciplinare e multiprofessionale, gestisce il percorso di imaging integrato per le seguenti patologie neoplastiche gastrointestinali e neuroendocrine:
  • tumori dell'esofago
  • tumori maligni e benigni epato-bilio-pancreatici
  • tumori maligni e benigni gastro-intestinali
  • GIST
  • tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici
  • tumori neuroendocrini del polmone (carcinoidi)
  • patologie endocrine correllate (carcinoma midollare della tiroide, paragangliomi, feocromocitomi, meningioni, adenomi ipofisari, ecc.)
Funzioni 
  • garantisce l'appropriatezza dei percorsi diagnostici fondati sulle migliori evidenze scientifiche
  • implementa e adotta procedure e protocolli condivisi finalizzati alla ottimizzazione del rapporto costo/beneficio per il paziente
  • ottimizza la programmazione delle prestazioni per tempistica
  • promuove attività di ricerca sulle diverse metodiche di studio al fine di ottimizzarne l'impiego nelle patologie oncologiche, favorendo l'inserimento dei pazienti nei trial clinici
Attività

La GE&NE-U non ha una residenza fisica all’interno di un’unica struttura del policlinico, i servizi e le strutture diagnostico-terapeutiche sono connessi e integrati da un punto di vista funzionale, attraverso una organizzazione che possa permettere di assistere e guidare il paziente nei vari momenti del suo specifico percorso di cura, qualunque sia il suo “timing” di ingresso (presa in carico, diagnosi, fasi terapeutiche, follow-up), con scelte condivise e discusse in ambito multidisciplinare. 

Tutte le attività della GE&NE-U sono definite nel corso degli incontri Gruppi Oncologici Multidisciplinari - (GOM) dove vengono discussi collegialmente i casi in carico ai professionisti, in massima parte facenti parte della Unit, garantendo percorsi dedicati, approccio personalizzato alle cure e mettendo a disposizione del paziente competenze altamente specialistiche, tecnologie avanzate, terapie innovative ed eventuale partecipazione a studi clinici.

I GOM coinvolti sono:

Proprio la presenza di tutte le figure professionali specialistiche ai suddetti GOM è garanzia della miglior strategia diagnostico-terapeutica per ogni singolo paziente con la migliore ottimizzazione dei tempi che raggiunga l’ulteriore obbiettivo, anch’esso primario, di una più corretta gestione delle liste d'attesa (in funzione delle esigenze cliniche del singolo paziente).
Formazione
Partecipa all'organizzazione di corsi di formazione continua, anche rivolti a specialisti di altre strutture.
Didattica
Lezioni e tutoraggio alle Scuole di Specializzazione in medicina Nucleare.
Ricerca
Partecipa a studi clinici controllati, profit e no profit.

Questa attività è gestita dalla Medicina integrata (MI) Unit.

Cos’è la medicina tradizionale cinese (MTC) 
La MTC è una Medicina globale e preventiva, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e nata in Oriente oltre 2500 anni fa:

  • mira all’equilibrio del paziente nella sua globalità
  • cura il corpo umano nella sua interezza
  • considera gli aspetti fisiologici e psicologici della persona
  • traccia l’origine della malattia
  • prende in carico la persona seguendola nei sui percorsi di cura

Non è una medicina alternativa, ma integrativa della medicina occidentale con la quale crea un effetto sinergico nella realizzazione delle cure utilizzando tecniche diverse, quali l’agopuntura, l’auricoloterapia, la moxibustione, il fior di prugna, la coppettazione e la fitoterapia.

Agopuntura 
È una metodica che da oltre 2500 anni fa parte della Medicina Tradizionale Cinese (MTC). 
Ha un ampio spettro di impiego con buoni risultati terapeutici e rarissimi effetti collaterali.
Può essere effettuata solo da medici abilitati e specializzati in MTC.
L’Agopunutura consiste nell’infissione di aghi sterili, monouso e senza medicamenti, in particolari punti del corpo.
Il paziente si spoglia e si posiziona su di un lettino, seduto o sdraiato, a seconda della localizzazione dei punti scelti dal medico curante, in una stanza a temperatura confortevole ed in posizione rilassata.
L’ago viene inserito con una particolare tecnica manuale tale da provocare il minor dolore possibile al paziente.
Il numero di aghi, la loro sede e la profondità di puntura dipendono dalla patologia trattata e dalla sensibilità di ciascun paziente. Gli aghi utilizzati sono sterili monouso, quindi non vengono riutilizzati.
Una seduta ha una durata media di circa 20-30 minuti. La frequenza delle sedute varia a seconda della patologia trattata, della sensibilità individuale del paziente, dello scopo che si vuole ottenere.
Lo scopo dell’agopuntura è la attenuazione o la risoluzione delle cause che hanno condotto a questa terapia.
L’agopuntura agisce mediante la stimolazione puntoria dell’ago che scatena un insieme di reazioni su tutto l’organismo sia a livello locale che a distanza.
 
Auricoloterapia
Consiste nella stimolazione di determinati punti del padiglione auricolare con massaggi, punture con aghi, applicazione di semi di vaccaria o piccoli magneti, stimolazione elettrica. Il trattamento del padiglione auricolare porta alla stimolazione di funzioni fisiologiche e correzione dei disturbi funzionali di organi o distretti del corpo.
 
Moxibustione 
Riscaldamento di alcuni punti o zone del corpo con bastoncini di un’erba terapeutica chiamata Artemisia allo scopo di tonificare e supportare i processi metabolici.
 
Fior di prugna 
È un martelletto monouso con sette piccoli aghi; è utilizzato su tutta la superficie cutanea, su cicatrici o zone con stasi venosa o arteriosa allo scopo di rimuovere i ristagni e riequilibrare il normale flusso sanguigno.

Coppettazione 
Applicazione di coppette di vetro o plastica con effetto ventosa su determinati punti o zone del corpo. Al termine del trattamento o a secondo della sensibilità cutanea personale possono formarsi delle piccole ecchimosi transitorie. 
Questa tecnica è largamente utilizzata nel mondo dello sport ed a supporto delle patologie dolorose dell’apparato osteomuscolare.

Fitoterapia 
Indicazioni alimentari riguardanti la scelta dei cibi ed erbe terapeutiche

Accesso alle prestazioni 
Per poter accedere al percorso è necessario effettuare un primo accesso con ricetta medica di “prima visita di medicina complementare" e rivolgersi al Cup Maternità e Ginecologia (presso il padiglione 7) dal Lunedì al Venerdì ore 8:00 – 19:00. 
E’ possibile effettuare prenotazioni telefonicamente al numero 055  794 7605 oppure per mail scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Dopo aver effettuato la prima visita verrà discusso il piano terapeutico con il Medico Agopuntore, il quale provvederà a redigere una nuova ricetta con il numero di sedute di agopuntura previste. 
Nel caso di pazienti in trattamento con le cure Radio/Chemioterapiche, anche se il percorso di cura in discussione non fosse iniziato in stretta concomitanza con l’inizio della terapia, svolge sempre un’azione positiva e terapeutica sia sui sintomi collaterali che si sviluppano nel tempo sia sulla qualità di vita del paziente. 
Il numero di sedute dipende dalla situazione particolare di ogni paziente.

 

Responsabile Dr. Vittorio Limatola 

Strutture e professionisti coinvolti nel percorso di diagnosi e cura
Anestesia oncologica e Terapia Intensiva
Serenella Grechi (Medico Agopuntore - Specialista in Anestesia e Rianimazione)
Anestesia organi di senso
Giulia Borsotti (Medico Agopuntore - Specialista in Anestesia e Rianimazione)
Rita Giachetti (Medico Agopuntore - Specialista in Anestesia e Rianimazione)
Samuela Pierucci (Medico Agoponture - Specialista in Anestesia e Rianimazione)
Anestesia di area ostetrica e ginecologica
Vittorio Limatola (Medico Agopuntore - Specialista in Anestesia e Rianimazione)
Medicina Interna ad Alta Intensità
Lisa Lastraioli (Medico Agopuntore – Specialista in Medicina Interna)
Alessandro Milia (Medico Agopuntore – Specialista in Medicina Interna)
Angela Turchi (Medico Agopuntore – Specialista in Geriatria)
Centro Nascita Margherita
Manuela Mariotti (Responsabile Centro Nascita Margherita)
Giovannina Chiarello (referente per il progetto "capovolgimento podalico con moxibustione")
Angela Aldini (Ostetrica) 
Cure Palliative e Terapia del Dolore
Fabio Firenzuoli (Responsabile CERFIT)
Francesco Sivelli
Ginecologia e Ostetricia  
Felice Petraglia (Direttore - Centro Endometriosi e Dolore Pelvico Cronico)
Maria Elisabetta Coccia (Direttore – Procreazione medicalmente assistita) 
Capezzuoli Tommaso (Centro Endometriosi e Dolore Pelvico Cronico) 
AngelaMaria Becorpi (Responsabile Unit di Medicina Integrata e Tecnologia Applicata per la salute della donna in menopausa iatrogena) 
Flavia Sorbi (Centro ginecologia oncologica genetica)
Massimiliano Fambrini (Responsabile Centro ginecologia oncologica genetica) 
Ginecologia chirurgia oncologica
Giuseppe Cariti (Direttore) 
Centro di Senologia - Breast Unit 
Catia Angiolini (Responsabile e coordinatrice Breast Unit) 
Radioterapia 
Lorenzo Livi (Direttore) 
Isacco Desideri 
Pierluigi Bonomo 
Oncologia medica 
Lorenzo Antonuzzo (Direttore) 
Maria Cristina Petrella 
Oncologia traslazionale 
Enrico Mini (Direttore) 
Alessandro Villanucci 
Chirurgia della mammella 
Lorenzo Orzalesi (Direttore) 
Serenella Grechi
Marco Carini(Direttore)
Andrea Minervini
Giuseppe Spinelli (Direttore)

Questa Unit afferisce al Dipartimento Anestesia e Rianimazione e si occupa, in un’ottica di rete multidisciplinare e multi-professionale e in affiancamento alla Medicina occidentale, del trattamento delle condizioni cliniche che interessano patologie oncologiche e non.
Lo scopo dei trattamenti offerti è quello di alleviare i sintomi fisici, psicologici e ridurre gli effetti collaterali collegati ad alcune terapie quali:

  • nausea e vomito collegati alla chemioterapia
  • astenia collegata alla patologia oncologica
  • effetti collaterali da terapia con soppressori ormonali (disturbi vasomotori, insonnia, ecc.)
  • xerostomia collegata alla radioterapia nelle patologia testa-collo 
  • dolore ascellare post chirurgico da linfo-adenectomia 

Inoltre l’attività si estende al trattamento di condizioni cliniche complesse come:

  • dolore cronico da cancro e non (es. endometriosi, cefalee, lombalgia, fibromialgia)
  • sindromi del climaterio
  • capovolgimento del feto podalico

Obiettivi

  • definire, con le altre strutture cliniche di AOUC, criteri di accesso alla Medicina Integrata (MI) e protocolli di trattamento condivisi sempre in un’ottica di multidisciplinarietà e multiprofessionalità
  • promuovere incontri con tutti gli operatori sanitari coinvolti, mirati all’informazione sugli effetti terapeutici della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), dell’Agopuntura e della Fitoterapia
  • promuovere l'informazione sulla Medicina Integrata verso i cittadini
  • promuovere l’informazione sulla fitovigilanza
  • sviluppare specifici progetti nell'ambito della formazione, rivolti a medici, infermieri ed ostetriche sul trattamento con tecniche di MI
  • Implementare l’approccio alla Medicina Integrata nell’ambito del percorso nascita

Modalità di accesso al percorso
Le attività istituzionali della Unit di Medicina Integrata sono fruibili esclusivamente dai cittadini residenti in Regione Toscana ed in percorsi di cura interni all’AOU Careggi, con richiesta medica di accesso a “prima visita di medicina complementare” (oncologo o specialista di disciplina), con prenotazione presso il punto Accoglienza e Accettazione Materno Infantile – Padiglione 7 – piano terra - mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Attività

Medicina tradizionale cinese (MTC)
Fitoterapia (Centro di Riferimento Regionale)

Collaborazioni

Sedi di attività

Documenti
Medicina integrata per i malati oncologici
Info Medicina Tradizionale Cinese

 


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