Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

Percorsi diagnostico-terapeutici

Responsabili del percorso Prof.ssa Maria Elisabetta Coccia e Prof. Felice Petraglia
Contatti e info
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Chi siamo
Questo percorso ambulatoriale afferisce al Dipartimento Materno-Infantile e si occupa della diagnosi e trattamento dell’endometriosi e del dolore pelvico cronico della donna. 
L’endometriosi è una patologia che coinvolge numerosi organi così come le cause di dolore pelvico cronico della donna. Spesso entrambe sono  associate a patologie extra-ginecologiche.
Per questo è previsto un approccio multidisciplinare, sia in fase diagnostica che terapeutica.
Le strutture coinvolte sono:
  • radiologia
  • neurologia
  • medicina interna
  • anestesiologia
  • psichiatria
  • urologia
  • gastroenterologia
  • chirurgia generale
  • endocrinologia
Modalità di accesso al percorso
Con diagnosi sospetta o accertata di endometriosi, o con dolore pelvico cronico, accedono al percorso attraverso visita ginecologica. É necessaria la richiesta del medico di base su ricettario SSN per “visita ginecologica per endometriosi”.
Gli accessi alle successive consulenze vengono richiesti dal ginecologo dopo la prima visita.
Prenotazioni
Percorso
  • Prima visita ginecologica d’ingresso con impostazione del percorso diagnostico ed eventuale ecografia office
  • con diagnosi già definita attivazione di un percorso terapeutico, medico, chirurgico o per l’infertilità presso la SOD Procreazione medicalmente assistita (PMA) viene svolta attività di chirurgia laparoscopica e robotica ginecologica
  • valutazione radiologica con ecografia (transvaginale - pelvica) e con risonanza magnetica nucleare (RMN)
  • valutazione neurologica delle caratteristiche del dolore
  • terapia antalgica con consulenza anestesiologica
  • visita di medicina interna per valutare eventuali co-morbidità e stili di vita (dieta)
Possono essere previste consulenze:
  • psichiatrica per concomitanti disturbi della qualità di vita
  • urologiche
  • gastroenterologiche
  • chirurgiche
  • endocrinologiche

Presa in carico
La Oncologia oculare Unit prende in carico le persone con patologia oncologica oculare ed orbitaria, e organizza tutto il percorso assistenziale, dalla diagnosi al follow-up, all’interno della AOU Careggi.
Al centro afferiscono specialisti e professionisti della salute che operano in modo integrato e coordinato: neuroradiologi, chirurghi oculisti, chirurghi plastici ricostruttivi, chirurghi maxillo-facciale, anatomo-patologi, oncologi medici, radioterapisti, psichiatri, infermieri, operatori CORD e operatori A.I.U.T.O. Point.

Inizio del percorso di diagnosi e cura
Le persone con diagnosi sospetta o accertata di tumore oculare possono rivolgersi direttamente al:

Prima visita
L'A.I.U.T.O. POINT programma l'appuntamento per la prima visita di inquadramento, che viene effettuata da un chirurgo specialista presso:

Portare: tessera sanitaria, richiesta del medico curante per "visita oncologica oculistica", la documentazione personale relativa.


Presa in carico

in collaborazione con i professionisti che fanno parte del GOM esofago (Gruppo Oncologico Multidisciplinare) prendono in carico le persone con tumori dell'esofago e della giunzione esofago-gastrica, e organizzano tutto il percorso assistenziale, dalla diagnosi al trattamento, al follow-up, all’interno della AOU Careggi.

Al percorso partecipano specialisti e professionisti della salute che operano in modo integrato e coordinato: oncologi medici, radiologi, radiologi interventisti, chirurghi, gastroenterologi, anatomo-patologi, biologi molecolari, radioterapisti, medici di medicina nucleare, endoscopisti, psicologi, genetisti, nutrizionisti, dietisti, terapisti del dolore, fisioterapisti, operatori CORD e operatori A.I.U.T.O. Point.

Inizio del percorso di diagnosi e cura
Le persone con diagnosi sospetta o accertata di tumore possono rivolgersi direttamente al:
Prima visita
La prima visita di inquadramento viene effettuata presso:
Portare: tessera sanitaria, richiesta del medico di base per visita chirurgica, documentazione clinica, eventuali esenzioni e/o invalidità.

Continuazione del percorso
L’Ambulatorio può attivare la prenotazione di esami strumentali in regime di Day Service, per agevolare la diagnosi e l’impostazione dell’iter di cura.


Presa in carico
Le seguenti SOD:

in collaborazione con i professionisti che fanno parte dei Gruppo Oncologico Multidisciplinare GOM Tumori Epatici e vie biliari e GOM Tumori del Pancreas prendono in carico le persone con tumori del fegato, delle vie biliari e del pancreas, e organizzano tutto il percorso assistenziale, dalla diagnosi al trattamento, al follow-up, all’interno della AOU Careggi. 

In particolare per le neoplasie del pancreas vengono attivati i professionisti che fanno parte della Pancreas Unit con lo scopo di velocizzare e ottimizzare il percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti affetti da questo tipo di patologia.

Al percorso partecipano specialisti e professionisti della salute che operano in modo integrato e coordinato: oncologi medici, radiologi, radiologi interventisti, chirurghi, gastroenterologi, anatomo-patologi, biologi molecolari, radioterapisti, medici di medicina nucleare, endoscopisti, psicologi, genetisti, nutrizionisti, dietisti, terapisti del dolore, fisioterapisti, operatori CORD e operatori A.I.U.T.O. Point.

Inizio del percorso di diagnosi e cura
Le persone con diagnosi sospetta o accertata di tumore possono rivolgersi direttamente al:
Prima visita
La prima visita di inquadramento viene effettuata presso:
Portare: tessera sanitaria, richiesta del medico di base per visita chirurgica, documentazione clinica, eventuali esenzioni e/o invalidità.
 
Continuazione del percorso
L’Ambulatorio può attivare la prenotazione di esami strumentali in regime di Day Service, per agevolare la diagnosi e l’impostazione dell’iter di cura.

Presa in carico
L’Ortopedia Oncologica e Ricostruttiva e l'Ortopedia oncologica pediatrica prendono in carico le persone, adulte o in età pediatrica, con sospetta o accertata neoplasia maligna dell’osso e delle parti molli ed organizza tutto il percorso assistenziale, dalla diagnosi al follow-up, all’interno della AOU Careggi.

A queste strutture afferiscono specialisti e professionisti della salute che operano in modo integrato e coordinato: ortopedici oncologi, oncologi medici, radiologi, radioterapisti, anatomo-patologi, medici nucleari, oncoematologi pediatrici, chirurghi toracici, urologi, chirurghi vascolari, chirurghi plastici ricostruttivi, ematologi, radiologi interventisti, psicooncologi, infermieri, fisioterapisti, operatori C.O.R.D. – A.I.U.T.O. Point.

Inizio del percorso di diagnosi e cura
Le persone con diagnosi sospetta o accertata di tumore possono rivolgersi direttamente al:

Prima visita
La prima visita di inquadramento viene effettuata presso:

Portare: tessera sanitaria, richiesta del medico di base per visita senologica, documentazione senologica, eventuali esenzioni e/o invalidità.


Presa in carico
L’Unità di competenza di area vasta centro - Tumori stromali gastrointestinali (GIST) prende in carico le persone con patologia oncologica GIST (tumore stromale  gastrointestinale), afferenti da tutta l’Area Vasta Centro, e ne organizza tutto il percorso assistenziale, dalla diagnosi al trattamento, al follow-up, all’interno della AOU Careggi.

A questa struttura afferiscono specialisti e professionisti della salute che operano in modo integrato e coordinato: oncologi medici, radiologi , chirurghi,  anatomo-patologi, biologi molecolari, radioterapisti, medici di medicina nucleare, endoscopisti, psicologi, genetisti, dietisti, terapisti del dolore, operatori CORD e operatori A.I.U.T.O. Point.

Inizio del percorso di diagnosi e cura
Le persone con diagnosi sospetta o accertata di tumore GIST possono rivolgersi direttamente al:

Prima visita
L'A.I.U.T.O. POINT programma l'appuntamento per la prima visita di inquadramento, che viene effettuata da un oncologo di riferimento per la patologia presso:

Portare: tessera sanitaria, richiesta del medico di base per “visita” (oncologica), documentazione clinica.

L’ambulatorio può attivare il regime di Day Service e prenotare esami strumentali per agevolare la diagnosi e l’impostazione dell’iter di cura.
Il percorso del paziente con GIST, oltre all’esame istologico, prevede contestualmente anche l’analisi molecolare del GIST per una migliore caratterizzazione biologica ai fini della terapia.

Empowerment del paziente e del Care Giver (GIST)
I pz con GIST possono accedere, su richiesta e con i loro Care Giver, ai gruppi di supporto (gruppo dei pari)  che si riuniscono una volta al mese in AOUC con lo psicologo e con la partecipazione dell’oncologo di riferimento per proseguire insieme il percorso di valorizzazione dell’esperienza di malattia.

Presa in carico
Il Centro di Senologia - Breast Unit prende in carico le persone con patologia oncologica della mammella e organizza tutto il percorso assistenziale, dalla diagnosi al follow-up, all’interno della AOU Careggi.
Al centro afferiscono specialisti e professionisti della salute che operano in modo integrato e coordinato: radiologi senologi, chirurghi della mammella, chirurghi plastici ricostruttivi, anatomo-patologi, oncologi medici, radioterapisti, medici di medicina nucleare, terapisti della riabilitazione, psicologi, genetisti, ginecologi, dietisti, infermieri, operatori CORD e operatori A.I.U.T.O. Point.

Inizio del percorso di diagnosi e cura
Le persone con diagnosi sospetta o accertata di tumore alla mammella possono rivolgersi direttamente al:

Prima visita
L'A.I.U.T.O. POINT programma l'appuntamento per la prima visita di inquadramento, che viene effettuata da un chirurgo specialista presso:

Portare: tessera sanitaria, richiesta del medico curante per "visita senologica", la documentazione senologica.

Chirurghi dedicati alla patologia della mammella
SOD Chirurgia della mammella

  • Direttore (in via di nomina)
  • Marco Bernini
  • Silvia Nesi
  • Lorenzo Orzalesi
  • Luis Sanchez
  • Roberta Simoncini
  • Tommaso Susini

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Le informazioni qui riportate sono a cura dei medici del CRR Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI); hanno carattere divulgativo e non sostituiscono il parere diretto del medico, che deve essere consultato, quando necessario.
Cosa sono le MICI
Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) comprendono essenzialmente la Malattia di Crohn e la Colite ulcerosa; sono in continuo aumento, grazie anche ad una maggiore consapevolezza nella diagnosi.
Queste malattie possono colpire qualsiasi fascia di età anche se sono più frequenti tra i giovani, senza differenze tra i due sessi.
Le cause
Le cause non sono ancora del tutto note; sappiamo però che le MICI si sviluppano in soggetti geneticamente predisposti nei quali il sistema immunitario, in risposta a stimoli non noti, scatena una risposta infiammatoria cronica a livello della mucosa intestinale. Questo si traduce in una serie di sintomi (dolore addominale, diarrea a volte con sangue, ecc.) ad andamento cronico ricorrente, con alternanza di fasi di attività e periodi di remissione.
Il percorso di diagnosi e cura

 Il percorso dei pazienti con MICI all’interno dell’AOU-Careggi è gestito da una equipe multidisciplinare composta da diversi specialisti:
  • GastroenterologiAnatomo-patologo
  • Chirurgo dedicato alle MICI
  • Dermatologo
  • Dietista
  • Ginecologo
  • Immunologo
  • Infettivologo
  • Nutrizionista
  • Oculista
  • Psicologo
  • Radiologo dedicato
  • Reumatologo
  • Infermiere esperto MICI
I diversi medici specialisti sono chiamati ad intervenire nel percorso assistenziale in base alle necessità emergenti dettate dalle caratteristiche della malattia (fasi di riacutizzazione o remissione, presenza di manifestazioni extraintestinali, patologia fistolizzante perianale ecc.) secondo un’organizzazione interna concordata e con percorsi dedicati.
L'infermiere esperto in MICI aiuta i pazienti nell’accesso ai servizi, identifica i bisogni e garantisce l'assistenza, dà informazioni sulla patologia, sui trattamenti o sugli esami diagnostici, accompagnando la persona nel percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale definito dall’equipe multidisciplinare.

 La diagnosi non è sempre semplice e immediata e talvolta richiede numerose indagini cliniche, di laboratorio e strumentali.
Visite, esami e controlli
È attivo un percorso assistenziale in Day Service (PACC) dedicato alle MICI in cui è possibile effettuare, in tempi concentrati, visite specialistiche, esami di laboratorio e strumentali.
Il servizio di è attivo per la valutazione dei pazienti con sospetto o diagnosi già accertata di MICI.
Sede: Ambulatori e Day Service Area Gastroenterologica
Al termine di ogni visita ambulatoriale viene consegnata la relazione per il Medico curante l’appuntamento del controllo successivo.
Ecografia
L’ecografia è una tecnica non invasiva, molto utile nella diagnosi e nel monitoraggio delle MICI in quanto permette di valutare la presenza di ispessimenti patologici delle anse intestinali o la presenza di complicanze (stenosi, ascessi).
Endoscopia digestiva
L’endoscopia ha un ruolo centrale nella diagnosi delle MICI, nella valutazione della sede, dell’estensione e della gravità della malattia; permette inoltre di controllare la risposta alle terapie e l’eventuale comparsa di complicanze come stenosi, polipi o neoplasie.
L’endoscopia può essere fatta in sedazione/narcosi, con strumenti di ultima generazione per ileo-colonscopia, gastroscopia, enteroscopia con doppio pallone; sono disponibili inoltre: l’enteroscopia, l’endoscopia con videocapsula per lo studio dell’intestino tenue, cromoendoscopia per la sorveglianza del carcinoma del colon-retto.

I farmaci che ad oggi abbiamo a disposizione per il controllo delle MICI mirano a indurre e mantenere lo stato di remissione, riducendo l’infiammazione. Possono avere diverse formulazioni (compresse, clismi, supposte, somministrazione endovenosa o sottocute), devono essere assunti spesso per lunghi periodi in modo continuativo e richiedono un monitoraggio periodico.
La scelta del farmaco da utilizzare dipende da molti fattori quali la sede e l’attività di malattia, l’età del paziente, la presenza di altre patologie associate.
In alcuni casi (non risposta alla terapia medica, sviluppo di particolari complicanze) può essere necessario un trattamento di tipo chirurgico.
Terapie biologiche
Questo tipo di terapie sono somministrate in ambulatorio.
Terapia dietetica
Su indicazione dell’equipe medica, può essere richiesta una consulenza della dietista, con valutazione dello stato nutrizionale ed eventuale prescrizione di terapia dietetica.
Terapia endovena
Su indicazione dell’equipe medica, può essere prescritta una terapia endovena (ferro, albumina, Nutrizione Parenterale Totale (NPT), farmaci sperimentali); viene eseguita in Day Hospital.
Leucocitoaferesi
È una procedura che consente l’eliminazione di leucociti attivati attraverso il filtraggio del sangue, si ottiene così la remissione dei sintomi e la riduzione dell’infiammazione; viene eseguita in Day Hospital.
Procedure endoscopiche interventistiche in narcosi
Polipectomia, dilatazione pneumatica, e procedure simili, vengono effettuate in sedazione/narcosi, in regime di Day Hospital.
Intervento chirurgico
Il paziente, ritenuto candidato all’intervento chirurgico, viene visitato nella stessa seduta dal gastroenterologo di fiducia e dall’equipe chirurgica dedicata alle MICI, per definire insieme il tipo di intervento, fornire tutte le informazioni su tempi e modi dell’intervento.

Talvolta i pazienti affetti da MICI presentano fasi di riacutizzazione anche severa con necessità di ricovero ospedaliero per un più stretto monitoraggio laboratoristico-strumentale o terapie infusionali quotidiane.
Urgenze
In caso di urgenza il paziente può rivolgersi al proprio medico curante o recarsi presso il Pronto Soccorso, più vicino segnalando di essere seguito dal Centro MICI.

 I medici e gli infermieri del Centro sono reperibili telefonicamente per chiarimenti sulla terapia in corso o per qualsiasi tipo di comunicazione. Al momento della chiamata sarà richiesto al paziente di fornire le proprie generalità, la tipologia del problema, la terapia in atto e un recapito telefonico, il paziente sarà quindi ricontattato da un medico del Centro nel più breve tempo possibile.
Previo accordo con il personale medico, è inoltre possibile inviare a mezzo fax o mail eventuali referti di esami ematici o strumentali eseguiti. Gli esami pervenuti vengono visionati quotidianamente dal personale del Centro e i pazienti vengono ricontattati solo nel caso in cui siano presenti delle anomalie.
Si raccomanda comunque di fare visionare sempre tutta la documentazione inerente la patologia (referti visita esami terapie ecc.) al proprio Medico curante.
Contatti
Tel. 055 794 6828
Fax. 055 794 6805
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CodiceRosaRTWhat is ititalian button

The Rose Code is the path dedicated to women and men who are victims of violence, abuse or stalking.

Where is it activated

The Rose Code is activated in all area of Emergency Rooms (Pronto Soccorso) of Careggi Hospital: The General Emergency Room (Pronto Soccorso Generale), the Trauma Center Emergency (Pronto Soccorso CTO), Audiologist Emergency (Pronto Soccorso Otorino), the Emergency Eye Clinic (Pronto Soccorso Oculistico), Maternity Clinic  Emegency (Accettazione Maternità).

From 2014 the Rose Code is activated in all Hospital of Tuscany.

The sexual violence is taken over by the Maternity Clinic Emergency (l’Accettazione del Dipartimento Materno Infantile) with the Regional Reference Center for Clinical Counselling in situations of abuse and sexual violence of adult women and minors (Centro di Consulenza clinica in situazioni di abuso e violenza sessuale su donne adulte e minori).

A Rose Room is prepared for receiving  and interviewing the victims at the General Emergency Room and the Maternity Clinic Emergency.


The working group at the Emergency Room will take care of the victim providing the necessary therapy and evaluating the risks involved. Eventually, will have the victim put into security through a network of cooperating structures (Community Social Service, Anti-violence Centers, Police Department).


The emblem of "The Rose Code" is represented with two half-moons and is a symbol of acceptance and help to the victims of violence. The logo is used to connote the access points where the regional project is activated and to allow the users to identify easily the locations and the initiatives of the project.


Number of public utility and National Anti-violence Network tel. 1522

Anti-trafficking  Toll Free no. 800 290 290

Anti-racial discrimination Toll Free no. 800 901 010

Female genital mutilation Toll Free no. 800 300 558


Associazione Artemisia

Via del Mezzetta 1, Firenze (FI)
Tel. 055 602311 (donne) – 055 601375 (minori)
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Ambulatorio Relazioni Pericolose - A.R.PE.
Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, largo G. A. Brambilla, 3 Firenze
Tel. 055 794 6516
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LiIith Centro Aiuto Donna Empoli
Via XX Settembre 17, Empoli (FI)
Tel. 0571 725156
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Provincia di Arezzo
Associazione Pronto Donna
Piazza S. Maria in Gradi 4, Arezzo
Tel. 0575 355053
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Provincia di Grosseto
Centro Antiviolenza Olympia De Gouges
Via Ansedonia, 6 - 58100 Grosseto
Tel. 0564 413884
Cell. 348 099 2098
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Provincia di Livorno
Centro Donna Livorno
Largo Strozzi 3, Livorno (LI) c/o Associazione Ippogrifo
Tel. 0586 890053
Fax 0586 888310
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Centro Donna Antiviolenza Piombino
Via Giovanni Lerario 92, Piombino (LI)
Tel. 0565 49419
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Associazione Randi
Via della Maddalena, 4 – Livorno
Cell. (h24) 339 2785450
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Provincia di Lucca
Associazione Luna onlus
Via delle Cornacchie, 960/f - Lucca (LU)
Tel. 0583 997928
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Casa delle donne - Centro Antiviolenza L’una per l’altra
Via Marco Polo 6, Viareggio (LU)
Tel. 0584 52645
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Provincia di Massa Carrara
Centro Donna
Tel. 0187 4601238 - 4601211 Pontremoli
Tel. 0585 942131 Fivizzano
Tel. 340 6793279 Bagnone
Tel. 0187 474911 Licciana Nardi
Tel. 0187 494190 - 49881 Villafranca
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Centro Antiviolenza Donna chiama donna
Via Carriona, 42 - Carrara
Tel. 0585 71299
Cell. (h 24) 345 7975 099
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Associazione Sabine
Via Sforza, 58 – Montignoso
Cell. 327 7194758
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Provincia di Pisa
Casa della donna
Via Galli Tassi 8, Pisa (PI)
Tel. 050 550627
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Associazione Frida
Piazza Guido Rossa, 16 -  Ponte a Egola - 56024 San Miniato (Pi)
Via Gioberti, 3 – Castelfranco di Sotto
Via Matteo, 4 – Capanne, Montopoli Valdarno
Via Copernico, 2 – Santa Croce sull’Arno
Via Landini Marchiani, 38 – Fucecchio
Via Villani, 11 - Empoli
Tel. 0571 42649
Cell. (h 24) 346 757 8833
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Centro Antiviolenza AVC Le amiche di Mafalda
Via Roncalli, 14 Pomarance
Tel. 389 4689206 (ore 8- 20)
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Provincia di Pistoia
Aiuto Donna (area pistoiese)
Tel. 0573 21175
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Centro antiviolenza Liberetutte
Viale G. Marconi 51, Montecatini Terme (PT) c/o 365 Giorni al femminile onlus
Tel. 340 6850751
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Provincia di Prato
Centro Antiviolenza La Nara
Via G. Verdi 19, Prato (PO)
Tel. 0574 34472
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www.donne.toscana.it (sito in manutenzione)
 
Provincia di Siena
Donna Chiama Donna
Viale Giuseppe Mazzini 95, Siena (SI)
Tel. 0577 222416
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Donne Insieme Valdelsa
Piazza Unità dei Popoli, 1 - Colle di Val d'Elsa (SI) c/o Casa del Popolo
Tel. 0577 901570
Cell. 366 20677088
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Amica Donna
Piazza Grande 7, Montepulciano (SI)
Cell. 327 9999228
Tel. 0578 712418 Montepulciano
Tel. 0577 635222 Sinalunga
Tel. 0578 26 9306 Sarteano e Val di Chiana senese
Tel. 0578 223624 Chiusi
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Centro Antiviolenza Donna Amiata Val d’Orcia
Piancastagnaio (SI) – Saletta Comunale – Piano Seminterrato
Tel. 3924147596 – 0577 784491
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Dr.ssa Paola D'Onofrio
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Responsabile del percorso: Prof. Giovanni Fontana
Questo percorso ambulatoriale è gestito dalla SOD Pneumologia e Fisiopatologia toraco-polmonare; prevede colloqui, visite ed esami al fine di individuare le possibili cause di tosse cronica in ciascun paziente e prescrivere il trattamento più efficace.
Criteri di accesso
Persone con tosse cronica (che persiste da almeno 8 settimane) 
Sede di attività e modalità di accesso
Il medico informa…
Collaborazioni
Linee Guida internazionali

Attività di ricerca e pubblicazioni

Responsabile Programma di Trapianto Terapeutico di Rene prof. Sergio Serni

Attività

L’attività del Centro Trapianti Rene di AOU Careggi è iniziata, con autorizzazione dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 1991 per il trapianto da donatore cadavere e nel 2002 per il trapianto da vivente.

Dal 2003 il Centro fa parte dell'Organizzazione Toscana Trapianti (OTT) e dal 2006 della Rete Regionale “Trapianto di rene”.

L’attività di trapianto è garantita dalla costante presenza di uno staff nefrologico e chirurgico ad essa dedicata, reperibile 365 giorni l’anno, sia per il trapianto che per gli eventuali problemi clinici che possono insorgere nel corso del follow-up.

Strutture coinvolte

Il Centro Trapianti Rene è costituito dalle equipe professionali delle seguenti strutture che operano in stretta integrazione per l’efficace gestione del processo clinico assistenziale:

 versione in inglese

Le malattie autoimmuni (AD)

Sono un gruppo di malattie accomunate da una alterata reattività del sistema immunitario che reagisce contro il proprio organismo. Il decorso clinico è generalmente di tipo cronico e molto variabile in relazione agli organi interessati e all’evoluzione clinica.

L’immunosoppressione (soppressione del sistema immunitario) è la terapia convenzionale a cui rispondono bene la maggior parte dei pazienti che presenta un quadro relativamente benigno, mentre forme più aggressive della malattia sono scarsamente controllate da successive linee di terapia.
E’ da ricordare come al danno d’organo, proprio della malattia, si associa frequentemente quello derivato dagli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva somministrata continuativamente.


Il trapianto di midollo osseo è una procedura comunemente impiegata per il trattamento di gravi malattie del sangue, quali le leucemie e i linfomi. 
Secondo i dati del Registro della Società Europea per il Trapianto di Midollo vengono effettuate ogni anni circa 20.000 procedure in Europa, per un totale di oltre 250.000 trapianti praticati dalla fine degli anni 70 ad oggi. 
L’efficacia del trapianto nella malattia autoimmune è stata osservata sia nel modello sperimentale sia nei pazienti che effettuavano un trapianto per una malattia ematologica ed erano affetti anche da una malattia autoimmune.  
I dati riportati in letteratura mostrano che il trapianto è in grado di fornire una risposta clinica nella maggior parte dei pazienti affetti da malattie autoimmuni resistenti ai trattamenti convenzionali; la durata della risposta è variabile soprattutto in funzione della diagnosi. 
Il trapianto si conferma comunque come un’utile opzione terapeutica in pazienti con forme a cattiva prognosi. Il ruolo del trapianto deve essere consolidato mediante trial prospettici attualmente in fase di realizzazione o di pianificazione. La Società Europea Trapianti di Midollo ha recentemente emesso delle linee-guida per l’impiego del trapianto nelle malattie autoimmuni (nota 2). 

Ad oggi in Europa sono stati effettuati circa 1500 trapianti per malattie autoimmuni, soprattutto per malattie neurologiche (sclerosi multipla), reumatologiche (sclerodermia e lupus) e gastroenterologiche (morbo di Crohn). Nella maggior parte dei casi sono state utilizzate le stesse cellule staminali del paziente (trapianto autologo), più raramente quelle di un donatore sano (trapianto allogenico) (nota 1).
Una serie di dati dimostra come il sistema immunitario si rigenera estesamente dopo il trapianto, correggendo le alterazioni che avevano comportato l’insorgenza della malattia autoimmune (“reset” del sistema immunitario) (nota3).
Dopo il trapianto la maggior parte dei pazienti ottiene una stabilizzazione della malattia, e può sospendere i trattamenti immunosoppressivi.
La possibilità di una recidiva è variabile a seconda della malattia e della tecnica trapiantologica impiegata. In linea di massima, le maggiori probabilità di successo si ottengono nelle fasi precoci di malattia e nei pazienti in età giovanile. Nelle fasi più avanzate si ha una riduzione dell’efficacia ed un aumento della tossicità legata alla procedura.
In un’analisi retrospettiva della Società Europea Trapianti effettuata su 900 pazienti, la mortalità legata al trapianto era legata principalmente alla diagnosi (alcune malattie comportano un danno sull’organismo che aumenta la tossicità legata alla procedura) e all’esperienza del centro, verosimilmente per una maggiore dimestichezza del personale ed una migliore selezione dei pazienti idonei (nota 1). Ne consegue che quest’ultima deve essere effettuata da personale esperto e in armonia con le linee guida delle società scientifiche internazionali e le Leggi in vigore, al fine di garantire a ogni paziente una proposta terapeutica in cui sono adeguatamente valutati i rischi e i benefici.
Altrettanto importante è la corretta informazione del paziente, che deve avere la possibilità di accedere a tutte le informazioni a lui necessarie per firmare un consenso approvato dal Comitato Etico locale.

Il trapianto autologo consiste essenzialmente di 3 fasi:

1) Fase di mobilizzazione: le cellule staminali dal midollo osseo vengono richiamate nel sangue mediante l’associazione di chemioterapici e ormoni che regolano la produzione delle cellule del sangue. Al termine di questa fase le cellule staminali vengono raccolte con una procedura di circolazione extracorporea, sottoposte a rigorosi controlli biologici e infine e congelate a -196°C.

2) Terapia di condizionamento: vengono nuovamente somministrati farmaci chemioterapici per azzerare il midollo osseo e il sistema immunitario.

3) Trapianto: subito dopo la terapia di condizionamento, le cellule staminali del paziente vengono scongelate e reinfuse per via endovenosa, come una normale trasfusione. Le cellule tornano nel midollo osseo e lo ricostituiscono in circa due settimane dal trapianto; in questo intervallo il paziente deve rimanere in un ambiente protetto per prevenire le complicanze dell’immunosoppressione, ed essere assistito da personale specializzato.

Il paziente può essere dimesso quando i valori delle cellule nel sangue sono tornati normali.
 

L’attività di trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche nelle malattie autoimmuni severe è iniziata a Careggi nel 1998, grazie alla creazione di un network interdisciplinare di specialisti (neurologi, reumatologi, gastroenterologi) che si integravano con gli ematologi nell’attuazione del programma. 

Nell’arco dei successivi 15 anni il nostro Centro ha raggiunto una considerevole visibilità sia per volume di attività (secondo i dati dell’EBMT, aggiornati al gennaio 2014, il centro di Careggi è il primo centro europeo come numero di trapianti effettuati), che per numero di pubblicazioni su riviste scientifiche (note 3, 7).
L’attività del Centro è ben integrata nelle società scientifiche europea ed americana per il trapianto di midollo, collaborando e coordinando iniziative di livello internazionale (note 2, 8, 9).
La malattia più frequentemente trattata è la sclerosi multipla, seguita dalla sclerodermia. Le peculiarità cliniche delle malattie autoimmuni richiedono lo sviluppo di competenze specifiche sia sul versante medico che su quello infermieristico; queste ultime rappresentano un valore aggiunto del Centro, in considerazione delle particolari necessità assistenziali di questi pazienti.


1) Proposta di Trapianto
La proposta di inclusione nel programma trapianti viene valutata da un team formato da un ematologo del Centro Trapianti di Midollo Osseo presso la SOD Ematologia ed uno specialista della malattia per la quale viene proposto il trapianto.
La valutazione viene effettuata sulla base della documentazione inviata dal paziente al punto di contatto This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
La proposta può essere anche inviata dallo specialista di riferimento del paziente. Il team può chiedere un eventuale supplemento di documentazione per una migliore valutazione dell’indicazione e della fattibilità del trapianto.
In alcuni casi può essere richiesta una documentazione specifica quale, ad esempio, i CD della Risonanza Magnetica.
I pazienti valutati come candidabili, vengono invitati ad una visita presso il Centro Trapianti (visita collegiale).
Nel caso di pazienti residenti in aree particolarmente lontane, la valutazione può essere effettuata sulla base della sola documentazione clinica, se esauriente, e di una video-conferenza. Gli esami da effettuare possono variare sulla base della patologia del paziente e vengono comunicati al paziente a mezzo email.

2) Visita Collegiale
La visita Collegiale prevede la presenza del medico specialista della malattia per la quale viene proposto il trapianto (Neurologo, Reumatologo, Gastroenterologo), del medico specialista ematologo e della trial nurse del progetto.
Durante la visita di screening viene collegialmente valutata l’indicazione al trapianto di cellule staminali ematopoietiche per il paziente in esame.
Se il paziente risulta idoneo alla procedura la trial nurse richiede gli eventuali esami necessari al completamento delle screening ed effettua il controllo degli accessi venosi.
In accordo con il paziente viene elaborato un programma di massima per le procedure di mobilizzazione e trapianto.
Il paziente viene contattato per confermare le date della procedure e nel frattempo deve inviare eventuali ulteriori esami per email o fax al punto di contatto.

3) Visita di Revisione
La visita di Revisione viene effettuata dallo specialista del Centro Trapianti e dalla trial nurse e consiste:
  • un ultimo controllo clinico prima del ricovero per la chemioterapia di mobilizzazione
  • biopsia osteo-midollare
  • rivalutazione del quadro generale del paziente, degli esami ematochimici e strumentali e le eventuali altre visite specialistiche svolte nella fase di screening
La visita di revisione viene normalmente effettuata due settimane prima del ricovero per la mobilizzazione; nel caso di pazienti residenti in aree particolarmente lontane, l’intervallo tra visita di revisione e terapia di mobilizzazione sarà abbreviato.

1. Farge D, Labopin M, Tyndall A, et al. Autologous hematopoietic stem cell transplantation for autoimmune diseases: an observational study on 12 years' experience from the European Group for Blood and Marrow Transplantation Working Party on Autoimmune Diseases. Haematologica 2010;95:284-92.

2. Snowden JA, Saccardi R, Allez M, et al. Haematopoietic SCT in severe autoimmune diseases: updated guidelines of the European Group for Blood and Marrow Transplantation. Bone Marrow Transplant 2012;47:770-90.

3. Pfender N, Saccardi R, Martin R. Autologous hematopoietic stem cell transplantation as a treatment option for aggressive multiple sclerosis. Curr Treat Options Neurol 2013;15:270-80.

4. Saccardi R, Di Gioia M, Bosi A. Haematopoietic stem cell transplantation for autoimmune disorders. Curr Opin Hematol 2008;15:594-600.

5. Saccardi R, Kozak T, Bocelli-Tyndall C, et al. Autologous stem cell transplantation for progressive multiple sclerosis: update of the European Group for Blood and Marrow Transplantation autoimmune diseases working party database. Mult Scler 2006;12:814-23.

6. Mancardi G, Saccardi R. Autologous haematopoietic stem-cell transplantation in multiple sclerosis. Lancet Neurol 2008;7:626-36.

7. Saccardi R, Mancardi GL, Solari A, et al. Autologous HSCT for severe progressive multiple sclerosis in a multicenter trial: impact on disease activity and quality of life. Blood 2005;105:2601-7.

8. Saccardi R, Freedman MS, Sormani MP, et al. A prospective, randomized, controlled trial of autologous haematopoietic stem cell transplantation for aggressive multiple sclerosis: a position paper. Mult Scler 2012;18:825-34.

9. Pasquini MC, Griffith LM, Arnold DL, et al. Hematopoietic stem cell transplantation for multiple sclerosis: collaboration of the CIBMTR and EBMT to facilitate international clinical studies. Biol Blood Marrow Transplant 2010;16:1076-83.

 

Percorso nascita

 


 

 

Procreazione medicalmente assistita
Si occupa di tutte le problematiche relative alla riproduzione e alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

CRR - Crioconservazione del Liquido Seminale
Si occupa della conservazione del liquido seminale per rendere possibile la riproduzione nelle situazioni di infertilità maschile.
Percorso nascita

 

 

 

 

 

Il neonato

I medici della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale si prende cura:

  • dei neonati sani, in rooming in con la mamma
  • dei neonati che necessitano di "cure intermedie", in Sub Intensiva
  • in Terapia Intensiva, dei neonati con patologie respiratorie e cardio-vascolari ad alta intensità assistenziale, e nati in epoca gestazionale molto bassa.

L’allattamento
Promuoviamo l’allattamento al seno come strumento di benessere sia per la madre che per il bambino. Per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo, il bambino rimarrà con la mamma per tutta la durata della degenza dopo il parto.
Il personale è a disposizione per dare informazioni sull’allattamento e sostenere la mamma in questo percorso.
Leggi la Politica aziendale per l'allattamento al seno

Punti allattamento a Careggi
Nel nostro ospedale sono allestiti alcuni punti a disposizione della mamma che allatta e che per vari motivi si trova a dover venire presso le nostre strutture. Questi punti sono dotati di poltroncina e fasciatoio:

  • padiglione 1 Centro Servizi, Nuovo Ingresso Careggi
  • padiglione 9b Margherita

La dimissione
La dimissione dall'ospedale avviene dopo una visita ginecologica di controllo nella terza giornata dopo il parto, o in quarta giornata in caso di taglio cesareo. Il bambino viene visitato dal neonatologo. Il ginecologo e il neonatologo rilasciano una cartella di dimissione con le indicazioni da seguire a casa o le comunicazioni per il medico curante e il pediatra.
Se la mamma viene dimessa e il bambino rimane ricoverato, la mamma può stare vicino al bambino, con tempi e modalità da concordare con la degenza di Terapia Intensiva neonatale.

Parliamone ancora insieme...

>Il Centro di accompagnamento alla nascita Margherita programma un incontro, a un mese circa dalla nascita, in cui riprendere i temi trattati durante la gravidanza, parlare della propria esperienza e di eventuali difficoltà di adattamento al nuovo ruolo di genitori.

>Mamme amiche

E' un gruppo di auto-aiuto sull'allattamento, per la condivisione delle esperienze.
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 
Percorso nascita

 

 

 

 

 


Arrivare a Careggi per partorire

foto ingresso carrabile per accettazione ostetrico ginecologicaIngresso carrabile da via Caccini (segui i cartelli stradali fino all'Accettazione ostetrico ginecologica situata al piano terreno del padiglione 7 Maternità e Ginecologia, dove verrai accolta da una ostetrica. L'ingresso dell'Accettazione è dotato di una camera calda per accogliere mezzi privati e ambulanze.
Il personale ostetrico (riconoscibile dal bordo rosso sulle maniche della divisa) ti accompagnerà durante tutto il percorso dall’ingresso alla dimissione.

Partorire in sala parto

L'Area nascita è costituita da alcune stanze per il travaglio-parto e da due sale per il taglio cesareo.

All'interno dell'Area nascita è presente anche un'area di preparazione (induzione) al travaglio. Un familiare può rimanerti accanto  per tutta la durata del travaglio e del parto, fino alla nascita del bambino e all'uscita dalla sala parto.

La presenza del familiare non è ammessa nella sala operatoria in caso di taglio cesareo.
Dopo la nascita rimarrai con il bambino e un familiare nell’Area Nascita per due ore.
Il personale medico ginecologo, pediatra ed anestesista è presente in Area nascita in caso di necessità.

Analgesia del parto

La SOD Anestesia di area ostetrica e ginecologica offre un servizio di partoanalgesia operativo 24 ore su 24 a tutte le donne che ne fanno richiesta.
Opuscolo informativo Partoanalgesia.

Il taglio cesareo

Il parto naturale

Parto Fisiologico- Centro Nascita Margherita è la struttura dedicata al parto naturale.

La degenza

Le Degenze di ostetricia hanno sede nel padiglione 7 Maternità e ginecologia; dispongono di camere a due letti con bagno, e ospitano anche il bambino in una culla accanto al letto della mamma (rooming in).

La dichiarazione di nascita

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Partorire in anonimato: mamma segreta

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Percorso nascita

 

 

 

 

 

La Gravidanza

Informarsi, sapere, confrontarsi
Incontri informativi, attività psicofisica e supporto psicologico individuale per accompagnare i genitori nell’esperienza della gravidanza, a cura del Centro di accompagnamento alla nascita Margherita.

Donare il sangue del cordone ombelicale: un gesto di solidarietà
Informati prima e dai il tuo consenso: il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali e può contribuire alla cura di bambini e adulti affetti da gravi malattie del sangue tra cui la leucemia. Leggi tutto


La gravidanza fisiologica

Ambulatori ostetrici
Ginecologi e ostetriche si occupano di:


Gravidanza a rischio

Medicina prenatale
Si occupa di screening, di patologie che complicano la gravidanza, della gravidanza in donne affette da malattie croniche e delle gravidanze responsabili.

Medicina fetale e diagnosi prenatale
Si occupa di diagnosi e terapia delle patologie del feto.

La consulenza del medico genetista permette di identificare i fattori di rischio per le patologie a trasmissione ereditaria o su base genetica.

Tossicologia perinatale
Si occupa di studio, prevenzione e diagnosi precoce dei danni materno-fetali da farmaci, sostanze d'abuso e tossici ambientali in gravidanza.

Alimentazione nella gravidanza a rischio
Il Servizio di Dietetica si occupa dell'alimentazione delle donne con gravidanza a rischio. Puoi accedere con la richiesta del medico curante o del nostro Ambulatorio ostetrico. Appuntamento: presso il Accoglienza e Accettazione Materno Infantile

Infezioni in gravidanza
Il Centro di Riferimento Regionale Infezioni in gravidanza afferisce alla SOD Malattie Infettive e Tropicali.

Urgenze ostetriche
Rivolgersi all’Accettazione ostetricia e ginecologia
Percorso nascita

 

 

 

 

 

 Il Dipartimento Materno-Infantile si occupa della salute della donna e del bambino in tutte le fasi del Percorso Nascita; garantisce una risposta adeguata ai bisogni della coppia di genitori, tenendo conto dei fattori culturali, etnici e sociali che emergono nel contesto urbano e regionale di riferimento. Le nostre strutture offrono prestazioni sanitarie di alta specializzazione, in coordinamento e in integrazione con i professionisti di altre strutture specialistiche aziendali.

 

foto padiglione 7 Polo Materno Infantile

foto padiglione 9b Margherita

 

 

 

 

 

 

 2015 - Carta dei Servizi del percorso nascita

(pagina in aggiornamento)

Questo percorso diagnostico-terapeutico è gestito dalla SOD Otorinolaringoiatria

Terapia

L’approccio a questo tipo di patologia avviene nell’ambito del Gruppo Oncologico Multidisciplinare (GOM) in collaborazione con medici oncologi, radioterapisti, anestesisti e psiconcologi con i quali viene studiata la migliore strategia terapeutica per ogni singolo caso.
I pazienti oncologici candidati alla chirurgia vengono trattati con interventi di varia entità in rapporto all’estensione della patologia: da limitate exeresi LASER fino alla rimozione di tumori molto estesi grazie alla possibilità di ricostruire il distretto operato con tessuto cutaneo, muscolare e osseo prelevato da altre zone del corpo (ricostruzione cervico-facciale con lembi peduncolati e lembi liberi microvascolarizzati).

Eseguiamo anche trattamento fotodinamico per lesioni neoplastiche di testa e collo in particolare su pazienti con recidive non trattabili diversamente.
I tumori della laringe vengono trattati con LASER a CO2 o con tecniche chirurgiche ricostruttive che riducono notevolmente i casi destinati alla laringectomia totale.

Riabilitazione

Con l’attività di Sorveglianza e Riabilitazione Oncologica cervico-facciale coordiniamo il percorso perioperatorio di riabilitazione psico-fisica per i pazienti con patologie tumorali.

Dopo la dimissione dall’ospedale i pazienti vengono presi in carico presso i nostri ambulatori distaccati presso l’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO).

In questa sede prosegue o inizia la riabilitazione fisica, psicologica, deglutitoria e fonatoria. Per i pazienti laringectomizzati, con la collaborazione dei volontari dell’Unione Mutilati della Voce, effettuiamo l’apprendimento della voce esofagea o la riabilitazione vocale dopo inserimento di protesi fonatorie.


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