Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

In evidenza

Bando di selezione per la copertura di insegnamenti presso le scuole di specializzazione coordinate dalla Scuola di Scienze della Salute Umana dell’Università degli Studi di Firenze. Il presente bando è riservato ai dipendenti della AOUC. 
Le domande dovranno pervenire, a pena di esclusione, dal 04/08/2020 ed entro il termine perentorio del 02/09/2020.

Presso il Laboratorio della SOD Andrologia, Endocrinologia femminile e Incongruenza di Genere è stato attivato, per la prima volta, un nuovo metodo di congelamento degli spermatozoi per pazienti con situazioni critiche ai quali finora non sarebbe stato possibile preservare i gameti maschili. 
Il progetto dal titolo: Applicazione di un metodo innovativo per la crioconservazione degli spermatozoi in pazienti Klinefelter e azoospermiciè realizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze (fin. FCRF2017), dell’Andrological Science Onlus e da AUOC. Il progetto prevede il congelamento di pochi spermatozoi in dispositivi che contengono micro-volumi di campione (da 0.2 a 10 µl), grazie anche alla tecnologia di un microscopio invertito con micromanipolatore ad uso di personale qualificato.
«Questo progetto - spiega la Dott.ssa Sara Dabizzi - è partito per esigenze strettamente connesse ai pazienti Klinefelter che, com’è noto, nei casi più fortunati presentano un numero veramente esiguo di spermatozoi nel liquido seminale. Successivamente è emersa l’opportunità di personalizzare il metodo ed estenderlo anche ad altre categorie di pazienti con una qualità del seme molto ridotta (anche oncologici o sottoposti a biopsia testicolare) e per alcuni di questi potrebbe garantire l’unica chance di preservazione della fertilità per il prossimo futuro».
 
 
L’emergenza COVID-19 ha portato alla sospensione momentanea degli appuntamenti programmati dei tre screening oncologici per mammografia, Pap test/test HPV e ricerca del sangue occulto fecale. 
Per tutte le informazioni vai al sito della regione Toscana
Leggi tutto...
"La fase 2 di ripresa delle attività cliniche ambulatoriali prevede uno sforzo eccezionale da parte delle aziende e dei professionisti, per recuperare il ritardo accumulato durante la fase 1. Indispensabili per questo la piena motivazione da parte delle direzioni aziendali e dei professionisti chiamati a mettere in campo un ulteriore, straordinario sforzo. Questa la premessa dell'accordo siglato oggi tra Regione e sindacati dei medici ospedalieri.
Ogni azienda, questo si dice nell'accordo, dovrà pianificare l'offerta di prestazioni nella misura almeno del 60% di quella storicamente assicurata, realizzandola attraverso l'integrazione tra attività orario istituzionale e orario in produttività aggiuntiva necessario per soddisfare questa capacità produttiva. Se il piano di ogni azienda verrà rispettato, la libera professione verrà riattivata dal 15 giugno in poi.
Pianificazione aziendale
Ogni azienda dovrà provvedere, assieme ai direttori di struttura, a ripulire le liste di prenotazione, contattando tutti gli utenti per i quali risulta una prestazione prenotata su agende di attività di marzo e aprile, per verificare se la prestazione è già stata erogata o è da riprogrammare.
E poi dovrà, come detto, pianificare l'offerta di prestazioni nella misura almeno del 60% di quella storicamente assicurata, realizzandola attraverso l'integrazione tra attività orario istituzionale e orario in produttività aggiuntiva necessario per soddisfare questa capacità produttiva. In questo periodo è aumentato il fabbisogno di prestazioni ed è diminuita la capacità produttiva.
Per le visite di controllo e follow up, le aziende dovranno programmare un piano di riassorbimento, sempre con l'integrazione tra attività istituzionale e attività aggiuntiva, anche sfruttando al massimo le potenzialità offerte in questo settore dalla televisita.
Libera professione
Per garantire ai pazienti già prenotati per la libera professione il diritto ad avere la visita, anche per l'intramoenia i pazienti dovranno essere richiamati, per ripulire le liste di attesa e riprogrammare l'attività.
Secondo questa ipotesi, per smaltire le prestazioni prenotate e sospese nel periodo Covid sono necessari 21-28 giorni a partire dal 18 maggio, tempo utile anche per lo smaltimento delle attività istituzionali. Quindi, se l'obiettivo del piano è rispettato, dal 15 giugno la libera professione sarà riattivata.
Dopo 14 giorni dovrà comunque essere fatta una valutazione del riassorbimento delle attività, sia istituzionali che in libera professione, per assicurare il piano di rientro a 21-28 giorni. In caso contrario, a livello di area vasta verranno individuate le soluzioni per il superamento delle criticità che ne hanno limitato il raggiungimento"
 
 

Toscana Notizie
Agenzia di informazione della Giunta Regionale

vedi articolo

25/04/2020 Bella ciao - Quando il Coro è in quarantena! Il Coro di Careggi e altri coristi toscani, strumentisti e Maestro, per commemorare la Festa della Liberazione, in periodo di isolamento sociale per rischio pandemia Covid-19, hanno registrato ognuno a casa propria un video. Le 72 registrazioni sono poi state riunite e sincronizzate.

Il Coro di Careggi è attività del progetto Benessere & lavoro

Per il servizio Asdi – Assistenza Sanitaria Disabilità Intellettiva - durante il periodo di sospensione delle visite dovuto a quarantena, vengono effettuate teleconsulenze ginecologiche prenotabili al numero 0557947310 dal lunedì al venerdì dalle ore 12:00 alle 13:00.
Percorso Rosa Point – Disabilità motorie - durante il periodo di sospensione delle visite dovuto a quarantena, vengono effettuate teleconsulenze ginecologiche prenotabili al numero 055 7947310 dal lunedì al venerdì dalle ore12:00 alle 13:00.
durante il periodo di sospensione delle visite dovuto a quarantena, vengono effettuate teleconsulenze per le pazienti dell’ambulatorio menopausa oncologica in sostituzione temporanea dell’appuntamento fissato. Inoltre, esiste per le pazienti possibilità di telefonare per domande su terapia, esami e sintomi al numero 0557947310 dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle 13.00.

La Direzione della Maternità di Careggi mette a disposizione delle gestanti un servizio di consulenza telefonica rivolto alle future mamme.

Le gestanti con sospetta o confermata infezione COVID-19 dovrebbero rimanere in isolamento per il periodo raccomandato, rimandando gli appuntamenti routinari (esami ematici, visita ostetrica, ecografie). 
Il Dipartimento Materno Infantile ha messo a disposizione un servizio di consulenza telefonica da utilizzare se la gestante ritiene di presentare una condizione di salute relativa alla propria gravidanza che richieda una valutazione medica specialistica ostetrica; il servizio eviterà di far venire di persona le donne e consentirà di concordare le più adeguate e sicure modalità per ricevere l’assistenza necessaria. La consulenza telefonica è disponibile anche per le gestanti a termine (40 settimane) che patoriranno in AOUC e che vorranno ricevere informazioni sul tampone naso-faringeo per la ricerca del COVID-19.

Numeri telefonici:
055 7947678  dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 18.00
055 7947493  dal lunedì al  venerdì, dalle ore 18.00 alle ore 08.00; sabato edomenica (h24)

In accordo con le misure restrittive adotate per evitare la diffusione del coronavirsus, che può avvennire in contesti di conferenza o di visita, è stata pubblicata una video-conferenza per comunicarvi le informazioni necessarie e indispensabile per il controllo del dolore in travaglio di parto:

Video-conferenza sul "controllo farmacologico del dolore in travaglio di parto

In questa delicata fase di emergenza sanitaria, è necessario sospendere l'accesso dei visitatori a tutti i ricoverati, nel preminente interesse di quest'ultimi.
Sarà premura del personale delle degenze cercare i familiari, al numero di telefono registrato in cartella al momento del ricovero, in caso di necessità.
Saranno autorizzati gli accessi solo per pazienti minorenni o nei casi particolari richiesti dallo stesso reparto.
I familiari che dovessero consegnare eventuali effetti personali o cambi di indumenti per i pazienti, dovranno affidarli al personale.
La tutela della salute è lo scopo fondamentale dell'AOU Careggi.

Su "Scienza in rete" un’intervista a Walter Ricciardi pubblicata il 10/03/2020 che spiega:

  • perché ci sono differenze di mortalità così alte tra noi e gli altri Paesi
  • perché i movimenti di popolazione da Nord a Sud del Paese provocheranno una ulteriore diffusione de virus.

Ricciardi spiega anche altre cose utili ad organizzare al meglio le cure e indica linee che in Toscana stiamo seguendo ed applicando. 

Ne consigliamo la lettura.

“Autore originale del testo: Luca Carra

Abbiamo raggiunto al telefono Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute, di fatto la figura più di spicco nella complicatissima gestione dell’emergenza coronavirus in Italia.
La prima inevitabile domanda è:
era proprio necessaria la chiusura di tutta l’Italia disposta dal decreto di ieri?
Sì, la chiusura era necessaria. Quella precedente che coinvolgeva solo Lombardia e alcune alte provincie dell’Emilia Romagna, Veneto e Piemonte era stata fatta alla luce di tre criteri: il primo era il tasso di incidenza cumulativa per 100mila, che sostanzialmente vedeva la dinamica dei casi aumentare oltre una certa soglia. La seconda era lo sviluppo di una circolazione autoctona del virus, quindi non riconducibile ai focolai originali ma caratterizzata da uno sviluppo locale molto forte. La terza era la vulnerabilità geografica. Applicando questi tre concetti è stato redatto il primo decreto, che aveva avuto alcune resistenze per esempio da parte dei veneti. Ma in realtà questi tre elementi, insieme al movimento di persone assolutamente inconsulto e incontrollato dal Nord al Sud (dopo la diffusione del primo decreto, ndr.), ha suggerito che l’epidemia che si stava verificando nelle regioni del Nord si potesse espandere al resto del territorio.
L’aver esteso il provvedimento a tutta Italia ma aver aperto le zone rosse più circoscritte, come quella di Codogno, non rischia di far circolare più persone da aree a rischio in altre aree che lo sono meno?
Quello che stava succedendo nelle zone rosse era che la curva epidemica si stava appiattendo e che era addirittura superata dalla curva epidemica delle altre zone, quindi non aveva senso tenere blindate le vecchie zone rosse. Quindi o si faceva un blocco fisico sostanzialmente come Wuhan dell’intera area geografica precedente oppure non aveva senso. È chiaro che si trattava di trovare un equilibrio delicato fra attenzione e democrazia.
Molti si chiedono perché vi siano differenze di mortalità così accentuate fra l’Italia e altri paesi che cominciano a registrare un certo numero di contagi ma proporzionalmente meno morti, come la Corea del Sud, la Francia e la Germania. Al momento siamo in linea solo con l’Iran.
Questo lo si spiega con un insieme di fattori. Il primo è che noi in questo momento probabilmente sovrastimiamo la mortalità perché mettiamo al numeratore tutti i morti senza quella maniacale attenzione alla definizione dei casi di morte che hanno per esempio i francesi e i tedeschi, i quali prima di attribuire una morte al Coronavirus eseguono una serie di accertamenti e di valutazioni che addirittura in certi casi ha portato a depennare dei morti dall’elenco. Di fatto capita che accertino che alcune persone siano morte per altre cause pur essendo infette da coronavirus. Noi invece, per i noti motivi di decentramento regionale, ci atteniamo a classificazioni dettate dalle regioni e soltanto nell’ultima settimana stiamo cercando di introdurre un correttivo con una valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, che però non ha a disposizione le cartelle cliniche e quindi fa fatica a entrare nel merito. Tutto il meccanismo insomma è estremamente farraginoso. L’ISS, in altre parole, per il decreto ha il potere di investigare ma deve mandare i NAS per avere le cartelle. Non so se mi spiego… Peraltro il carattere maniacale dell’accertamento delle cause di morte presente in altri Paesi europei ha chiare motivazioni di reputazione e di comunicazione.
La seconda ragione di un tale differenza di mortalità fra noi e gli altri dipende dal fatto che noi la sovrastimiamo perché al denominatore mettiamo soltanto i casi positivi come definiti dall’organizzazione Mondiale della sanità, mentre se comprendessimo tutti quei soggetti che stimiamo essere positivi la mortalità risulterete molto inferiore. I cinesi, per esempio, che nella seconda fase dell’epidemia (fuori dalla provincia di Hubei, ndr.) hanno cercato di fare test diagnostici a tutti, hanno rinvenuto una letalità che oscilla fra il 2 e il 3 per cento.
Un altro elemento della maggiore mortalità italiana dipende dalla nostra demografia, basti dire che l’età media dei pazienti cinesi ospedalizzati è di 46 anni, mentre la nostra è molto più alta. È chiaro che l’età più avanzata è un elemento predisponente a una maggiore mortalità. Infine, ma non per importanza, c’è il fatto che questa mortalità è particolarmente alta in Lombardia, dove ormai il sistema sanitario è veramente sotto stress, per usare un eufemismo. Quando hai Terapie Intensive particolarmente stressate in termini di quantità e di qualità dell’assistenza fai tra virgolette più morti.
Mi sembra che in Italia ci sia un tasso molto alto di ricoverati, circa il 50% dei casi. È proprio necessario ricoverarli tutti? Sono tutti così gravi?
Quello che ci deve far riflettere è che noi probabilmente non abbiamo una forma di soccorso intermedio rispetto al ricovero che hanno predisposto invece in Cina. I cinesi hanno allestito zone di assistenza a bassissimo contenuto tecnologico, veri e propri capannoni in cui assistevano le persone con un primo intervento. La combinazione dell’età più giovane dei pazienti e il fatto che si dava assistenza respiratoria quasi a tutti ha consentito di assistere grandi quantità di pazienti in ambienti non ospedalieri. Noi non abbiamo – e speriamo di non dover avere bisogno – di questo modello intermedio. O ricoveriamo o mandiamo a casa.
Appunto, ma non potremmo lasciare a casa una parte di questi pazienti?
Non possiamo tenerli a casa quando cominciano ad avere qualche problema respiratorio, che per noi vuol dire ricovero in terapia subintensiva o intensiva. Potremmo se necessario allestire anche noi ambienti intermedi dove garantire l’assistenza respiratoria.
Si parla poco dei farmaci, almeno di quelli suggeriti come alcuni antivirali. Li stiamo usando?
Sì, vengono utilizzati soprattutto nei centri di elevata specializzazione, come lo Spallanzani a Roma, il Sacco a Milano e anche in altre realtà. Tutti quanti comunque cercano di fare una terapia antivirale anche se non specifica.
Che previsioni si sente di fare a questo punto per l’Italia e il mondo?
Per l’Italia mi aspetto ancora almeno due settimane dure, perché come abbiamo visto dall’esempio cinese le misure di distanziamento sociale hanno bisogno di tempo vista l’alta contagiosità del virus. Questa settimana sarà ancora di aumento, purtroppo prevedo che questi movimenti della popolazione da Nord a Sud e la sottovalutazione del problema nelle altre regioni farà emergere casi in altre parti del Paese. Soprattutto la mia preoccupazione sono Roma e Napoli. Prevedo che l’infezione si espanderà anche negli altri Paesi, come Germania e Francia, che seguiranno l’iter italiano. Rimane per me un grosso dubbio per il Regno Unito: i loro scienziati oscillano tra le previsioni catastrofiche di alcuni colleghi dell’Imperial College di Londra (come quelle di Roy Anderson, si veda recente articolo su The Lancet, ndr.) e l’estrema prudenza del Chief Medical Officer, che ritiene le nostre misure esagerate. A mio avviso anche nel Regno unito la situazione sarà intermedia fra questi due scenari. Prevedo che negli Stati Uniti sarà una catastrofe, perché lì il virus sta avanzando incontrastato. Di fatto lì non lo testano neanche, trattandosi di un sistema che non ha grandi risorse di sanità pubblica. Questo potrebbe far sì che fra una settimana-dieci giorni l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiari lo stato pandemico.
Per finire, sono alle viste nuovi incarichi per lei nella sanità o in politica?
Assolutamente no. Come lei sa ho tante cose da fare, sono contento perché ho trovato nel ministro della salute una persona seria e mi sono impegnato molto volentieri quando lui mi ha chiamato a curare gli aspetti scientifici dele decisioni da prendere e le reazioni internazionali. Sono state due settimane veramente intense. Siamo stati molto trasparenti e abbiamo ricevuto molto apprezzamento e sostegno, non ultimo dall’OMS. Sono quindi molto soddisfatto e ora a anche un po’ stanco. E non ambisco ad altro.”

Nell’ambito del progetto Alternanza Scuola-Lavoro, alcune insegnanti e studentesse dell’Istituto di Istruzione Superiore “Alberti-Dante” di Firenze hanno curato la progettazione e realizzazione di un murales di grandi dimensioni sul tema “Migrazioni e Cooperazione internazionale”.

La cerimonia per l'inaugurazione del murales si è svolta il 10 dicembre intorno alle ore 11:00 sul prato del padiglione 28C- Ponte Nuovo; hanno partecipato:

  • il Dr. Rocco Donato Damone, Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi
  • l'Avv. Eraldo Stefani, Console della Repubblica del Senegal a Firenze
  • i componenti della Commissione di Valutazione dei bozzetti presentati dagli studenti
  • il gruppo percussionista studentesco “I Pulsar” diretto dal M° Prof. Marco Papeschi

Si ringraziano insegnanti e studenti per l'entusiasmo e la disponibilità, il Consolato del Senegal di Firenze per vernici e colori, e tutti coloro che hanno contribuito al buon esito dell’iniziativa.

Alcune immagini dei lavori in corso.

 

 

 



 
Sciopero di 24 ore per il giorno 19 novembre 2019, del personale OSS, infermieri generici e puericultrici, ASA, OSA, Ausiliari, OTA, del settore sanità pubblica-privata-terzo settore-RSA-RA-aziende dei servizi alla persona dei comuni italiani, proclamato dal Sindacato SHC Sanità Human Caring.
 
Si avvisano gli utenti che potrebbero verificarsi disagi a causa dell’interruzione di alcune attività, limitatamente ai servizi non essenziali e non di emergenza – urgenza.

Domenica 3 novembre 2019 AIL, con il patrocinio di AOU Careggi, organizza la manifestazione podistica non competitiva solidale AILoveRunning, che sostiene l’attività di diagnostica e di ricerca del Centro di ricerca e innovazione per le malattie mieloproliferative (CRIMM). L'edizione del 2018 è stata dedicata all’acquisto di un sofisticato strumento per il sequenziamento del DNA.

 Maggiori informazioni

È stata prorogata di una settimana la scadenza del bando per la selezione di 44 volontari per la AOUC. Le domande devono essere presentate entro e non oltre il 17 ottobre 2019 alle ore 14:00. 

Sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati per l'intera giornata del 25 ottobre 2019, proclamato dalle Associazioni Sindacali C.U.B. - Confederazione Unitaria di Base, SGB - Sindacato Generale di Base, SI COBAS - Sindacato Intercategoriale COBAS e USI-CIT - Unione Sindacale Italiana.

Si avvisano gli utenti che potrebbero verificarsi disagi a causa dell’interruzione di alcune attività, limitatamente ai servizi non essenziali e non di emergenza – urgenza.

Il 17 settembre 2019, in occazione della prima Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente (World Patient Safety Day) l'Assessorato Diritto alla Salute, al welfare e all'integrazione socio-sanitaria, in collaborazione con il Centro regionale Gestione Rischio Clinico e sicurezza del paziente organizza un flashmob come iniziativa pubblica di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema. Leggi tutto
 
campagna sicurezza del paziente

Il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale ha finanziato i progetti degli Enti iscritti all'Albo. Tra questi, 3 sono dell'AOU Careggi, per un totale di 44 volontari. Quest’anno la candidatura dei giovani avverrà esclusivamente in modalità on-line. A breve saranno pubblicati i bandi.

Vai all'elenco dei progetti finanziati

Vai alla pagina AOUC del Servizio Civile Universale

Giornata mondiale senza tabacco (world no-tobacco day) 2020
Il 31 maggio di ogni anno, è la Giornata mondiale contro il fumo indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
 
Banner 31maggio2020 noFUMO
Tra i fattori di rischio che concorrono maggiormente alla perdita di anni vita in buona salute un posto di primo piano spetta sicuramente al fumo di tabacco, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come uno dei più gravi problemi di salute pubblica al mondo.
Per l’OMS il consumo di tabacco (tabagismo) rappresenta la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile; quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni da tabagismo e fra le vittime oltre 600.000 sono non fumatori esposti al fumo passivo cioè al fumo che viene inalato involontariamente da coloro che vivono a contatto con uno o più fumatori. Ogni anno, il 31 maggio, l'OMS e i partner in tutto il mondo celebrano la Giornata Mondiale senza Tabacco, evidenziando i rischi per la salute associati al consumo di tabacco e sostenendo politiche efficaci per ridurre il consumo di tabacco.
 

Poster NoFumo smallCareggi per i corretti stili di vita
Nel 2015 AOU Careggi ha approvato il regolamento aziendale sulla Tutela della salute contro i danni derivanti dal fumo che estende il divieto di fumare in tutta l’area ospedaliera, non solo nei locali ma anche negli spazi aperti.
È un atto di coerenza con la mission dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, che mira alla tutela della salute dei propri utenti, alla prevenzione dei rischi per i lavoratori e alla promozione della cultura dei corretti stili di vita per i dipendenti e per i cittadini;un atto di responsabilità nei confronti della comunità nel contrastare uno dei principali fattori di rischio per la salute.

2019 L'impegno di AOUC è mantenuto negli anni, con la programmazione di eventi formativi rivolti al personale sanitario, ai pazienti che iniziano il percorso presso il Centro Antifumo Careggi, con giornate presso l'Ordine dei Medici di Firenze, presso le scuole nel territorio per sensibilizzare i giovani. Da un questionario interno abbiamo rilevato che il nostro impegno e le iniziative sono stati molto apprezzati dai dipendenti che si sono dimostrati sensibili, e auspicano di mantenere la linea della promozione dei corretti stili di vita in generale.

L’impegno degli operatori sanitari
Ogni anno in Toscana muoiono circa 5.500 persone per patologie fumo-correlate: è come se ogni mese si schiantasse sul Monte Morello o sul Monte Serra un Boeing 747 da 500 posti.
I fumatori in Toscana sono circa 700.000; di questi circa 300.000 tra i 40 e i 60 anni nei prossimi anni si ammaleranno più frequentemente di malattie fumo-correlate, quindi è proprio su di loro che si dovrebbe focalizzare l’attenzione.
In Toscana purtroppo spesso i fumatori smettono dopo i 60 anni, ormai quando le patologie fumo-correlate sono già insorte. Nonostante questo non è mai troppo tardi per smettere di fumare. L'esempio degli adulti, ed in particolare degli operatori sanitari, può dare un contributo importante nel limitare l'iniziazione al fumo delle nuove generazioni.
Medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari in genere dovrebbero consigliare a tutti i fumatori di smettere, anche se sono essi stessi fumatori. Nessuno è obbligato a smettere, ma il consigliare stili di vita sani diventa sempre di più uno dei compiti irrinunciabili di tutte le professioni sanitarie.

Vuoi smettere di fumare?
Se sei uno dei 700.000 fumatori toscani, concediti un pò di tempo per leggere questo appello. Non è nostra intenzione colpevolizzarti per questa vera e propria dipendenza, ma sappi che ogni anno, nella nostra regione, un decesso su sette è attribuibile ai danni delle sigarette.
Non vogliamo spaventarti con cifre terroristiche sui danni provocati dal fumo, ma ti invitiamo a riflettere sul fatto che potrebbe essere arrivato il momento per provare a smettere di fumare.
Può essere l’investimento più importante della tua vita, sia in termini di salute che economici: una volta che ti sarai liberato da questo pericoloso stile di vita, il rischio di ammalarti di patologie legate al fumo si abbasserà, con il passare degli anni: vivrai sicuramente più a lungo e con una migliore qualità della vita.
I benefici a breve termine sono evidenti: si respira meglio, la tosse sparisce, aumenta la resistenza fisica e anche il tuo aspetto trarrà un evidente miglioramento. Inoltre, in soli cinque anni, risparmierai fino a 11.000 euro.
Gli strumenti che hai a disposizione in questo percorso sono molti:

  • misura il tuo rapporto con il tabacco
  • cerca aiuto: rivolgerti al tuo medico curante, al Centro antifumo di Careggi o ai Centri di altre aziende sanitarie
  • non ti scoraggiare se al primo tentativo non ce la fai!
  • se preferisci fare da solo, la tecnologia può esserti di aiuto: scarica l’applicazione gratuita iCoach exsmokers della Commissione Europea (la trovi sul sito http://www.exsmokers.eu/it-it/icoach.html) che ti aiuterà passo dopo passo ad abbandonare la sigaretta. Ti verrà inviato un programma personalizzato e ogni giorno riceverai suggerimenti e consigli, mentre il pulsante antipanico ti permetterà di superare i momenti più duri.
Rifletti sul tuo rapporto con il fumo: non fumare è meglio!
Vivere bene è questione di Stile
Uno stile di vita corretto ti aiuta a vivere meglio
Prenderti cura di te è la scelta migliore che puoi fare!

Spegni la sigaretta e…


  1. Prova a smettere di fumare
  2. Smettere di fumare è un processo, i tentativi non andati a buon fine non sono sconfitte ma passi di avvicinamento alla meta
  3. Smettere di fumare da soli non è facile, cerca aiuto in un gruppo che sostiene, motiva e facilita la tua scelta
  4. Scegliere di non fumare in alcuni contesti (in casa, sul lavoro, in macchina, etc) aiuta a ridurre o a smettere di fumare e tutela la salute di chi non fuma (fumo passivo)
  5. scolta il suggerimento di non fumare da parte degli operatori sanitari: è un’indicazione che può motivarti nel cambiamento
  6. Smettere di fumare ti fa risparmiare soldi che potrai usare per te e per la tua famiglia

  1. Respirerai meglio e gradualmente si ridurrà la tosse fino a sparire
  2. Migliorerai la tua resistenza fisica e la tua prontezza di riflessi
  3. Avrai più concentrazione e calma
  4. Dormirai meglio, con un sonno più continuo e profondo
  5. Diminuiranno notevolmente i rischi di patologie circolatorie e cardiache, di ictus e di cancro
  6. La tua pelle tornerà rosea e lucida
  7. Bloccherai l’aumento delle rughe attorno a occhi, bocca e guance
  8. Il tuo alito sarà più fresco e leggero e migliorerai il tuo gusto e il tuo olfatto
  9. Ridurrai il cattivo odore dei tuoi vestiti, nella tua auto e nel casco
  10. Migliorerai la tua salute e quella dei tuoi familiari 

Tempo trascorso dall'ultima sigaretta Sintomi e benefici
20 minuti La pressione sanguigna e la frequenza cardiaca si normalizzano (smettere di fumare aiuta da subito).
2 ore Il livello di nicotina diminuisce e inizia a sentire il desiderio di un'altra sigaretta. Rimani saldo nei tuoi propositi.
8 ore Il livello di nicotina si è ridotto a metà. Il monossido di carbonio è diminuito della metà circa con conseguente aumento dei livelli di ossigeno.
24 ore

Nel tuo organismo non c'è più monossido di carbonio e la capacità del sangue di trasportare ossigeno aumenta. I polmoni cominciano a ripulirsi dal muco e dai depositi lasciati dal fumo.

Abbassamento della pressione.

48 ore Il gusto e l'olfatto iniziano a migliorare. Proverà più gusto nel mangiare. Non esageri, in particolare eviti dolciumi, merendine, caramelle. Prediliga frutta, verdura, acqua.
3 giorni Respiri meglio e recuperi energia, sta aumentando la sua capacità polmonare
1 settimana Inizi a diminuire il tuo rischio di infarto cardiaco.
Da 2 a 12 settimane La circolazione continua a migliorare. La pelle appare più luminosa. Il sistema delle microciglia dell'apparato respiratorio garantisce una sempre maggior pulizia dei bronchi. Questo potrebbe procurarle ancora un pò di tosse, è un buon segno, i suoi polmoni stanno riacquistando la funzionalità che avevano prima di iniziare a fumare.
Da 3 a 9 mesi La capacità polmonare è aumentata e questo ti permette di sopportare meglio gli sforzi fisici e di essere più reattivo, le normali attività quotidiane risulteranno meno faticose.
5 anni Il rischio di infarto si è dimezzato, così come quello di tumore alla bocca ed alla gola.
10 anni Il rischio di tumore polmonare è divenuto la metà di quello di un fumatore, quello di infarto è pari a chi non ha mai fumato

 


  1. Mangia secondo una dieta sana, come quella mediterranea, mastica piano e lentamente
  2. Riduci il più possibile il consumo di bevande alcoliche (vino, birra, super alcolici), di zucchero e di sale: meno è meglio!
  3. Riduci il consumo di alimenti dolci nel corso della giornata e riduci o evita il consumo di bibite dolcificate e degli energy drink
  4. Bevi acqua regolarmente, spesso, a piccoli sorsi, nell’arco della giornata; ricorda che l’unica vera bevanda è l’acqua e che caffè, tè, cole e simili non sarebbero da considerare come apporto di liquidi
  5. Consuma almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, possibilmente di stagione e a Km 0
  6. Fai attività fisica, meglio se con amici e familiari per divertirti e stare insieme, possibilmente a contatto con la natura
  7. Dormi il tempo necessario, svegliati 5 minuti prima del solito per far colazione senza fretta
  8. Concediti momenti di meditazione e rilassamento; prenditela con calma; prenditela con calma: agitarti, arrabbiarti e stressarti non ti aiuterà
  9. Dedica del tempo ogni settimana a fare qualcosa che ti piace, prenditi cura te stesso
  10. Rispetta l’ambiente e fai uso di prodotti e materiali che non lo danneggino
  11. rispetta gli altri, sii cordiale e gentile con tutti

Decreto antifumo
In base al recepimento della Direttiva Europea 40/2014 sui prodotti del tabacco, sono entrati in vigore i pittogrammi nei pacchetti di sigarette (immagini con malati affetti da patologie fumo-correlate), che si aggiungono alle scritte (tipo “il fumo uccide”), il divieto di fumo nelle auto con bambini e divieto di fumo nelle pertinenze esterne di reparti ginecologici e pediatrici, nonché divieto di utilizzo di additivi e potenziamento del divieto di vendita ai minori con multe ai tabaccai se trovati a vendere ai minori, nonché ritiro della licenza alla seconda infrazione.

Divieto di abbandono di mozziconi
L’art. 40 del collegato ambientale 221/2015 è entrato in vigore il 2 febbraio 2016, come recepimento della Direttiva Europea sui prodotti del tabacco e prevede:

  • il divieto di abbandono mozziconi (previste multe fino a 300 Euro)
  • il divieto di gettare mozziconi nelle acque o negli scarichi  con analoghe sanzioni
  • multe per chi getta per terra scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare
  • che i Comuni provvedano a installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo
  • che i produttori, in collaborazione con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, debbano attuare campagne di informazione, al fine di sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive per l'ambiente derivanti dall'abbandono dei mozziconi dei prodotti da fumo,

Il 50 per cento delle somme derivanti dai proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie è versato all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato ad un apposito Fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e destinato all’installazione di raccoglitori e all’effettuazione di campagne di informazione.
Il restante 50 per cento dei suddetti proventi è destinato ai comuni nel cui territorio sono state accertate le relative violazioni ed è destinato alle attività di installazione di raccoglitori e all’effettuazione di apposite campagne di informazione da parte degli stessi comuni, volte a sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive per l'ambiente derivanti dall'abbandono dei mozziconi dei prodotti da fumo e dei rifiuti di piccolissime dimensioni, nonché alla pulizia del sistema fognario urbano.

L’epidemia da tabacco: i numeri nel mondo, in Italia e in Toscana
Il consumo di tabacco ha raggiunto le dimensioni di un’epidemia globale che uccide nel mondo 6 milioni di persone ogni anno, di cui 600.000 non fumatori per esposizione a fumo passivo.

In Italia l’epidemia da tabacco uccide ogni anno 83.000 fumatori o ex-fumatori per patologie legate all’abitudine al fumo e 1.100 non fumatori per patologie legate all’esposizione a fumo passivo; inoltre il fumo passivo è responsabile in Italia di 20.000 casi di infezioni acute delle basse vie respiratorie in età pediatrica e di 15.000 casi di otiti medie nei bambini.
In Toscana muoiono ogni anno 5.500 persone per patologie fumo-correlate e 100 soggetti non fumatori per patologie legate all’esposizione al fumo passivo.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che, se non saranno attuate efficaci politiche di contrasto, entro il 2030 moriranno ogni anno nel mondo oltre 8 milioni di fumatori e più dell’80% di questi decessi prevenibili sarà tra le persone che vivono nei paesi a basso e medio reddito.

Quanti sono i fumatori nel mondo, in Italia e in Toscana
Nel mondo ci sono oltre un miliardo di fumatori, di cui l’80% uomini. Infatti, mentre in Europa, Nord e Sud America e Australia il fumo è anche un problema della donna, questo ancora non succede in Cina, India e nei Paesi Arabi.
In Italia i fumatori sono circa 11 milioni, 6 milioni di uomini e 5 milioni di donne, ma ci sono anche 6 milioni e mezzo di ex-fumatori, a testimonianza del fatto che si può riuscire a smettere.
I fumatori in Toscana sono 700.000.

Cosa c’è in una sigaretta?
Una volta accesa, la sigaretta produce oltre 70 cancerogeni, tra cui le nitrosammine tabacco-specifiche, gli idrocarburi policiclici aromatici, polonio-210, arsenico, benzene, berillio, cadmio, cromo, ossido di etilene, nichel, cloruro di vinile. Produce inoltre sostanze irritanti come l’acroleina e veleni come il monossido di carbonio, responsabile dei problemi cardiovascolari dei fumatori.
Una volta spento più o meno bene, il mozzicone viene rilasciato nell’ambiente e diventa un problema. In Italia ogni anno vengono gettati dai 60 ai 70 miliardi di mozziconi. Contengono nicotina, polonio-210 e altre sostanze tossiche. Le cicche rappresentano il 40% dei rifiuti raccolti nel Mediterraneo.

Effetti dell’abitudine al fumo, alcuni ancora poco noti….
Oltre i tumori, come quello del polmone, laringe, esofago, vescica, utero, reni, pancreas e stomaco, nonché alcuni tipi di leucemia negli adulti, il fumare determina bronchite ed enfisema polmonare, infarto cardiaco e ictus.
Nei fumatori si registra l’aumento della frequenza dei disturbi dell’erezione, e nel liquido spermatico qualità ed densità ridotta ed un aumento del numero dei leucociti.
Le fumatrici hanno un’incidenza più elevata di sterilità e un aumentato rischio di gravidanze tubariche, di aborti spontanei, parti prematuri, rottura precoce delle membrane fetali, placenta previa e distacco prematuro della placenta.

Anche il fumo passivo può causare disturbi e malattie nei non fumatori
Chi è esposto al fumo di tabacco, presenta un rischio aumentato del 20-30% di tumore del polmone ed un rischio aumentato del 25-30% di ammalarsi di malattia cardiaca coronarica.
Il fumo passivo inoltre determina riacutizzazioni e insorgenza di asma, polmoniti e bronchiti in adulti e bambini.
Uno degli effetti inattesi dell’introduzione nel 2005 del divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro è stata la riduzione di circa 3.000 ricoveri l’anno per infarto (4%) nel 2005 e nel 2006 in Italia. Questo effetto è legato alla riduzione della popolazione esposta a fumo passivo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro in virtù del divieto di fumo.

E la sigaretta elettronica?
Non abbiamo dimostrazioni scientifiche riguardo alla sicurezza delle sigarette elettroniche. Queste differiscono molto l’una dall’altra nella sicurezza del prodotto e nel contenuto di nicotina. La sicurezza del prodotto è spesso insufficiente soprattutto nell’acquisto via internet. La qualità di nuovi prodotti è migliorata, ma per i consumatori è talvolta impossibile scoprirne il contenuto.
Per i fumatori passare dalle sigarette tradizionali di tabacco alle sigarette elettroniche permette di evitare di esporsi a molte sostanze tossiche e cancerogene che si producono con la combustione del tabacco, a patto che i fumatori chiudano davvero con le sigarette di tabacco. Però non sappiamo ancora se usare la sigaretta elettronica sia un metodo davvero efficace per smettere di fumare le sigarette di tabacco. Il problema principale è che l’uso della sigaretta elettronica non permette di interrompere la gestualità del fumare e quindi risulta più facile ricominciare con le sigarette tradizionali.
Non è da escludere che il consumo di sigarette elettroniche costituisca una minaccia per altre persone attraverso il fumo passivo. Ed infine dati epidemiologici provenienti dagli Stati Uniti ci dicono che la sigaretta elettronica per gli adolescenti rappresenta spesso il primo passo per iniziare a fumare!


Questo spazio è dedicato a tutti coloro che cercano informazioni sul fumo di sigaretta.
Le informazioni qui riportate sono a cura dei medici del Centro antifumo Centro Alcologico Regionale Toscano - CART, Nutrizione clinica, ISPO, A.C.A.T. - Associazione dei Club Alcologici Territoriali (metodo Hudolin), LILT hanno carattere divulgativo e non sostituiscono il parere diretto del medico, che deve essere consultato quando necessario.

 


Questo sito utilizza cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi.

Continuando la navigazione ne accetti il loro utilizzo. Per saperne di più o non consentirne l'utilizzo leggi Maggiori Informazioni

Continua