Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

Informazioni

In considerazione della peculiarità dell'attuale contesto emergenziale e al fine di garantire in sicurezza un adeguato processo elettorale per tutti i votanti, i componenti del seggio elettorale e gli operatori coinvolti, con la presente sono evidenziate le principali modalità operative inerenti le consultazioni in oggetto.
Tenuto conto delle Disposizioni Ministeriali e Regionali vigenti, in particolare si evidenzia che a cura del Servizio Prevenzione e Protezione e nei tempi previsti dalla normativa, viene effettuata formazione dei componenti di "ogni sezione ospedaliera istituita" riguardo le "indicazioni operative in merito alle procedure di sicurezza sanitarie concernenti le operazioni elettorali".  Atteso le istruzioni inerenti l'uso dei DPI, il distanziamento e l'igienizzazione impartite con la predetta formazione ai componenti del seggio per garantire il diritto dei cittadini al voto, al momento dell'accesso, l'elettore deve indossare la mascherina chirurgica in modo corretto e dovrà procedere all'igiene delle mani con gel idroalcolico messo a disposizione. Inoltre l'elettore, dopo essersi avvicinato ai componenti del seggio per l'identificazione e prima di ricevere la scheda e la matita, provvederà ad igienizzarsi nuovamente le mani.  Completate le operazioni di voto, è consigliata una ulteriore detersione delle mani prima di lasciare il seggio.  Per garantire il diritto al voto, durante la degenza, dell' elettore impossibilitato a muoversi, i componenti del seggio devono:
  • igienizzare frequentemente le mani
  • indossare la mascherina chirurgica ben posizionata
  • mantenere il distanziamento di almeno un metro
  • invitare l'elettore, ai fini dell'esercizio al voto, ad indossare la mascherina chirurgica posizionata  correttamente
  • invitare l'elettore a procedere all'igiene delle mani con gel  idroalcolico prima di consegnargli la scheda elettorale e dopo la sua riconsegna.
II personale che garantisce diritto al voto agli elettori Covid positivi o sospetti dovrà attenersi, per accedere e uscire dalla stanza di degenza a quanto indicato dalle Procedure Aziendali specifiche.  Nel ringraziare tutti per la collaborazione si evidenzia che presso tutti i reparti deve essere garantita la massima collaborazione per lo svolgimento delle operazioni inerenti il diritto del cittadino al voto.
La presente nota è consultabile attraverso il sito intranet Aziendale.
Responsabile Dr. Fulvio Pinelli

La Unit Centro Accessi Vascolari (CAV) afferisce al Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi. 
Il CAV provvede all’impianto e alla gestione avanzata delle complicanze dei CVADs (dispossitivi di accesso vascolare centrale) a medio e lungo termine nell’ambito di un processo di cura multidisciplinare ed interdipartimentale. Il CAV vede impegnate diverse figure tra cui un team medico-infermieristico dedicato agli accessi venosi, oncologi, ematologi, radioterapisti, internisti,  infettivologi e il team aziendale per il controllo delle infezioni ospedaliere.
    
Funzioni  

La somministrazione sicura delle terapie infusionali di media e lunga durata richiede l’impianto di Dispositivi di Accesso Vascolare Centrale (Central Vascular Access Devices - CVADs). 
L’indicazione all’impianto di tali presìdi prevede fondamentalmente la somministrazione di chemioterapici, antibiotici, nutrienti (per via parenterale), emoderivati. Inoltre, l’impianto di tali dispositivi è essenziale per effettuare le procedure di aferesi o di purificazione ematica. Il Centro è attivo dal Settembre 2016 come area di attività nell’ambito della SODc di Anestesia Oncologica e Terapia Intensiva ed eroga mediamente 50 procedure settimanalmente. Il numero di prestazioni è andato progressivamente aumentando negli ultimi anni raggiungendo oltre 2600 prestazioni nel 2019, di cui 2000 nuovi impianti, mentre la restante quota parte è rappresentata da rimozioni e consulenze. La presenza di un team multidisciplinare specifico dedicato agli accessi venosi a medio e lungo termine non soltanto aumenta la sicurezza del paziente abbattendo molte complicanze, ma è anche un fattore determinante nel ridurre i costi associati alle terapie infusionali ospedaliere ed extraospedaliere.
In pochi anni il CAV è diventato un punto di riferimento fondamentale non solo per l’inserimento e la gestione ti tali dispositivi, ma anche per la formazione del personale, a livello aziendale e nazionale.
 
 
Responsabile Prof.ssa Gianna Camiciottoli
 
Equipe
Filippo Bartalesi
Alessandra Bindi   
Gianna Camiciottoli
Edoardo Cavigli
Lorenzo Corbetta
Salvatore Coscarelli
Lorenzo Cosmi
Alessandra Fanelli
Andrea Galli
Oreste Gallo
Federico Mecacci
Gianni Misuri
Chiara Moroni
Gabriele Parenti
Anita Nannoni
Sara Tomassetti
Cristina Tognozzi
Clara De Filippis
 
La Unit afferisce al Dipartimento CardioToracoVascolare e realizza un percorso diagnostico, terapeutico specifico e personalizzato, per i pazienti affetti da asma grave al fine di integrare le competenze specialistiche presenti in AOUC per la creazione di un servizio di eccellenza e ridurre i costi di gestione della malattia.
 
Obiettivi
  • Istituire e coordinare un gruppo di lavoro multi specialistico e multi professionale
  • Definire un percorso unico, diagnostico e terapeutico per la presa in carico del paziente affetto da asma grave
  • Identificare e curare le comorbilità
  • Valutare il raggiungimento e il mantenimento del controllo e dell’efficacia della terapia biologica e confermarne la continuazione
  • Valutare eventuali nuove opzioni terapeutiche disponibili, anche non farmacologiche 
  • Fornire adeguata diagnosi e terapia in pazienti affette da asma grave in gravidanza
  • Prospettare il follow-up della malattia e delle comorbidità
  • Collaborare con la rete dei Medici di Medicina Generale e DEAS
  • Migliorare il controllo della malattia e garantire una migliore qualità della vita riducendo il numero di riacutizzazioni per paziente rispetto all’anno precedente la presa in carico, il numero di accessi al DEAS e i ricoveri
 
Attività
  • Formulazione della diagnosi strumentale e clinica di asma grave
  • Prescrizione della terapia biologica con il rilascio dei piani terapeutici
  • Somministrazione farmaci biologici
  • Attuazione della Terapia Educazionale essenziale attraverso la componente infermieristica
 
Strutture coinvolte
Collaborazioni:
  • Servizi di Psicoterapia
  • Tecnico Fisiopatologia Respiratoria infermiere/case manager
  • Associazione di pazienti Respiriamo Insieme accreditata presso AOUC
  • Università degli Studi di Firenze (partner nella ricerca scientifica)
Modalità di accesso
Con richiesta da parte dei Medici di Medicina Generale (MMG), medici specialisti della AOUC e delle altre aziende ospedaliere o sanitarie della regione Toscana su ricettario SSN per visita pneumologica per asma grave
Sede di attività
Ambulatori e Day service Area pneumologica. Padiglione 16 San Luca, settore C - piano terra
 
Modalità di Prenotazione
Padiglione 16 San Luca, settore C - piano terra (stanza 032)
Orario di apertura: dal lunedì al venerdì ore 7:30 - 18:30
Prenotazione telefonica: Tel 055 794.6351 dal lunedì al venerdì ore 11.00 - 13:00
E-mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 
Responsabile Dr.ssa  Martina Focardi
 
La Unit  Patologia Forense afferisce  alla UOC Medicina Legale,  ha come campo di studio la lesività, in senso lato, sia sul vivente che sul cadavere con il fine di chiarirne la natura, le modalità ed i mezzi produttivi, nell’ambito dei fatti di interesse giuridico.
Il patologo forense inoltre, partecipa attivamente agli accertamenti volti all’identificazione del cadavere (sia nel singolo che nei mass disaster) e alla stima dell’età nel vivente.  La Patologia Forense rappresenta un’area interdisciplinare per le numerose connessioni con le altre scienze forensi, con cui si embrica e collabora in modo sistematico.
 
Funzioni
La Unit si avvale del coinvolgimento di molteplici strutture e professionisti provenienti da plurime discipline per le sue attività:
  • attività forense su incarico dell’Autorità Giudiziaria per accertamenti medico-legali.
  • attività di accertamento morte cerebrale.
  • attività di identificazione dei cadaveri non identificati.
  • attività assistenziale consulenziale all’interno dell’AOU Careggi.
Strutture coinvolte
Istologia Patologica e Diagnostica Molecolare : allestimento di preparati istologici ed esecuzione di riscontri diagnostici e autopsie giudiziarie nei casi di patologie feto-placentari .
Laboratorio centrale: esecuzione di indagini chimico-cliniche su campioni biologici.
Diagnostica Genetica : indagini identificative su materiale biologico per la diagnosi di cardiopatie congenite e/o errori congeniti del metabolismo.
Tossicologia Forense : indagini tossicologico-forensi.
Radiodiagnostica 2: attività radiologica applicata alle scienze forensi.
Centro SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante) dell’Ospedale Pediatrico  Meyer.
Obbiettivi
  • Migliorare, ottimizzare e potenziare l’attività assistenziale medico-legale.
  • Stabilire percorsi rapidi ed efficienti per l’interazione con l’Autorità Giudiziaria e le Forze dell’Ordine  nell’ambito dell’attività assistenziale in AOUC.
  • Condividere le procedure e protocolli già in essere all’interno delle strutture coinvolte nell’attività e nella rete, procedendo alla revisione delle stesse.
  • Implementare e migliorare i percorsi e le sinergie con  l’AOU Meyer .
  • Avviare una formazione specifica per gli operatori sanitari del PS/DEAS e dei diversi attori della rete, in materia forense e doveri/rapporti nei confronti dell’AG.
  • Implementare la ricerca in ambito forense, in particolare, relativamente alla stima della epoca della morte (analisi biochimiche su liquidi biologici, studi di entomologia forense, etc..), alla morte improvvisa cardiaca giovanile (mediante la partecipazione al progetto Torsade ed alla costituzione del Registro Regionale Toscano) e alla patologia feto placentare.
  • Contribuire alla conoscenza del fenomeno della violenza di genere dal punto di vista dell’accertamento medico legale anche a fini preventivi.
  • Migliorare la comunicazione con gli utenti (familiari di paziente deceduto, vittime di reato, etc) in un momento così delicato della loro esistenza, rendendo più fruibili le informazioni e l’accesso ai servizi.
Sedi  di attività
 Padiglione 8b Cliniche Chirurgiche e 10a Anatomia Patologica
Sciopero di tutto il personale del Comparto Sanità su tutto il territorio nazionale per l’intera giornata del 2 luglio 2020 proclamato dall’associazione sindacale USB - Pubblico Impiego Sanità.
Si avvisano gli utenti che potrebbero verificarsi disagi a causa dell’interruzione di alcune attività, limitatamente ai servizi non essenziali e non di emergenza – urgenza.
Direttore Dr.ssa Simona Carli

Prodotti richiedibili MAV (elenco aggiornato a settembre 2020)

Responsabile Dr. Raffaella Santi

La Unit Ematopatologia afferisce al Dipartimento dei Servizi e si occupa della diagnostica istopatologica delle malattie del sistema emolinfopoietico in un'ottica multidisciplinare e di rete che comprende strutture AOUC e specialisti territoriali.
La patologia neoplastica del sistema emolinfopoietico costituisce un'entità clinica eterogenea e complessa da punto di vista diagnostico, la cui gestione necessita di specifiche competenze ed esperienza nel settore. L’organizzazione della Unit consente di ottimizzare le risorse già disponibili in AOUC al fine di risolvere le criticità intrinseche alla diagnosi istopatologica in ambito di ematologia oncologica.

Funzioni

La Unit, attraverso il coinvolgimento di molteplici strutture e professionisti implicati nell'erogazione dei servizi di assistenza e di cura presenti in AOUC, svolge le seguenti funzioni:

  • Collabora in un gruppo di lavoro multidisciplinare dedicato alla diagnosi della sospetta malattia mielo-/linfoproliferativa assicurando il costante adeguamento dei protocolli e dei modelli organizzativi, trasferendo nella pratica clinica le più aggiornate esperienze 
  • Sviluppa specifici progetti con finalità di formazione e ricerca scientifica 
  • Partecipa a iniziative didattiche della Scuola di Specializzazione in Anatomia Patologica e di Ematologia

Obiettivi

  • Garantire ai pazienti diagnosi tempestive e accurate di neoplasie mieloproliferative e linfoproliferative 
  • Organizzare eventi scientifici e formativi di livello locale, nazionale ed internazionale 
  • Concentrare casistica nell’ambito di malattie rare 
  • Sensibilizzare e informare sul tema delle malattie del sistema emolinfopoietico, in collaborazione con le associazioni di pazienti, la Fondazione Careggi ed altri Enti di supporto

Percorso di diagnosi

Istopatologia e tecniche ancillari (istochimica, immunoistochimica)

Ibridazione in situ a fluorescenza

Biologia molecolare

Strutture coinvolte

CRIMM

Linfoma Unit

Sindromi Mielodisplastiche Unit 

Altre specialistiche che possano essere coinvolte nel percorso diagnostico in ambito ematologico.

Modalità d’accesso

I pazienti accedono alle prestazioni della Unit Ematopatologia nell’ambito del percorso diagnostico stabilito clinicamente dai professionisti AOUC. I pazienti possono altresì presentarsi direttamente presso il front-office dell’Anatomia Patologica per la valutazione di campioni biologici o per consulenze (second opinion) su preparati istologici allestiti in altra sede.

Sede di attività

SODc Istologia Patologica e Diagnostica Molecolare

Contatti

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La Commissione supporta la Direzione aziendale nella gestione delle ipotesi di conflitto di interessi esprimendo un parere sulle istanze che gli vengono sottoposte dalle funzioni aziendali. 
Dati di attività Co.Va.C.I. (Commissione per la Valutazione dei Conflitti d'Interesse)

Coordinatore e Responsabile per la prevenzione della corruzione: Simona Orsi (sostituto: Claudia Muscolino)
Componente ospedaliera
Direzione sanitaria:Giusi Piccinno (sostituto: Graziella Franchi) 
Referente per la protezione dei dati personali: Paolo Tagliaferri
Area Amministrativa: Vacante
 
Componente universitaria:

Professore universitario in afferenza assistenziale: Rossella Marcucci 
Delegato del Rettore: Luca Massacesi
Funzione Trasversale Prevenzione Corruzione e Trasparenza: Maria Valeria Cerullo
Amministrazione del Personale: Simona Renai

 
Segreteria
Eriberto Gallorini
Claudia Muscolino (a supporto dell'attività)
 
e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
 
Regione Toscana prevede la possibilità di effettuare viste specialistiche di controllo a distanza mediante l’utilizzo di tecnologia appositamente predisposta dalla Regione, che offre elevati standard di sicurezza e di facile utilizzo. Non serve nessuna procedura di preventiva iscrizione.
Per i residenti in Regione Toscana, le prestazioni di televisita non sono soggette a compartecipazione alla spesa (ticket) per tutta la durata dell’emergenza Covid-19.
 
Chi può usufruire della televisita
  • Coloro che già seguono un percorso terapeutico presso l’AOU Careggi,  e quindi già in possesso di prescrizione di visita specialistica di controllo, previa proposta dal medico specialista di Careggi, sulla base della valutazione del bisogno assistenziale
Modalità di accesso alla piattaforma di televisita
 Per accedere alla piattaforma di Televisita della Regione Toscana è necessario disporre di:
  • Computer, smartphone o tablet
  • webcam e microfono
  • connessione internet
  • codice fiscale
La visita di controllo specialistica tramite Televisità sarà erogata il giorno e l’ora dell’appuntamento prestabilito e l’assistito potrà collegarsi alla piattaforma di televisita
Tramite Computer:
  • digitare il seguente indirizzo:https://televisita.sanita.toscana.it/codicefiscale proprio (NB: l'indirizzo sarà accessibile per la conversazione col medico, solo dopo che il medico, previo appuntammento, l'avrà attivata).
Tramite smartphone o tablet:
  • scaricare app Jitsi Meet
  • una volta scaricata, digitare sul browser (Google, Firefox…) https://televisita.sanita.toscana.it/, scegliere, "Prosegui con app" e entrare col proprio codice fiscale.
 
Con il termine di ictus criptogenico si intende un ictus cerebrale la cui causa non e’ stata determinata nonostante un accurato e completo iter diagnostico. Si ritiene che nella maggior parte dei casi l’ictus criptogenico abbia una genesi embolica (ateroembolica da arteria o arco dell’aorta o cardioembolica). Per questo motivo assume un’importanza fondamentale lo studio approfondito del cuore, in particolare del ritmo cardiaco nei pazienti di età medio-avanzata alla ricerca della fibrillazione atriale occulta. Altre possibili fonti cardioemboliche possono essere calcificazioni valvolari, cardiopatia dilatativa, forame ovale pervio.
 
Informazioni per i pazienti
 

Vedi Modalità d'accesso all'Heart-Brain team
 

  • Inquadramento clinico dei pazienti con ictus criptogenetico.
  • Prescrizione e prenotazione di esami di approfondimento in base al quadro clinico (principalmente: Ecocardiogramma trans-esofageo, RM encefalo con studio dei vasi intra ed extra cranici, impianto di Loop Recorder, ecc.)
  • Discussione dei casi dubbi e counseling dei pazienti.
 

  • Saver JL. CLINICAL PRACTICE. Cryptogenic Stroke. New England Journal of Medicine. 2016 May 26;374(21):2065-74. doi: 10.1056/NEJMcp1503946
  • Hart RG, Diener HC, Coutts SB, Easton JD, Granger CB, O'Donnell MJ, Sacco RL, Connolly SJ; Cryptogenic Stroke/ESUS International Working Group. Embolic strokes of undetermined source: the case for a new clinical construct. Lancet Neurology.  2014 Apr;13(4):429-38. doi: 10.1016/S1474-4422(13)70310-7.
  • Sanna T, Diener HC, Passman RS, Di Lazzaro V, Bernstein RA, Morillo CA, Rymer MM, Thijs V, Rogers T, Beckers F, Lindborg K, Brachmann J; CRYSTAL AF Investigators. Cryptogenic stroke and underlying atrial fibrillation. New England Journal of Medicine. 2014 Jun 26;370(26):2478-86. doi: 10.1056/NEJMoa1313600.
 
20 Chisura Auricola Sinistra
L’auricola sinistra è particolarmente importante dal punto di vista clinico perché è proprio all’interno di essa che si vengono.a formare, nel 90% dei casi, i coaguli che potrebbero causare ictus o embolia sistemica nei pazienti con fibrillazione atriale ad alto rischio tromboembolico.
Nella maggior parte dei pazienti la prevenzione della formazione di coaguli nell’atrio sinistro e nella sua auricola viene garantita da farmaci anticoagulanti (coumadin oppure i nuovi anticoagulanti orali come Apixaban, Dabigatran, Edoxaban, Rivaroxaban).
I pazienti che non possono, per vari motivi clinici, assumere a lungo termine i farmaci anticoagulanti, potrebbero beneficiarsi di un intervento mini-invasivo: la chiusura percutanea di auricola sinistra.
 
Informazioni per i pazienti

L’auricola sinistra è una piccola estroflessione dell’atrio sinistro, una delle camere cardiache. La sua forma è molto variabile per la presenza di multiple lobature. Le dimensioni dell’orifizio dell’auricola (la parte che origina dall’atrio sinistro) sono anche esse variabili, in genere fra circa 1 e 3 centimetri.
In alcune condizioni predisponenti, ad esempio in corso di fibrillazione atriale, la frastagliata forma dell’auricola sinistra, può dare luogo a formazione di coaguli di sangue che potrebbero dislocarsi da essa e causare ictus cerebrale o embolia nelle altre arterie del corpo. 
 
 

L’auricola sinistra è particolarmente importante dal punto di vista clinico perché è proprio all’interno di essa che si vengono a formare, nel 90% dei casi, i coaguli che potrebbero causare ictus o embolia sistemica nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (quindi nei pazienti che non presentano valvole cardiache meccaniche oppure la stenosi della valvola mitrale) ad alto rischio tromboembolico.
Nella maggior parte dei pazienti la prevenzione della formazione di coaguli nell’atrio sinistro e nella sua auricola viene garantita da farmaci anticoagulanti (coumadin oppure i nuovi anticoagulanti orali come Apixaban, Dabigatran, Edoxaban oppure Rivaroxaban).
I pazienti che non possono, per vari motivi clinici, assumere a lungo termine i farmaci anticoagulanti, potrebbero beneficiarsi di un intervento mini-invasivo: la chiusura percutanea di auricola sinistra. L’intervento ha lo scopo di non permettere più al sangue di circolare all’interno dell’auricola, attraverso l’impianto di un dispositivo appositamente disegnato. In questa maniera il rischio di formazione di un coagulo si potrebbe ridurre del 90%.
Questo intervento ha dimostrato in rigorosi studi clinici (randomizzati e controllati con oltre mille pazienti sottoposti a chiusura di auricola versus terapia medica con coumadin) di avere un’efficacia sovrapponibile al farmaco nel prevenire l’ictus cerebrale, di ridurre i sanguinamenti nel periodo successivo all’impianto a fronte di un piccolo rischio di eventi avversi correlati alla procedura di impianto. 
 

 
 L’intervento di chiusura percutanea è proposto come alternativa alla terapia medica con anticoagulanti orali quando quest’ultima terapia non è praticabile a lungo termine a causa di controindicazioni, ad esempio:
  • Pregressa emorragia cerebrale
  • Malattie ad alto rischio di emorragia cerebrale in corso di terapia anticoagulante
  • Insufficienza renale cronica in dialisi
  • Pregressi gravi sanguinamenti dal tratto digerente, non trattabili chirurgicamente
  • Malattie ematologiche (ad esempio emofilia)
In ogni caso l’indicazione all’intervento viene data come risultato di consenso multi-disciplinare, coinvolgendo gli specialisti dei vari settori pertinenti, in accordo con il paziente.

 


L’intervento si esegue in sala di Emodinamica (prevede quindi esposizione ai raggi X), mediante accesso percutaneo da una vena femorale, dal quale vengono inseriti gli strumenti per attraversare il setto inter-atriale (viene praticato un foro all’interno della membrana che separa le cavità atriali di destra e di sinistra) e, successivamente, il dispositivo di chiusura. Nel nostro laboratorio l’intervento è normalmente realizzato in anestesia generale, per assicurare il massimo comfort al paziente e permettere il monitoraggio del posizionamento del dispositivo attraverso la sonda ecografica trans-esofagea. Il posizionamento e il rilascio del dispositivo avvengono seguendo criteri specifici di corretto impianto e stabilità. L’intervento ha una durata media complessiva (ingresso-uscita di sala) di circa due ore. Il ricovero successivo all’intervento prevede in genere una sola notte in ospedale, con dimissione a domicilio il giorno seguente, in terapia con due farmaci anti-piastrinici (aspirina e clopidogrel) per 4 settimane. La terapia post-impianto viene comunque aggiustata in base alle esigenze cliniche di ogni paziente. Il dispositivo impiantato è permanente, non richiede sostituzioni ed è sempre compatibile con esami di risonanza magnetica se in futuro si dovessero rendere necessari. 
Device attualmente utilizzati presso l’Azienda Careggi sono:
  • Amplatzer Amulet: dispositivo in maglia di Nitinolo (una lega di nichel e titanio), costituito da una porzione più grossa (“lobo”) che si inserisce all’interno dell’auricola sinistra e una porzione larga e sottile (“disco”) che chiude l’accesso all’auricola con il meccanismo 
 
 20 Auricola AmplatzerAmulet1
 
  • Watchman FLX: dispositivo a forma di palletta in nitinolo, rivestito da membrana in tessuto di polietilene tereftalato che si inserisce nell’auricola sinistra e la occlude con meccanismo “di riempimento”
20 Auricola Watchman FLX
  • Follow-up di pazienti sottoposti a chiusura percutanea 
 
 

 Vedi Modalità d'accesso all' Heart-Brain team
 

  • Inquadramento clinico dei pazienti con fibrillazione atriale e controindicazione a terapia anticoagulante a lungo termine, con particolare riferimento a pazienti con pregressi eventi emorragici cerebrali.
  • Prescrizione e prenotazione di esami di approfondimento in base al quadro clinico (principalmente: Ecocardiogramma trans-esofageo, TC del cuore con mezzo di contrasto, RM encefalo, ecc.)
  • Discussione dei casi dubbi e counseling dei pazienti.
  • Informazione precisa e dettagliata del paziente sulla procedura, i rischi ed i benefici ad essa correlati e sulle possibili alternative terapeutiche.
  • Programmazione ed esecuzione degli interventi di chiusura percutanea di auricola sinistra con tecniche mini-invasive
Equipe
Cristina Sarti (neurologo vascolare SOD  Stroke Unit)
Francesco Meucci (cardiologo interventista SOD Interventistica cardiologica strutturale)
Benedetta Piccardi (neurologo vascolore SOD Stroke Unit)
Miroslava Stolcova (cardiologo interventista SOD Interventistica Cardiologica Strutturale)
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L’Heart-Brain Team è una equipe multidisciplinare di medici dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi che svolge un'attività integrata cardiologica e neurologica per la valutazione e la gestione dei pazienti con problematiche a ponte fra le due discipline. 
Le nostre principali aree di lavoro sono:

 Poliambulatorio Chirurgico dell’AOUC Pad. 12 piano -2
mercoledi dalle ore 8:00 alle 11:00

E’ necessaria una richiesta del medico di famiglia o di un medico ospedaliero di “visita multidisciplinare complessa”
Per prenotare una visita:
mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Tel 055-7947943 dal lunedi al venerdi dalle ore 8:00 alle 12:00

 

 
  •  Attività didattica comprese tesi di laurea nell’ambito della Scuola di Scienze della Salute Umana (corso di Laurea in Medicina e Chirurgia), della Scuola di Specializzazione in Neurologia e della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università degli Studi di Firenze.
  • Attività di docenza presso il Master Universitario di II livello in “Interventional treatment of structural heart diseases” dell’Università Sant’Anna di Pisa
  • Partecipazione a studio osservazionale italiano multicentrico Option che raccoglie i dati sui pazienti con ictus criptogenetico e FOP sottoposti a chiusura percutanea versus terapia medica.
  • Collaborazione con la rete italiana delle neuro-cardiologie.

 
  1. Cruz-González I, González-Ferreiro R, Freixa X, Gafoor S, Shakir S, Omran H, Berti S, Santoro G, Kefer J, Landmesser U, Nielsen-Kudsk JE, Kanagaratnam P, Nietlispach F, Gloekler S, Aminian A, Danna P, Rezzaghi M, Stock F, Stolcova M, Paiva L, Costa M, Millán X, Ibrahim R, Tichelbäcker T, Schillinger W, Park JW, Sievert H, Meier B, Tzikas A. Left atrial appendage occlusion for stroke despite oral anticoagulation (resistant stroke). Results from the Amplatzer Cardiac Plug registry. Rev Esp Cardiol (Engl Ed). 2020 Jan;73(1):28-34. doi: 10.1016/j.rec.2019.02.013. Epub 2019 Apr 27.
  2. Meucci F, Stolcova M, De Marco F, Mattesini A, Ristalli F, Chiriatti N, Squillantini G, Agostini C, Sarti C, Di Mario C. Patent foramen ovale closure: how to choose the right device for the right patient. G Ital Cardiol (Rome). 2019 Mar;20(3 Suppl 1):9S-16S. doi: 10.1714/3121.31036.
  3. Berti S, Pastormerlo LE, Santoro G, Brscic E, Montorfano M, Vignali L, Danna P, Tondo C, Rezzaghi M, D'Amico G, Stabile A, Saccà S, Patti G, Rapacciuolo A, Poli A, Golino P, Magnavacchi P, Meucci F, Pezzulich B, Stolcova M, Tarantini G. Intracardiac Versus Transesophageal Echocardiographic Guidance for Left Atrial Appendage Occlusion: The LAAO Italian Multicenter Registry. JACC Cardiovasc Interv. 2018 Jun 11;11(11):1086-1092. doi: 10.1016/j.jcin.2018.05.008.
  4. Berti S, Santoro G, Brscic E, Montorfano M, Vignali L, Danna P, Tondo C, D'Amico G, Stabile A, Saccà S, Patti G, Rapacciuolo A, Poli A, Golino P, Magnavacchi P, De Caterina A, Meucci F, Pezzulich B, Rezzaghi M, Stolcova M, Tarantini G. Left atrial appendage closure using AMPLATZER™ devices: A large, multicenter, Italian registry. Int J Cardiol. 2017 Dec 1;248:103-107. doi: 10.1016/j.ijcard.2017.07.052. Epub 2017 Jul 16.
  5. Meucci F, Di Mario C. Left atrial appendage occlusion: fighting the “dark side” of atrial fibrillation. Catheter Cardiovasc Interv. 2017 Feb 15;89(3):493-494
  6. Santoro G, Meucci F, Stolcova M, Rezzaghi M, Mori F, Palmieri C, Paradossi U, Pastormerlo LE, Rosso G, Berti S. Percutaneous left atrial appendage occlusion in patients with non-valvular atrial fibrillation: implantation and up to four years follow-up of the AMPLATZER Cardiac Plug. EuroIntervention. 2016 Feb;11(10):1188-94. doi: 10.4244/EIJY14M10_13.
  7. Tzikas A, Shakir S, Gafoor S, Omran H, Berti S, Santoro G, Kefer J, Landmesser U, Nielsen-Kudsk JE, Cruz-Gonzalez I, Sievert H, Tichelbäcker T, Kanagaratnam P, Nietlispach F, Aminian A, Kasch F, Freixa X, Danna P, Rezzaghi M, Vermeersch P, Stock F, Stolcova M, Costa M, Ibrahim R, Schillinger W, Meier B, Park JW. Left atrial appendage occlusion for stroke prevention in atrial fibrillation: multicentre experience with the AMPLATZER Cardiac Plug. EuroIntervention. 2016 Feb;11(10):1170-9. doi: 10.4244/EIJY15M01_06.
  8. Berti S, Paradossi U, Meucci F, Trianni G, Tzikas A, Rezzaghi M, Stolkova M, Palmieri C, Mori F, Santoro G. Periprocedural intracardiac echocardiography for left atrial appendage closure: a dual-center experience. JACC Cardiovasc Interv. 2014 Sep;7(9):1036-44. doi: 10.1016/j.jcin.2014.04.014.
  9. Berti S, Santoro G, Palmieri C, Meucci F. Tools and Techniques Clinical: transcatheter closure of left atrial appendage using the Amplatzer™ Cardiac Plug. EuroIntervention. 2013 Aug 22;9(4):524-6. doi: 10.4244/EIJV9I4A84. Review
Dal 8 aprile al 18 novembre 2020
Tutti i mercoledi dalle ore 16:00 alle 17:00
 
Mercoledì 16 settembre 2020 riprenderanno i lavori riguardo la Smart Consensus Conference COVID-19 AOU Careggi, come di consueto, dalle ore 16:00 alle ore 17:00.
Si coglie l’occasione per ringraziare i professionisti sanitari per il vivo interesse manifestato e per l’impegno profuso insieme a tutta la comunità scientifica.
 
La Direzione Sanitaria
 

 

 
Il forame ovale pervio (FOP) è una condizione comune nella popolazione sana (circa una persona su tre ne è portatrice, con prevalenza variabile al variare dell’età) dovuta alla persistenza di una comunicazione fra atrio destro e atrio sinistro del cuore. Questa comunicazione, che non è un vero foro quanto piuttosto un tunnel, non ha conseguenze sul normale funzionamento del cuore e non è da considerare di per sé una cardiopatia. La sua importanza in medicina deriva principalmente dalla possibilità che in alcuni pazienti essa può rappresentare la causa di un ictus cerebrale ischemico attraverso un fenomeno raro chiamato embolia paradossa (passaggio di un piccolo coagulo di sangue dalla circolazione venosa a quella arteriosa attraverso la comunicazione fra i due atri).
FOP ForameOvalePervio1
Immagine 1: Forame ovale pervio: una comunicazione fra atrio destro e atrio sinistro
 
Informazioni per i pazienti
 

 
Il forame ovale pervio (FOP) è una condizione comune nella popolazione sana (circa una persona su tre ne è portatrice, con prevalenza variabile al variare dell’età) dovuta alla persistenza dopo la nascita di una comunicazione fra atrio destro e atrio sinistro del cuore (Immagine 1). Questa comunicazione, che non è un vero foro quanto piuttosto un tunnel, è presente in tutti gli esseri umani durante la vita fetale ed è indispensabile alla ossigenazione del sangue fino alla nascita. Dopo pochi giorni o settimane dalla nascita il forame ovale tende spontaneamente a chiudersi. Tuttavia, questo processo di chiusura può risultare incompleto in una percentuale elevata di persone. L’eventuale persistenza del forame ovale pervio non ha conseguenze sul normale funzionamento del cuore e non è da considerare di per sé una cardiopatia. La sua importanza in medicina deriva principalmente dalla possibilità che in alcuni pazienti essa può rappresentare la causa di un ictus cerebrale ischemico attraverso un fenomeno raro chiamato embolia paradossa (passaggio di un piccolo coagulo di sangue dalla circolazione venosa a quella arteriosa attraverso la comunicazione fra i due atri).
 
immagine 2 embolia paradossa
Immagine 2: Descrizione schematica del meccanismo di embolia paradossa 

La diagnosi di ictus da embolia paradossa rappresenta una sfida per la neurologia e può richiedere indagini cliniche e strumentali anche complesse volte a confermare da un lato la diagnosi di ictus ischemico e, dall’altro, il suo probabile meccanismo embolico. La principale difficoltà sta proprio nella presenza del FOP in tantissime persone sane. È probabile che in un paziente che ha avuto un ictus la causa sia dovuta ad altre patologie e non al FOP, che in questi casi resterebbe solo uno “spettatore innocente”, per il quale non sono quindi necessarie terapie o interventi mirati a correggerlo. Se invece si arriva a stabilire che il FOP è stato implicato nell’origine dell’ictus (o anche di una più lieve ischemia cerebrale transitoria) esistono evidenze scientifiche che può essere indicato intervenire per chiuderlo con tecniche endovascolari (passando cioè attraverso le vene).

 
In base alle evidenze più recenti, la decisione di eseguire la chiusura percutanea deve essere sempre presa dopo formale valutazione del singolo paziente in Heart-Brain team. Candidati sono pazienti che abbiano: 
  • corretta diagnosi di ictus cerebrale ischemico correlato al forame ovale pervio (non tutti i pazienti con ictus cerebrale ischemico che abbiano forame ovale pervio devono essere sottoposti a chiusura)
Ci sono poi altre categorie di pazienti in cui può essere proposta la chiusura del forame ovale, ad esempio quelli con:
  • Sindrome platipnea-ortodeossia
  • Sindromi ipossiche dopo corretto inquadramento diagnostico specialistico pneumologico
  • Emicrania con aura refrattaria
  • Pregressa malattia da decompressione o attività subacquea.
In quest’ultimi casi l’attività dell’Heart-Brain Team viene coadiuvata dagli specialisti del caso.

Se il processo diagnostico porta a un forte sospetto che il FOP abbia causato l’evento cardio-embolico, viene normalmente somministrata aspirina come terapia di prevenzione di possibili recidive di ictus. È anche possibile chiudere il tunnel fra atrio destro e atrio sinistro attraverso tecniche mini-invasive trans-catetere (senza bisogno cioè di una operazione a cuore aperto) che prevedono l’impianto nel cuore di dispositivi o sistemi di sutura dedicati (vedi sotto). L’intervento si esegue in sala di Emodinamica (prevede quindi esposizione ai raggi X), mediante accesso percutaneo da una vena femorale che si trova nella piega dell’inguine, dal quale vengono inseriti gli strumenti per attraversare il FOP e, successivamente, il dispositivo di chiusura. Nel nostro laboratorio l’intervento è realizzato nella maggior parte dei casi in anestesia locale, con monitoraggio del posizionamento del dispositivo attraverso un’apposita sonda ecografica intracardiaca. In alternativa, l’intervento può essere fatto in anestesia generale utilizzando un monitoraggio ecocardiografico trans-esofageo. Il posizionamento e il rilascio del dispositivo avvengono seguendo criteri specifici di corretto impianto e stabilità. L’intervento ha una durata media complessiva (ingresso-uscita di sala) di circa un’ora. Il ricovero complessivo in ospedale prevede in genere due notti, quella prima dell’intervento e quella del giorno dell’intervento, Di solito viene prescritta una terapia con due farmaci anti-piastrinici (aspirina e clopidogrel) da proseguire se possibile almeno per 6 mesi. La successiva prosecuzione di aspirina sine die è decisa caso per caso in sede di rivalutazione al follow-up sempre a opera dell’Heart-Brain Team. Il dispositivo impiantato è permanente, non richiede sostituzioni ed è sempre compatibile con esami di risonanza magnetica se in futuro si dovessero rendere necessari.
Immagine 3: Descrizione schematica della chiusura percutanea con dispositivo a doppio disco
 

I principali device in uso presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi sono:

  • Amplatzer PFO Occluder: classico dispositivo a doppio disco in maglia di Nitinolo (una lega di nichel e titanio)

 20 PFO Occluder

Gore Cardioform Occluder: dispositivo a doppio disco costituito di alcuni fili di nitinolo rivestiti di tessuto in Gore-Tex

20 Cardioform Occluder

Noblestitch: sistema di sutura del forame ovale con punti di sutura non riassorbibili, senza rilascio di dispositivi permanenti all’interno del cuore.

20 Noble Stitch

Cocoon PFO occluder: dispositivo a doppio disco certificato “nichel-free”

20 CocoonPFO

Occlutech PFO Occluder: dispositivo a doppio disco in maglia di nitinolo, rivestita da ossido di titanio per minimizzare il rilascio di nichel

20 Occlutech PFO

 

Cosultabile al seguente link 
 

Vedi Modalità d'accesso all'Heart-Brain team
 

 
  • Inquadramento clinico dei pazienti con FOP (come descritto in dettaglio nel documento di Percorso Diagnostico-Terapeutico Aziendale)
  • Discussione dei casi dubbi (compresi pazienti con emicrania) rappresenta una buona parte delle consulenze eseguite, nelle quali spesso la rassicurazione del paziente porta a evitare interventi non necessari e a impostare percorsi diagnostico-terapeutici specifici.
  • Prescrizione e prenotazione di esami di approfondimento in base al quadro clinico (principalmente: Ecocolordoppler trans-cranico, Ecocardiogramma trans-esofageo, Holter cardiaco, Impianto di Loop Recorder, RM encefalo con studio dettagliato dei vasi, ricerca di segni di trombosi venosa, ecc.)
  • Informazione precisa e dettagliata del paziente sulla sua condizione e sui vantaggi e rischi delle decisioni a essa connesse. In ambulatorio disponiamo di materiale didattico e informativo che rende possibile una chiara comprensione della propria situazione e delle possibilità di intervento.
  • Valutazione di condizioni diverse dall’ictus nelle quali potrebbe essere da considerare la chiusura del FOP (emicrania, sindrome platipnea-ortodeossia, sindromi ipossiche, attività subacquea, embolie sistemiche)
  • Programmazione ed esecuzione degli interventi di chiusura percutanea del FOP con tecniche mini-invasive
  • Follow-up di pazienti sottoposti a chiusura percutanea


 

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Per dispositivo di protezione individuale (DPI) si intende qualsiasi attrezzatura destinata ad ad essere indossata a protezione degli operatori (mascherine, camici, calzari, guanti, tute, ecc.). Lavorare in sicurezza è obbligatorio e i lavoratori hanno il diritto di essere informati e salvaguardati da qualsiasi condizione di pericolo.
Di seguito sono riportati i dettagli sull'uso dei DPI da parte del personale in AOUC durante il periodo di emergenza Coronavirus:
 
 

 

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1- SOD Alcologia
2 - Ambulatori Alcologici
3 - Centro Alcologico Regionale Toscano - CART
4 - Alcol - più sai meno rischi
5 - Alcol e guida - se bevi non guidare
6 - Alcol & Guida - cosa dice la legge
7 - Regolamento tutela della salute dei lavoratori contro i danni da consumo di alcol

Alcol & Guida - cosa dice la legge (agg. 2019)

La normativa attuale italiana stabilisce come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro: guidare un veicolo oltre questo limite - e quindi in stato di ebbrezza - costituisce un reato, punito, oltre che con la perdita di 10 punti della patente, con le severe sanzioni previste dagli articoli 186 e 186 bis del Codice della Strada:

Guida con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l
- ammenda da 500 a 2000 euro,
- sospensione patente da 3 a 6 mesi.

Guida con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 g/l
- ammenda da 800 a 3200 euro,
- arresto fino a 6 mesi,
- sospensione patente da 6 mesi ad 1 anno.

Guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l
- ammenda da 1500 a 6000 euro,
- arresto da 6 mesi ad un anno,
- sospensione patente da 1 a 2 anni,
- sequestro preventivo del veicolo,
- confisca del veicolo (salvo che appartenga a persona estranea al reato).

La patente di guida è sempre revocata quando:
- il reato è stato commesso da conducente di autobus o di veicolo destinato al trasporto merci (con massa complessiva a pieno carico superiore alle 3,5 t),
- in caso di recidiva biennale (cioè se la stessa persona compie più violazioni nel corso di un biennio).
La revoca della patente viene inoltre disposta quando il conducente, con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l'influenza di droghe, ha provocato un incidente.

Le pene previste dall'articolo 186 comma 2 e 186 bis comma 3 del Codice della Strada sono raddoppiate se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale (in questo caso è disposto il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni, salvo che appartenga a persona estranea all'illecito).

Rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcolimetrico
L'accertamento alcolimetrico è eseguito attraverso uno strumento chiamato etilometro che misura la quantità di alcool contenuta nell?aria espirata. L'esame viene ripetuto due volte, effettuando due misurazioni successive a distanza di 5 minuti l'una dall'altra.
Il rifiuto di sottoporsi all'accertamento del tasso alcolemico è reato ed è punito, oltre che con la perdita di 10 punti della patente di guida, con le stesse pene previste per chi guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.

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Tabacco e infezioni respiratorie

È ormai dimostrato che il fumo di tabacco, attivo o passivo, nuoce gravemente la salute e favorisce le infezioni respiratorie. In questo periodo di alto rischio di infezione da COVID-19, il fumo di tabacco può essere un fattore di aggravamento.
Queste le ultime news dal momdo scientifico:

 

 20 Fumo Covid poster

 

 


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