Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

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L’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze sta realizzando un centro dedicato ai programmi di Preabilitazione per i pazienti che, destinati a importanti interventi di chirurgia maggiore, possono essere preparati ad affrontare questi eventi impegnativi. Il professor Gabriele Baldini, fiorentino rientrato in Italia dalla McGill University in Canada, fra i centri più avanzati nello studio delle tecniche di riabilitazione preventiva, è ritornato all’Università di Firenze dove ha studiato e a Careggi, nella Sod Anestesia oncologica e terapia intensiva diretta dal professor Stefano Romagnoli, per avviare il primo programma italiano di Preabilitazione.

Il periodo che precede un intervento di chirurgia maggiore, dal momento della diagnosi al giorno dell’operazione - spiega Baldini - è normalmente considerato un tempo di attesa durante il quale i pazienti si sottopongono ad esami diagnostici che consentono di preparare la fase intra e post-operatoria. Questo periodo, che genera spesso ansia e timore, se ben impiegato in programmi personalizzati di preparazione psicofisica all’intervento, può diventare una fase preziosa per il paziente aumentando concretamente la capacità di affrontare lo stress operatorio e accelerare il successivo recupero. I programmi di Preabilitazione rappresentano inoltre un’opportunità per diffondere anche nei pazienti anziani e fragili stili di vita sani. L’esercizio fisico costante e buone abitudini alimentari potrebbero avere anche un impatto positivo nel miglioramento delle malattie cardiovascolari croniche, respiratorie e in alcune malattie metaboliche. È come prepararsi fisicamente e psicologicamente ad una maratona, la maratona della vita - aggiunge Baldini, che prosegue - la capacità funzionale di un paziente è determinata dall’efficienza cardiaca, polmonare, muscoloscheletrica e dallo stato nutrizionale e psicologico e viene ulteriormente ridotta dallo stress determinato dall’intervento chirurgico. Dopo la chirurgia la capacità funzionale necessita di molto tempo per ritornare ai livelli pre-chirurgici, ritardando quindi il ritorno alle attività normalmente svolte dal paziente. È per queste ragioni che il periodo che precede un intervento di chirurgia maggiore rappresenta un’opportunità fondamentale per preparare il paziente allo stress chirurgico aumentandone preventivamente la capacità funzionale e attenuando di conseguenza il declino indotto dalla chirurgia.

I maggiori sforzi del periodo pre-operatorio - ricorda Romagnoli - sono attualmente impiegati per individuare fattori di rischio medici quali ad esempio: diabete, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, con la finalità di poter predire il rischio di sviluppare complicanze postoperatorie e pianificare un adeguato trattamento chirurgico e anestesiologico. Scarsa attenzione è invece rivolta verso i fattori di rischio potenzialmente modificabili come la ridotta capacità funzionale, la malnutrizione e gli stili di vita poco sani e tendenzialmente sedentari come il fumo di sigaretta, l’abuso di alcol e la scarsa attività motoria, sebbene rivestano un equivalente valore prognostico. È ben noto - prosegue Romagnoli - che i pazienti con una ridotta capacità funzionale, ovvero con una ridotta capacità di compiere attività quotidiane, come pazienti anziani, pazienti con malattie oncologiche, fragili, malnutriti o socialmente emarginati, abbiano un rischio più elevato di sviluppare complicanze postoperatorie e una degenza ospedaliera prolungata con tassi di mortalità più elevati.

Siamo impegnati - afferma Baldini - per avviare al Careggi di Firenze il programma innovativo di Preabilitazione (in inglese Pre-Habilitation) che è stato sviluppato negli anni dal professor Francesco Carli della McGill University, con l’obiettivo di sfruttare il periodo pre-operatorio, al contrario dei programmi di Riabilitazione che intervengono dopo la chirurgia, con percorsi specifici di esercizio fisico aerobico e di resistenza, ottimizzando lo stato nutrizionale e proteico del paziente e mitigando l’ansia associata all’attesa dell’intervento chirurgico. Questo tipo di preparazione richiede un approccio strutturato e multidisciplinare che include numerose figure professionali: anestesisti, chirurghi, dietisti, fisioterapisti, geriatri, medici dello sport e psicologi che, con le loro competenze specifiche, possono preparare il paziente ottimizzandone e aumentandone le capacità funzionali prima dell’intervento.  La durata media è di circa 4-6 settimane, con sessioni di esercizio settimanali in centri specialistici o a casa a seconda delle necessità. I risultati degli studi svolti in questi anni hanno confermato che i programmi di Preabilitazione aumentano in modo significativo lo stato funzionale del paziente durante la preparazione all’intervento, mitigano il declino funzionale indotto dalla chirurgia e accelerano il recupero postoperatorio, raggiungendo a volte livelli funzionali anche superiori a quelli di partenza, soprattutto nei pazienti più fragili. Alcuni studi recenti hanno dimostrato anche una riduzione delle complicanze postoperatorie. 

La Pre-Habilitation - conclude Maria Teresa Mechi direttore sanitario di Careggi - costituisce un importante completamento del protocollo Enhanced recovery after surgery (ERAS) già attivato a Careggi da diversi anni e attualmente oggetto di un piano di sviluppo ulteriore e di estensione a più specialità chirurgiche. Questo si inserisce nelle risposte di eccellenza presenti a Careggi in campo oncologico e della chirurgia oncologia sia del fegato, del pancreas, del tubo digerente, ortopedica, toracica, otorinolaringoiatrica, neurochirurgica, oculistica, maxillofacciale. Si tratta di patologie per le quali la disponibilità di tecnologie quali la robotica e di altre tecniche innovative, messe a disposizione attraverso studi clinici per i quali viene chiesta la collaborazione dei professionisti di Careggi per le elevate competenze, costituisce un valore aggiunto importante. Vi è letteratura scientifica che dimostra come l'esecuzione di tecniche chirurgiche complesse in contesti altamente specializzati aumenti enormemente la possibilità di successo con esiti positivi per il paziente. A tale proposito i dati del Piano nazionale esiti (PNE) recentemente pubblicati mostrano risultati in termini di sopravvivenza per interventi per tumori del pancreas, rene, stomaco, retto, colon e tumori cerebrali operati a Careggi, migliori della media nazionale. 

 

È già attivo con due raparti di degenza medica il nuovo Blocco F, edificio di quasi 10mila metri quadri su 6 livelli, che l’Azienda ospedaliero–universitaria Careggi di Firenze ha realizzato in quattro anni, adeguando il progetto alle esigenze assistenziali della pandemia da Covid-19. La nuova opera, che completa il padiglione 12 DEAS sul viale San Luca, nella parte interna dell’area ospedaliera, rappresenta la fase conclusiva della costruzione del Nuovo Careggi come ultima ala di una gigantesca struttura che ospita, fra le attività più rilevanti, il Trauma Center, vari blocchi operatori, le cardiochirurgie e le terapie intensive del trauma.

“Da oggi all’ospedale universitario di Careggi ci sono 150 posti Covid in più. Di questi 42 posti per terapia semi intensiva, 46 per intensiva, il resto di posti letto normali. E’ un fatto molto importante perché la Toscana si prepara sempre di più ad accogliere e gestire la degenza di chi vive la progressività della malattia da Covid. Ci prepariamo a qualcosa che potrebbe succedere, anche se ci auguriamo che questi posti restino vuoti. Il livello di contagio è sempre alto e ci stiamo comunque attrezzando ed implementando le nostre difese”. A dirlo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani nella visita alla nuova struttura di Careggi.
“La gestione commissariale  - ha aggiunto il presidente - ci ha fatto i complimenti per il lavoro svolto dall’ufficio tecnico dell’Azienda ospedaliera universitaria di Careggi, per come sono stati attrezzate queste postazioni. Tutto il lavoro è stato fatto nel periodo della pandemia. Questa struttura potrà offrire ora una risposta alle esigenze della lotta al Covid, un domani sarà una risorsa in più a disposizione della sanità toscana. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati a tutti i livelli per rendere questo possibile, dalla direzione generale di Careggi, ai progettisti, ai costruttori, agli operatori sanitari che vi lavoreranno e gestiranno questi spazi. La nascita di questa struttura dimostra che anche in condizioni difficili la nostra organizzazione è in grado di lavorare”.

Il nuovo Blocco F rende attualmente disponibili oltre 150 nuovi posti letto, 35 al piano terra dedicati alle degenze del trauma, 24 di terapia intensiva e sub intensiva neurochirurgica pronti a supporto della Neurochirurgia che sarà trasferita dal padiglione CTO a completamento dei percorsi assistenziali del Trauma Center. Il secondo piano, in fase di allestimento ospiterà le attività di Ematologia e Trapianto di midollo osseo con 23 posti letto in stanze singole, attrezzate per l’isolamento dei pazienti leucemici. Al terzo piano sono già trasferite le Medicine Interne e d’urgenza con 35 letti complessivi, già trasferiti anche gli altri 35 posti letto del reparto di degenza ordinaria di area medica. A questi si aggiungono il primo e il quarto piano che potranno essere, in caso di necessità, dedicati a reparti Covid con letti ordinari e terapie intensive.

La programmazione e l’investimento
Il nuovo Blocco F è stato realizzato con un investimento complessivo di circa 26 milioni di euro da fondi regionali, aziendali, ministeriali e dal Decreto Rilancio del 2020 è stato realizzato da NBI del Gruppo Webuild. L’appaltatore, già impegnato nella costruzione delle precedenti aree del Padiglione 12 DEAS è una realtà multinazionale con esperienza nella realizzazione di altre 150 strutture sanitarie nel Mondo: Europa, Medio Oriente, Sud America, Africa e Asia. Il progetto è stato adeguato in corso d’opera alle nuove esigenze assistenziali emerse a causa della Pandemia. In caso di necessità il Blocco F è strutturato e attrezzato per diventare ospedale Covid con aree isolate dalle altre attività, sul modello del primo Covid Center nato a Careggi dalla riconversione del vecchio padiglione delle Cliniche Chirurgiche, fino ad oggi principale riferimento della rete ospedaliera regionale e dell’area metropolitana fiorentina per l’assistenza nel corso delle ondate pandemiche.

Le due strutture sono entrambe pronte per essere attivate in configurazione Covid Center in caso di massiccia ondata pandemica, con l’intento di fronteggiare improvvisi incrementi dei ricoveri per Covid-19, ma soprattutto di consentire, per quanto possibile, al resto dell’Ospedale di proseguire con la programmazione ordinaria delle altre attività sanitarie. Per questo le degenze ordinarie del Nuovo Blocco F sono state concepite come reparti di terapia subintensiva. Gli impianti di adduzione dei gas medicali sono stati progettati, come portata e ricambi d’aria, per garantire flessibilità e capacità di ventilazione ai pazienti in tutti i percorsi sanitari all’interno del nuovo blocco. Le linee dati sono state potenziate, in termini di capacità di trasmissione e prese dati, per garantire l’attivazione del monitoraggio a distanza della maggior parte dei pazienti.

Il cantiere in corso di pandemia
I lavori del Blocco F sono partiti nel 2018 poco prima dell’inizio della pandemia e si sono conclusi nel 2021. Un impegno difficile e complesso dell’Area Tecnica di Careggi e delle ditte coinvolte, per il rispetto dei tempi, per le difficoltà di reperimento dei materiali a causa dell’emergenza mondiale causata del Covid e per gli interventi necessari a fronteggiare al meglio le nuove esigenze assistenziali imposte, in corso d’opera, dal virus e dalle sue mutazioni. Per questo sono stati eseguiti lavori di potenziamento di vari impianti e in particolare dei sistemi di climatizzazione e trattamento dell’aria, con una variante al progetto originale che ha coinciso con la prima ondata Covid. Un gigantesco cantiere che si è fermato soltanto per meno di due mesi nel 2020 a causa del lockdown generale. Un cantiere al centro dell’area sanitaria in piena attività del più grande ospedale Covid del centro Italia e per questo soggetto anche i rigorosi vincoli sul rispetto delle procedure di sicurezza per la prevenzione del Coronavirus.

Dal punto di vista tecnico il Blocco F del DEAS costituisce il completamento dell'esteso intervento di riorganizzazione e ampliamento delle Chirurgie generali in attuazione dell’art. 20 della L. 67/88, programma straordinario di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico. E’ stato realizzato a seguito dei provvedimenti della direttore generale n. 63 del 25/01/2018, n. 40 in data 21-01-2020, n. 541 in data 23-10-2020 con i quali sono stati affidati all’ATI aggiudicataria dell’appalto principale, ai sensi dell’art. 57, comma 5, lettera a) del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., i lavori complementari relativi alla realizzazione dell’opera.

Maternità Careggi Firenze oltre 3mila parti nel 2021: il 6% in più rispetto all’anno precedente, in controtendenza sulla denatalità nazionale

Alla Maternità di Careggi, quindici minuti dopo la mezzanotte, è nata la prima bambina del 2022 nell’Azienda ospedaliero universitaria fiorentina, lo annuncia il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani in visita il primo giorno dell’anno all’Ospedale Careggi per un saluto alle operatrici e agli operatori impegnati nell’area nascita e a tutti i lavoratori dell’Azienda.

Sono 3140 i nati a Careggi nel 2021, lo ricorda il Professor Felice Petraglia direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda ospedaliero universitaria fiorentina.
La Maternità di Careggi, Ospedale Amico del Bambino, nel rispetto dei protocolli Unicef su parto naturale e allattamento al seno – prosegue Petraglia – è una struttura specializzata nelle gravidanze ad alto rischio e si conferma la prima come volumi in rapporto alla complessità della casistica nel sistema toscano e nell’area metropolitana fiorentina. Un aumento delle nascite c’è stato anche nel Centro Nascita Margherita, che offre la massima naturalità all’evento parto, non medicalizzato, ma comunque all’interno dell’area sanitaria.

Certamente avrà influito il timore della pandemia nella scelta della nostra ostetricia con 141 nati da mamme Covid positive – aggiunge il professor Federico Mecacci, responsabile della Unit Materno Fetale – ma il successo è soprattutto merito dell’impegno e dell’alta professionalità dei nostri medici e delle ostetriche che hanno saputo aiutare i futuri genitori nel percorso nascita.  Le maggiori difficoltà in epoca Covid sono state superate gestendo al meglio i divieti, le limitazioni e le difficoltà del distanziamento, senza mai trascurare gli aspetti profondamente emotivi e relazionali che caratterizzano la gravidanza e il parto.

Di fronte a un ulteriore decremento di circa 5% della natalità a livello Nazionale – commenta il professor Carlo Dani, direttore della Terapia Intensiva Neonatale – vogliamo interpretare gli oltre 3mila nati di Careggi come un segnale positivo nell’epoca pandemica e delle paure del Covid-19. Con l’augurio di tutto il Dipartimento Materno-Infantile per il 2022 – conclude Petraglia –perché la Maternità di Careggi si confermi sempre pronta a supporto dei genitori e dei loro bambini. 

Malattie metaboliche congenite: attivo l’ambulatorio della transizione delle cure, per giovani pazienti diventati adulti, dal pediatrico Meyer all’Azienda Careggi, esperienza di continuità assistenziale fra le prime in Italia

Attivo da dicembre l’ambulatorio congiunto per la presa in carico dei giovani pazienti adulti affetti da malattie metaboliche congenite, dedicato al passaggio o transizione assistenziale tra le aziende ospedaliero – universitarie fiorentine del pediatrico Meyer e del Careggi. Nuovo modello di continuità delle cure previsto dalla Regione Toscana in collaborazione con l’Associazione Malattie Metaboliche Congenite (AMMeC). Le attività sono state presentate in occasione di un incontro tecnico, che si è svolto a Careggi nei giorni scorsi. 

“E’ giusto dare risalto alla partenza ufficiale di questo ambulatorio di transizione, che testimonia come un progetto importante, fortemente voluto e condiviso da associazione pazienti, aziende e Regione, si sia tradotto in realtà  -  commenta l’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini -. E’ anche importante ricordare che c’è stato un prezioso lavoro preparatorio, non certo facilitato dal periodo emergenziale in corso, per individuare le figure professionali da coinvolgere e formare, così come gli spazi da dedicare, e soprattutto per affrontare problematiche organizzative, legate alla complessità di un progetto innovativo. Ringrazio in particolare l’associazione AMMeC, con la quale abbiamo stipulato un accordo di collaborazione, per il prezioso contributo e supporto non solo economico. Questo progetto intende rispondere all’esigenza di una presa in carico multidisciplinare, programmata e condivisa nel periodo delicato della transizione per un gruppo di patologie rare, quali le metaboliche, già oggetto dell’implementazione del sistema di screening neonatali toscano che, primo a livello nazionale, ha consentito di garantire, subito dopo la nascita, quell’assistenza che ha permesso ai nostri bambini di crescere e diventare adulti”.  

In Italia si stima che nasca un bambino affetto da una malattia metabolica ereditaria ogni 500 nati – spiega Maria Alice Donati direttrice della SOC Malattie Metaboliche e Muscolari del Meyer – a Firenze ad oggi sono circa 400 i pazienti adulti attualmente in carico all’Azienda ospedaliero – universitaria pediatrica. Queste patologie genetiche rare coinvolgono diversi organi: sistema nervoso centrale, cuore, apparato muscolo-scheletrico ed entero-epatico. Possono essere trattate – prosegue Donati – con terapia dietetica, alimenti speciali, terapia enzimatica sostitutiva, farmacologica, vitaminica, fino al trapianto d’organo: fegato, cuore, e cellule staminali ematopoietiche. Per alcune malattie, inoltre è in fase avanzata di studio la terapia genica. Cure mirate e nei casi più gravi terapie salvavita – conclude Donati – specie in fase precoce di malattia e un adeguato follow-up, modificano la storia naturale di questi pazienti, prevenendo la disabilità. 

Lo screening neonatale attivo da anni in Regione Toscana – sottolinea Cristina Scaletti Responsabile clinico della Rete Regionale per le Malattie Rare, permette di individuare alcune patologie metaboliche subito dopo la nascita e di iniziare la terapia, in alcuni casi, in fase pre-sintomatica. Questo, assieme alle nuove terapie, consente ai bambini affetti da malattie metaboliche congenite di raggiungere l’età adulta, il che rende prioritario l’adeguamento dei percorsi di cura assicurando un’adeguata transizione assistenziale nelle varie fasi della vita. 

La fattiva collaborazione dell’Associazione Pazienti con i professionisti delle due strutture specialistiche di Careggi e Meyer ha permesso di tracciare non solo un percorso, ma un vero e proprio modello di “transitional care” che può essere di riferimento per altre malattie sia rare che non - ricorda Cecilia Berni, Responsabile organizzativo della Rete Regionale della Malattie Rare - un modello unico nel panorama nazionale. 

In Toscana – ricorda Simonetta Menchetti, presidentessa dell’Associazione Malattie Metaboliche Congenite onlus (AMMeC) – fino ad oggi i pazienti adulti o in età adolescenziale con malattie metaboliche congenite sono in carico al Meyer di Firenze che rappresenta un centro di eccellenza a livello internazionale. Si stima che il numero di circa 400 pazienti in età adulta o adolescenziale, affetti da malattie metaboliche congenite sia inevitabilmente destinato a crescere, grazie a terapie sempre più efficaci nel migliorare qualità e aspettativa di vita”. Per questo – aggiunge Menchetti – con l’impegno della nostra associazione e le risorse del Sistema sanitario della Regione Toscana attraverso il Meyer e Careggi, è stato possibile realizzare questo progetto. 

Le malattie metaboliche sono uno degli esempi più eclatanti dell’efficacia di screening neonatale, terapia precoce e cure personalizzate, grazie alle quali numerosi pazienti sono ormai diventati adulti. Grazie a questo percorso di transizione potranno avere cure personalizzate in ambiente consono alle loro nuove esigenze - dichiara Francesca Bellini direttore sanitario del Meyer. 

Un progetto di transizione assistenziale – spiega Maria Teresa Mechi direttore sanitario dell’Azienda Careggi - articolato in più fasi: in primo luogo per il percorso di transizione è stata individuata come struttura più idonea tra quelle dell’adulto la SOD Medicina interna Interdisciplinare dell’Azienda Careggi diretta dal professor Domenico Prisco, con esperienza nella presa in carico di pazienti complessi affetti da patologie croniche rare del sistema immunitario. Successivamente è stato programmato un percorso di formazione biennale di un giovane medico dell’adulto presso il Meyer, nelle attività cliniche e gestionali dei pazienti affetti da malattie metaboliche. La SOC Malattie Metaboliche del pediatrico, per facilitare questo scambio di conoscenze, ha organizzato un ambulatorio in day hospital per pazienti adulti. Infine, si è provveduto negli ultimi mesi alla costruzione di un percorso ambulatoriale e terapeutico per questi pazienti all’interno di Careggi. 

Da venerdì ad oggi - comunica la Direzione dell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze - sono stati individuati 58 casi probabili di variante Omicron del virus Covid-19 e sono in corso le conferme con le analisi di sequenziamento. La provenienza riguarda prevalentemente l’area metropolitana fiorentina. Le analisi sono in corso nel Laboratorio di microbiologia e virologia di Careggi e i tecnici precisano che sono necessari circa 5 giorni per il responso definitivo.
La ricerca della variante Omicron è ormai esame di routine su tutti i tamponi postivi che arrivano a Careggi in qualità di sede di laboratorio di area vasta centrale del territorio toscano. Attualmente in media sono esaminati fra i 100 e i 150 tamponi al giorno, con volumi variabili in rapporto al totale dei positivi.

La Direzione dell’Azienda Careggi informa l’utenza che mercoledì 15 dicembre 2021 dalle 14:30 alle 17:30 le attività del Centro Prelievi della Piastra dei servizi subiranno rallentamenti a causa della migrazione degli applicativi informatici per l’accettazione e la refertazione dei campioni di laboratorio sui server di Regione Toscana. L’Azienda si scusa per i probabili disagi necessari al completamento di una procedura utile al miglioramento complessivo del servizio.

Careggi è fra le aziende italiane ad aver ricevuto dalla Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, il riconoscimento dei tre bollini rosa come Ospedale dalla parte delle donne.

L’attestato, già conseguito nelle precedenti edizioni dell’iniziativa, conferma anche per il 2022 – 2023 la presenza, dell’Azienda ospedaliero – universitaria e della Maternità di Careggi in particolare, nel network www.bollinirosa.it quali strutture ad alta complessità assistenziale e sensibilità nella gestione delle esigenze relative alla domanda di salute femminile.

Fanno parte del network – spiega una nota la Fondazione Onda – gli ospedali che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie dell’universo femminile ma anche quelle che riguardano trasversalmente uomini e donne, in ottica di genere.

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Azienda Careggi Firenze 19/10/21 visita Struttura Commissariale Emergenza Covid, previsto Punto stampa con Presidente Giani ore 11:00 Nuovo Ingresso (NIC) in Largo Brambilla

In occasione della visita dei componenti della Struttura Commissariale per l’Emergenza Covid-19 all’Azienda Careggi di Firenze, in programma martedì 19 ottobre 2021, è previsto alle ore 11:00 un Punto stampa con il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’Assessore alla Sanità Simone Bezzini al Nuovo Ingresso Careggi (NIC) in largo Brambilla

La Commissione Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali del Comune di Firenze ha ospitato in audizione, alla fine di luglio, la dottoressa Anna Maria Grosso, Responsabile Scientifico Percorso Ambulatoriale Complesso e Coordinato (PACC) per il nodulo polmonare dell’Azienda Careggi, che ha illustrato il percorso ambulatoriale dedicato alla sospetta patologia neoplastica toraco-polmonare.

“Nel corso della Commissione – ha sottolineato la presidente Mimma Dardano – é stato messo in evidenza il percorso virtuoso di Careggi per chi presenta neoplasie al polmone. Nel 2011 è stato attivato, dalla Regione Toscana, un nuovo modello organizzativo per la diagnostica di varie patologie. Questo programma, chiamato “Day Service”, è un modello organizzativo che offre percorsi finalizzati a una risposta rapida e appropriata al bisogno di salute. 

Nel 2014 questo modello è stato attuato a Careggi attraverso un percorso ambulatoriale PACC dedicato per alla sospetta neoplasia polmonare. Attualmente l’offerta settimanale di Careggi, prevede 15 prime visite, tre visite fast truck per il Pronto Soccorso e 5 visite per le urgenze. Nei 5 anni di attività nel servizio Day Service del PACC ci sono stati circa 1650 percorsi ambulatoriali aperti e anche durante la pandemia sono stati aperti circa 300 percorsi per sospetta neoplasia polmonare.

Fonte Ufficio Stampa Comune di Firenze

Si è svolta stamani una visita del Questore di Firenze Filippo Santarelli al Posto di Polizia del Pronto Soccorso dell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi, per l’avvicendamento alla guida dell’ufficio. In occasione della visita il dottor Santarelli ha incontrato il Direttore Generale di Careggi Rocco Damone che ha ringraziato gli operatori della Polizia di Stato per l’impegno quotidiano al fianco dei medici e degli infermieri al servizio dell’utenza, ribadendo piena collaborazione e sintonia di intenti a tutela della salute e sicurezza dei cittadini.

Trentanove litri d’olio, prodotto dagli ulivi nell’area verde dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria Careggi, sono stati donati dall’Ospedale a Casa Caciolle di Don Vincenzo Russo - Presidente dell'Opera della Divina Madonnina del Grappa - per l’accoglienza di detenuti a fine pena per il reinserimento nella società civile e alla Parrocchia dei Santi Fiorentini retta dal Parroco Don Marco Zanobini che gestisce la  mensa diffusa di quartiere della Caritas diocesana per l'aiuto ai bisognosi.

La raccolte delle olive, dalle 125 piante nell’area verde dell’Ospedale -  spiega il dottor Domenico Gianarro incaricato della gestione amministrativa per la produzione e la donazione dell’olio - è una procedura che avviene  attraverso una pubblica manifestazione di interesse. É un impegno che ogni anno affrontiamo con entusiasmo - conclude Gianarro - per contribuire alla solidarietà verso chi ha bisogno e alla cura e preservazione del patrimonio verde dell’Azienda Careggi.

La Direzione dell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi si unisce al personale della Sanità fiorentina nell’esprimere solidarietà ai lavoratori impegnati nella manifestazione contro i licenziamenti.
È importante – commenta Rocco Damone direttore generale AOUC – porre la necessaria attenzione alle conseguenze della perdita del lavoro in un periodo di Pandemia, non solo e principalmente per i singoli lavoratori direttamente interessati, ma anche rispetto alla salute pubblica di una comunità di cittadini la cui tutela dipende, in gran parte, da una corretta gestione sanitaria nei luoghi di lavoro in termini di prevenzione, vaccinazioni e controlli efficaci contro la diffusione del Covid.

Gli antidepressivi con effetti su molecole presenti nel cervello, come serotonina e noradrenalina, hanno la capacità di ridurre i livelli nel sangue di interleukina 6, la sostanza responsabile delle gravi reazioni infiammatorie e dei conseguenti danni al tessuto polmonare nei pazienti affetti da Covid-19. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Panminerva medica”, che riporta i dati di una ricerca realizzata nell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi di Firenze.

L’interleukina 6 – spiega Leonardo Fei autore dello studio, medico psichiatra e direttore della Psiconcologia di Careggi – attivata in modo abnorme dal Covid-19 è la molecola principalmente coinvolta nella tempesta infiammatoria responsabile della maggior parte dei danni causati dal Coronavirus all’organismo e in particolare all’apparato respiratorio.

Abbiamo osservato – prosegue Fei – che alcuni pazienti colpiti dal virus, anche se debilitati da gravi patologie pregresse e quindi particolarmente a rischio, mostravano sintomi e danni attenutati rispetto ad altri nelle medesime condizioni. Abbiamo individuato la causa della minor gravità nel trattamento, già prima del ricovero per Covid-19, con alcuni antidepressivi caratterizzati da effetti sulla preservazione dei livelli di serotonina e noradrenalina nel cervello, molecole fondamentali nella terapia della depressione.

Lo studio realizzato in collaborazione con le Malattie infettive, l’Immunoallergologia e i reparti Covid della Medicina interna di Careggi – precisa Fei – apre un orizzonte sulla comprensione dei meccanismi biochimici alla base delle reazioni infiammatorie da Coronavirus e in prospettiva allo sviluppo di nuove terapie che, è sempre bene chiarire – conclude Fei – non sono assolutamente riferibili all’uso inappropriato degli anti depressivi, che devono essere impiegati sotto stretto controllo medico e nel massimo rispetto delle indicazioni attualmente prescritte dalle linee guida internazionali e dagli organi sanitari competenti.

L'Unità Spinale di Firenze e il suo Gruppo Sportivo sono al fianco di Alex Zanardi e al suo progetto.

La tappa a Firenze è prevista per martedì 13 luglio 2021, con arrivo degli atleti per le ore 11.30 circa, che saranno accolti dall’Unità Spinale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze. Lo annuncia una nota del Gruppo Sportivo Unità Spinale Firenze Onlus. 

Obiettivo Tricolore – prosegue la nota – è la grande staffetta di Obiettivo 3. L’iniziativa, nata nella primavera del 2020 per lanciare un segnale di speranza all’Italia dopo il lockdown, riparte quest’anno con lo stesso spirito ed il motivatore è sempre e comunque Alex Zanardi.

Ad accompagnare i ciclisti disabili – spiega il Gruppo Sportivo – sarà come testimonial anche l’alpinista Simone Moro, personaggio di alto valore negli sport di Montagna, amico di Alex e grande motivatore, che coinvolgerà pazienti e operatori con un breve intervento prima di ripartire per la tappa successiva prevista intorno alle 14 circa.

Lo sport paralimpico e gli atleti disabili – conclude la nota – vogliono continuare a fare sentire la propria voce e rappresentare un esempio concreto per quanti cercano di superare le piccole e grandi sfide della vita. Questa edizione, lunga tre settimane dal 4 al 25 luglio, conterà su 65 tappe che attraverseranno 18 regioni d’Italia da nord a sud, grazie alla partecipazione di 70 atleti paralimpici che si passeranno di mano in mano il testimone. 

Il Dipartimento Materno Infantile dall’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi di Firenze partecipa all’iniziativa (H)-Open Day di Ginecologia in programma il 29 giugno 2021 organizzata, dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, negli ospedali premiati con il riconoscimento Bollini Rosa per l’impegno nella cura delle patologie femminili. Sono aperte le prenotazioni per screening e visite gratuite. Info su www.bollinirosa.it

Padiglione Maternità dalle 8 alle 14, Servizio di Colposcopia e Laserchirurgia HPV TEST, test di screening per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina con consegna del referto per via telematica entro 30 giorni dall'esame, con allegato consiglio medico ed eventuale presa in carico dei casi positivi. È necessaria la prenotazione allo 0557947605 dalle 10 alle 13 o per mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Unità spinale CTO in Largo Palagi, stanza 47, dalle 9 alle 13, Ostetricia e Ginecologia dedicata alla disabilità: consulenze e colloqui in presenza nell’ambito del Percorso PASS. È necessaria la prenotazione al numero 0557947605 dalle 10 alle 13.

Rosa Point Padiglione Maternità, dalle 15 alle 18 piano -1, stanza 109, visite ginecologiche, ecografia pelvica, Hpv test per pazienti con disabilità motoria nell’ambito del Percorso PASS. Si accede all'Ambulatorio passando dall'Accettazione ostetricia e ginecologia raggiungibile in auto all’ingresso all’area ospedaliera su via Caccini e quindi dalla strada interna via Lungo il Rio Freddo. È necessaria la prenotazione al numero 0557947605 dalle 10 alle 13.

Maternità, Procreazione Medicalmente Assistita incontro virtuale aperto al pubblico, senza prenotazione: "Preservazione della fertilità: una luce di speranza nelle pazienti oncologiche” il 29 giugno alle 12:30 al link https://meet.google.com/fqh-sgny-kmj

Le alterazioni del sodio possono fornire utili indicazioni durante il ricovero rispetto alle possibilità di superare l’infezione da Covid-19, è il risultato di uno studio basato sull’osservazione di 380 pazienti assistiti, nell’Azienda ospedaliero – universitaria fiorentina Careggi, nella prima fase della pandemia. Lo afferma il professor Alessandro Peri, autore dello studio pubblicato sull’European Journal of Endocrinology, e responsabile della Unit dedicata alle patologie ipotalamo-ipofisarie e alterazioni del sodio, all’interno della SOD complessa di Endocrinologia di Careggi diretta dal professor Mario Maggi.

Le concentrazioni sieriche del sodio - spiega Peri - fisiologicamente sono racchiuse in un intervallo compreso tra 135 e 145 milliequivalenti per litro. Vari studi, fra cui quello sul rapporto sodio e Covid-19 realizzato a Careggi, hanno evidenziato in diverse patologie un aumentato del rischio di mortalità quanto più ci si discosta da questi valori di riferimento. In particolare – prosegue Peri – nello studio pubblicato ridotte concentrazioni di sodio nel sangue (iponatremia) sono emerse nel 22.9% dei pazienti al momento del ricovero. Questa condizione si è evidenziata come indice di complessità di malattia nell’infezione da Covid-19. In particolare, le concentrazioni di sodio nel sangue correlano in modo diretto con i parametri di funzione respiratoria e in modo inverso con i livelli della citochina pro-infiammatoria IL-6 coinvolta nel danno al tessuto polmonare.

L’iponatremia - aggiunge Peri - è risultata un fattore di rischio indipendente per il ricorso a sistemi di respirazione assistita e quindi al trasferimento dei pazienti in terapia intensiva. Ancor più rilevante è stata l'associazione tra iponatremia e maggior rischio di morte, fino a 2.7 volte in più rispetto ai pazienti con valori normali del sodio. Questi dati - conclude Peri - indicano come un parametro rapidamente ottenibile, come il livello di sodio nel sangue, può essere un indicatore precoce di gravità nei pazienti affetti da Covid-19 e quindi essere di utilità clinica per identificare i soggetti a maggior rischio di progressione della malattia.

È stato dimesso l’ultimo paziente del Covid Center di Careggi, il padiglione bolla preparato nell’aprile del 2020 in previsione della seconda ondata pandemica e attivato dal Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani alla fine dello scorso ottobre. Da quel momento ad oggi – ricorda il Direttore Generale Rocco Damone – la struttura ha assistito 974 pazienti su un totale di 2913 pazienti Covid-19 ricoverati a Careggi dall’inizio della pandemia, nel marzo del 2020.
 
"Mentre la campagna di vaccinazioni, con il salto di qualità di queste settimane, ci sta aiutando a dare la spallata finale al virus - commenta il presidente della Regione Eugenio Giani - la chiusura del Covid center di Careggi è  una splendida notizia e, insieme, la conferma che abbiamo scelto una strategia che si è rivelata vincente. Quando, nell'ottobre dello scorso anno, abbiamo inaugurato questa struttura, nel momento in cui la curva della pandemia si stava nuovamente impennando, abbiamo scommesso sul lavoro di squadra fra Azienda, Estar, operatori sanitari e sulla capacità di coordinamento e organizzazione che hanno consentito di gestire al meglio una malattia così grave e complessa, senza peraltro venir meno alle necessità dei pazienti colpiti da altre patologie che, in un'Azienda grande e polispecialistica, con tante attività d'eccellenza come Careggi, hanno comunque avuto sempre una pronta risposta. Oggi, nonostante la fatica, le sofferenze fisiche e psicologiche, il dolore per le vittime a cui va il mio ricordo, credo che tutti gli operatori di questo ospedale possano dire di essere usciti arricchiti dal punto di vista professionale ed umano, da questa terribile esperienza. Pronti a riprendere l'attività ordinaria con la competenza, l'attenzione e la qualità di sempre".  

Nella seconda e terza ondata – prosegue Damone – dallo scorso settembre ad oggi, sono stati complessivamente ricoverati 2305 pazienti a Careggi e  oltre il 40% di questi  è stato assistito nel Covid Center. La struttura dotata di livello assistenziale ordinario ed intensivo ha accolto 167 ricoverati all’interno del Padiglione nei 16 letti di terapia intensiva e oltre 800 pazienti nei 57 posti letto ordinari, per un totale di circa 10mila giornate di ricovero complessive. Gli esiti del Covid Center di Careggi segnano una percentuale di guarigione di circa l’85% – precisa Damone – in linea rispetto alla gravità della Pandemia con una mortalità del 16%. Grazie alla lungimiranza del Presidente Giani che ha creduto fin dai primi momenti in questa strategia organizzativa il Covid Center – conclude Damone – ha consentito di preservare oltre alle attività oncologiche e alle urgenze anche molte altre prestazioni ad alta complessità e di garantire il necessario supporto all’Area Vasta, nei momenti di maggiore diffusione del virus.
 
Carolo Nozzoli Direttore del Dipartimento DEAS sottolinea "la dedizione del personale, medici, infermieri e operatori sociosanitari che hanno lavorato in grande armonia riuscendo a coordinare competenze provenienti da diversi percorsi e strutture dell’Ospedale, confermando che in questo spirito di collaborazione è la chiave del successo contro le grandi malattie”. 
 
“Abbiamo costruito una grande squadra - ricorda il dottor Giovanni Cianchi che è stato responsabile clinico della Terapia intensiva del Covid Center diretta dal dottor Adriano Peris - 12 anestesisti supportati dagli specializzandi che è riuscita a fronteggiare una malattia molto grave, diventata sempre più pericolosa con il passare del tempo e aggressiva verso pazienti sempre più giovani, siamo professionalmente rafforzati da questa esperienza, ma resta il dolore per le persone che non abbiamo potuto salvare”.
 
Il dottor Alessandro Morettini, in qualità di responsabile organizzativo del Covid Center, ha apprezzato “la capacità di reazione dell’Azienda di fronte all’emergenza Covid, con una risposta organizzativa efficace, grazie ai vari professionisti che si sono impegnati in un lavoro faticoso e non privo di rischi. Pensiamo di aver imparato molte cose, a utilizzare tecniche e farmaci nuovi e abbiamo migliorato la capacità di lavorare insieme.
 
Lara Giuntini coordinatrice infermieristica della Terapia intensiva del Covid Center aggiunge “come infermieri ci siamo confrontati con colleghi provenienti da esperienze professionali diverse e questo ci ha arricchito dal punto di vista professionale e umano. Di fronte ad una malattia molto grave che ha fatto tante vittime i successi che siamo riusciti a ottenere ci hanno ripagato della fatica fisica ed emotiva in questi lunghi mesi di lotta al Covid in terapia intensiva”.
 
Anna Maria Cristino responsabile delle degenze mediche del Covid Center, nell’ambito del coordinamento della Caposala Giuseppina Gallo, ringrazia i colleghi per l’impegno a fianco dei pazienti e ricorda questo periodo di grande lavoro pensando ai malati, in particolare a quelli che non è stato possibile salvare, per il sacrificio di tanti operatori e per onorare la memoria di queste persone è importante tornare alla normalità seguendo le necessarie regole di prudenza per la prevenzione del contagio”.  

È stato condotto nell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi di Firenze il primo studio italiano pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Blood Transfus” su una paziente, ora in buone condizioni, colpita dalla rarissima reazione allergica con effetti sulla coagulazione del sangue da vaccino anti Covid-19 a vettore virale.

La ricerca è stata eseguita dalle Malattie Aterotrombotiche dirette dalla professoressa Rossella Marcucci che spiega come: “la definizione di protocolli diagnostici e terapeutici adeguati, applicati tempestivamente, sia in grado di ridurre nettamente i danni e la mortalità nei rarissimi casi di reazione allergica sulla coagulazione, segnalati nei mesi scorsi in Europa”.

Grazie alla messa a punto di questi protocolli – prosegue Marcucci – è stato possibile individuare e intervenire efficacemente su una paziente, seguita a distanza da Careggi, prima che la reazione allergica al vaccino causasse danni irreparabili.

Come dimostra il nostro studio – aggiunge Marcucci – è di fondamentale importanza la disseminazione dei protocolli nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale e l’identificazione dei centri di riferimento per assicurare a tutti i pazienti buone probabilità di superare indenni gli effetti di questa rara reazione allergica.  Un motivo in più – conclude Marcucci – per affrontare serenamente la vaccinazione contro il Covid-19.

Careggi aderisce all’iniziativa H-Open Day Reumatologia organizzata da Fondazione Onda https://www.bollinirosa.it lunedì 3 maggio dalle 9 alle 14 informazioni ai cittadini al 3346667688 https://www.bollinirosa.it/h-open-day-reumatologia-0

L’Azienda Careggi sta contattando direttamente, via telefono, per la vaccinazione anti Covid-19 i pazienti appartenenti a 4 categorie prioritarie tra quelle definite estremamente vulnerabili dalle liste dalla Regione Toscana. 

Sono pazienti affetti da patologia oncologica, trapianto di organi o cellule staminali, malattie autoimmuni e immunodeficienze primitive, malattie neurologiche. 

Le telefonate arrivano da numeri di cellulare assegnati a operatori di Careggi che seguono gli elenchi predisposti da Regione Toscana, non vi sono numeri di Careggi da contattare da parte dell’utenza per prenotare. Per informazioni telefoniche sulla campagna vaccinale è attivo il numero regionale 055.9077777 tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 16:00 oltre alla pagina web https://www.regione.toscana.it/-/vaccinazione-anti-covid-19


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