Convegno ADHD nel bambino e nell’adulto, consapevolezza e interventi multimodali, CTO 21/02/26
Data:
20 Febbraio 2026
Più attenzione all’attenzione, o meglio al disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD): non solo nel bambino ma anche nell’adulto. É questo il tema del convengo in programma il 21 febbraio 2026 nell’Auditorium del CTO dell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi a Firenze a partire dalle 8:45. L’evento intitolato: “ADHD nel bambino e nell’adulto, consapevolezza e interventi multimodali” è organizzato da AIFA APS Associazione Italiana Famiglie ADHD, in collaborazione con la Sezione Psichiatria del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Firenze e l’Azienda Careggi.
“Questo disturbo – spiega il professor Francesco Rotella, responsabile scientifico del convegno e psichiatra a Careggi nella Sod diretta dal Professor Valdo Ricca – è sempre più diagnosticato anche nell’adulto. Gli specialisti, i pazienti e i loro familiari stanno acquisendo consapevolezza dei sintomi connessi ad un disagio tanto rilevante quanto sommerso. Nonostante ciò, questo problema può oggi essere spesso mascherato dalle dinamiche di una società sempre più frenetica e dal cambiamento delle strategie comunicative che oggi richiedono livelli di attenzione che raramente superano i 40 secondi”.
“Si stima – prosegue Rotella – che la popolazione con disturbi classificati nell’ambito delle neuro-divergenze di cui fanno parte sia l’ADHD che l’autismo si manifestino in modo variabile da un minimo a un massimo di gravità fra il 5 e il 10% della popolazione totale. L’insorgenza del disturbo di attenzione è sempre nella fase pediatrica, ma nel 50-60% dei casi persiste nell’età adulta.
“A Careggi – aggiunge Rotella – i pazienti che richiedono diagnosi e cura sono in costante aumento. Il fenomeno sta emergendo grazie ad una migliore capacità diagnostica che riesce a dare un senso clinico a condizioni di disagio e sofferenza che fino a poco tempo fa non erano prese in considerazione soprattutto nell’adulto. Si stima che nelle province di Firenze, Prato, Empoli e Pistoia, vi siano complessivamente circa 50mila persone adulte con sintomi riconducibili alla ADHD”.
“La buona notizia – conclude Rotella – è che l’ADHD, oltre che con la psicoterapia, può essere curata con uno specifico farmaco che, in circa le metà dei pazienti in trattamento, è in grado di consentire una remissione dei sintomi, o comunque di ridurre in modo significativo l’impatto che i sintomi hanno sulla qualità della vita”.
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Ultimo aggiornamento
20 Febbraio 2026, 10:38
Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi