Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

Comunicati stampa

"Sono strumenti simili ai pacemaker cardiaci, ma con elettrodi millimetrici posizionati nelle aree profonde del cervello – spiega il professor Alessandro Della Puppa direttore della Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze – che emettono impulsi elettrici in grado di contrastare i segnali alterati dal Parkinson, responsabili di tremori, rallentamento e movimenti involontari. Il neuropacemaker di nuova generazione – prosegue Della Puppa – impiantato dal neurochirurgo Guido Pecchioli nel primo paziente in Toscana, fra i primi al mondo, è in grado di leggere le alterazioni elettriche del cervello e di adattare gli impulsi in base ai dati dell’attività neuronale, consentendo una maggiore accuratezza ed efficacia della stimolazione”. In Toscana le persone affette da malattia di Parkinson sono circa 20.000. Nella maggior parte dei casi i farmaci consentono un ottimo controllo dei sintomi, ma circa il 5-10% dei pazienti, in una fase complicata della malattia, non risponde alle terapie.

"La nuova tecnologia potrà aumentare le conoscenze sulla malattia di Parkinson, frequente patologia neurodegenerativa provocata dalla carenza cerebrale di dopamina, un neurotrasmettitore fondamentale per il controllo dei movimenti" spiega la dottoressa Silvia Ramat, responsabile della Parkinson Unit di Careggi, struttura dedicata alla diagnosi, terapia e assistenza multidisciplinare ai pazienti, afferente alla Neurologia 1 diretta dal professor Sandro Sorbi. "Siamo in grado - prosegue Ramat - di registrare in continuo, anche nella vita quotidiana dei pazienti, segnali provenienti direttamente dalle aree profonde del cervello, acquisendo dati preziosi per la modulazione della neurostimolazione, in modo da fornire una terapia personalizzata per ogni singolo paziente".

Maria Pia Amato, Direttore SOD Riabilitazione Neurologica AOUC, eletta Presidente dell’European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS), organizzazione scientifica internazionale dedicata alla ricerca sulla sclerosi multipla https://www.ectrims.eu.
La nomina della Prof.ssa Amato ordinario di Neurologia all’Università di Firenze è avvenuta all’apertura del VIII Congresso congiunto ACTRIMS-ECTRIMS, MSVirtual2020, delle società Nord Americana ed Europea per la cura e la ricerca della sclerosi multipla https://msvirtual2020.org

Sono già in corso tutte le strategie possibili che, con il supporto delle Associazioni di volontariato, si auspica portino ad un sensibile afflusso di donatori per il ripristino delle scorte di sangue nell’Azienda ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze. In via precauzionale - spiega la Direzione Sanitaria - sono stati rinviati alcuni interventi programmati e differibili che prevedono l’utilizzo non eventuale ma certo di sacche di sangue. 

La misura preventiva - ricorda la Direzione - in caso di carenza regionale di sangue, serve a preservare le scorte necessarie per le emergenze. Sono quindi sempre garantiti tutti gli interventi urgenti. Le operazioni temporaneamente rimandate riguardano varie attività chirurgiche fra cui oncologia, cardiochirurgia e ginecologia. 

Contestualmente, in coordinamento con il Centro Regionale Sangue, è stata inserita la carenza nel sistema informatico nazionale, che ad oggi registra richieste per oltre 600 unità da parte anche di regioni sempre in eccedenza. Avviate tutte le iniziative di sensibilizzazione e allerta dei donatori abituali, nei prossimi giorni si stima il ripristino delle scorte con la riprogrammazione, quanto prima, degli interventi temporaneamente rimandati.

Sono promettenti i risultati di uno studio eseguito a Careggi su 34 pazienti con gravi sintomi polmonari da Covid-19 che sono sati trattati con un farmaco oncologico, il Ruxolitinib, caratterizzato da una potente azione antinfiammatoria.

“Lo studio - ricorda il professor Alessandro Maria Vannucchi, professore di ematologia dell’Università di Firenze e Coordinatore del Centro di ricerca e innovazione per le malattie mieloproliferative (CRIMM) dell’Azienda Careggi, è stato pubblicato sulla rivista Leukemia, e ha riportato i risultati positivi in termini di sopravvivenza, con dimissione domiciliare nell’85,3% dei 34 pazienti, età media 80 anni, con gravi malattie preesistenti, trattati con Ruxolitinib ad uso compassionevole”.

“Lo studio - conclude Vannucchi - interamente realizzato nell’Azienda ospedaliero – universitaria fiorentina con il coinvolgimento delle unità operative di medicina interna, malattie infettive, terapia intensiva, citometria, ha riguardato un farmaco oncologico già sviluppato dal CRIMM nell’ambito di ricerche internazionali  in pazienti con tumori mieloproliferativi. L’utilizzo compassionevole per il Covid-19 ha aperto nuove possibilità di impiego che potranno essere testate in studi successivi, necessari all'eventuale commercializzazione del medicinale con questa specifica indicazione”.

L’Azienda ospedaliero - universitaria Careggi di Firenze ad oggi, per l’emergenza Covid, ha ricevuto donazioni in denaro per oltre 2.700.000 euro di cui circa 400.000 dalla Fondazione Careggi Onlus. A questi fondi si aggiungono numerose e rilevanti donazioni dirette di attrezzature sanitarie, dispositivi di protezione per gli operatori e generi di conforto per un valore di quasi 1milione di euro. I fondi sono stati interamente utilizzati per l’acquisto di attrezzature sanitarie, tecnologie diagnostiche e di supporto alle terapie intensive Covid, tamponi e test sierologici per gli utenti e per il personale aziendale.

“Non avevo dubbi sulla straordinaria generosità dei nostri donatori – commenta l’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi – I quasi tre milioni di euro raccolti per Careggi, in piena emergenza sanitaria dovuta al Covid, testimoniano quanto la nostra comunità apprezzi il lavoro altamente qualificato dei nostri professionisti e sia pronta a sostenere il nostro sistema di sanità pubblica accessibile a tutti nei momenti di maggiore difficoltà. Un profondo e sentito grazie ai donatori, sempre al nostro fianco, e al personale sanitario per l’immenso lavoro svolto in uno dei periodi più difficili, che l’intero Paese ha dovuto affrontare, per contrastare la diffusione del virus e salvaguardare la salute individuale e collettiva”.

La Direzione di Careggi ringrazia la generosità e l’impegno dei molti donatori, alcuni con cifre ingenti, ma tanti con piccoli contributi la cui somma ha raggiunto importi rilevanti. “Oltre all’estrema utilità di queste risorse – dichiara Rocco Damone direttore generale di Careggi – il gesto della donazione ha testimoniato concretamente la stima di tante persone verso l’Ospedale e la Sanità toscana. Ringraziamo per questi gesti preziosi che rinnovano in tutti gli operatori l’impegno a rispondere al meglio alla domanda di salute dei cittadini”.
Pensiline per rendere confortevole l’attesa all’esterno dei padiglioni sono state ordinate dall'Azienda Careggi e attualmente sono in fase di produzione, come annunciato nei giorni scorsi. La loro installazione è stata anticipata su esplicita richiesta della Direzione a causa del caldo improvviso di questi giorni. Da domani mattina sarà quindi disponibile una soluzione temporanea con coperture della Protezione Civile.
 
La Direzione di Careggi si scusa, in particolare per i disagi alla Piastra dei servizi e annuncia che le coperture saranno installate con la massima urgenza nella mattina di domani all'ingresso del Centro prelievi dove è prevista anche la distribuzione di bottiglie d'acqua e all'ingresso del padiglione San Luca.
 
Questa soluzione – spiega la Direzione – è necessaria per aiutare l’utenza che, a causa delle norme sul distanziamento sociale per la prevenzione del Covid-19, non può più essere concentrata nelle sale d’attesa, dove è possibile entrare previa misurazione della temperatura.

Il 29 giugno il Centro Integrato per l’educazione e la riabilitazione visiva “Carlo Monti” riapre la sede nell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi, dopo il periodo di sospensione delle attività a causa della pandemia da Coronavirus.

Il Centro regionale coordinato dal prof. Gianni Virgili nasce da una convenzione tra Azienda ospedaliero - universitaria  Careggi, I.Ri.Fo.R. Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione Regionale Toscano Onlus e l’Agenzia internazionale per la Prevenzione della Cecità - Comitato regionale toscano, presieduto da Giorgio Ricci.

Le attività assistenziali e di supporto sono dedicate ai bisogni delle persone cieche, ipovedenti, con disabilità visiva e minorazione associata o aggiuntiva, senza limiti di età. Nel 2019 sono stati seguiti 660 pazienti con 96 nuovi accessi: 33 pazienti nella fascia 0 -18 anni, 21 pazienti nella fascia 19 - 65 anni e 142 pazienti con età superiore ai 50 anni.

“Oggi più che mai – dichiara il prof. Antonio Quatraro, presidente dell'IRIFOR Toscano – è fondamentale trasformare una calamità in una sfida. Perdere la vista è sicuramente una tragedia per l'individuo e per la sua famiglia. Ma anche senza la vista – prosegue Quatraro – la vita può continuare, con i suoi fardelli e con le sue soddisfazioni. È un viaggio in una terra ostile e sconosciuta, che siamo chiamati a compiere nostro malgrado. Però troviamo i primi compagni di viaggio – conclude Quatraro – che ci aiutano a riprendere in mano il timone e a tornare a riveder le stelle, con altri occhi”.

Pensiline per rendere confortevole l’attesa all’esterno dei padiglioni saranno installate a breve agli ingressi del Centro prelievi, del CTO e del San Luca. Sono strutture necessarie – spiega la Direzione di Careggi – per aiutare l’utenza che, a causa delle norme sul distanziamento sociale per la prevenzione del Covid-19, non può più essere concentrata nelle sale d’attesa, dove è possibile entrare previa misurazione della temperatura.
 
Le pensiline saranno attive a partire dal 6 luglio, nel frattempo la Direzione di Careggi si scusa, in particolare per i disagi verificati alla Piastra dei servizi, dove ogni giorno si eseguono circa 600 prelievi e in particolare, nella giornata di oggi si è verificato un aumento della domanda per un problema ai sistemi di prenotazione che, nella giornata di ieri, non hanno consentito di eseguire alcuni esami che sono stati fatti questa mattina.

Si chiude la prima fase dell’emergenza Covid a Careggi i numeri delle attività assistenziali Al via la riorganizzazione dell’Azienda Careggi a conclusione della prima fase dell’emergenza Covid. Rimane attiva una delle quattro strutture intensive e uno dei 4 reparti ordinari, oltre alle Malattie infettive, che erano già a pieno regime a partire da marzo, passando da una massima disponibilità complessiva di 44 posti letto intensivi agli attuali 16. “Un importante risultato - dichiara Rocco Damone direttore generale di Careggi - che grazie all’impegno di tutti gli operatori ha consentito di superare il momento più critico dell’epidemia con ampi margini di sicurezza garantendo costantemente la necessaria disponibilità di risorse assistenziali. Oggi resta uno straordinario patrimonio di esperienza umana e professionale - prosegue Damone - oltre ad attrezzature e risorse tecnologiche impiegate in un modello organizzativo affinato progressivamente nel corso dell’epidemia, che rappresenta ad oggi la più importante garanzia per il futuro della salute dei cittadini. Garanzia che trova la sua concreta espressione nell’attivazione, all’interno di Careggi, di un padiglione dedicato e riservato al Covid-19, a disposizione in caso di necessità”.

"In poche settimane - ricorda Lucia Turco direttore sanitario di Careggi - tutta l’organizzazione dell’ospedale è stata velocemente rivoluzionata, grazie agli operatori che hanno sempre dato il massimo, con uno sforzo congiunto e condiviso con tutti i Dipartimenti. Ma questo impegno rimane ancora oggi costante con l’allerta di tutto l’Ospedale - aggiunge Turco - sempre pronto a riattivarsi nel caso di ripresa del contagio. Attualmente sono ricoverati circa 40 pazienti Covid e da fine febbraio ad oggi sono stati 467 i pazienti Covid ricoverati a Careggi, età media 68 anni. Complessivamente sono stati dimessi in buone condizioni, compatibilmente con la gravità dell’infezione, 325 pazienti”.

Il picco massimo di ricoveri Covid è stato 163 casi a fine marzo e il primo aprile si è raggiunto il numero massimo di 40 pazienti Covid nelle terapie intensive. I reparti dedicati al Covid nel periodo di massima necessità, oltre alle malattie infettive sono stati 4 per un totale di 170 letti ordinari oltre ai 44 di terapia intensiva. "Tutti gli operatori - conclude Turco - hanno partecipato con grande disponibilità, cambiando quando necessario turni e sede di lavoro a seconda delle competenze e delle necessità emergenti”. 

A partire da marzo sono in corso le assunzioni di 45 medici, 153 infermieri, 124 operatori sociosanitari, 16 tecnici di radiologia, 14 tecnici di laboratorio, 14 fisioterapisti, un biologo e un farmacista. Per dare solo un’idea dei volumi di attività il Laboratorio di Careggi ha eseguito, oltre alle analisi ordinarie, 28.000 tamponi e 12.000 test sierologici, la Farmacia ha rifornito i reparti con oltre 1milione e 200mila dispositivi di protezione, fra questi oltre 633.000 mascherine. Inoltre sono state acquistate in urgenza tecnologie sanitarie, kit diagnostici e dispositivi di protezione per oltre 2milioni e mezzo di euro che è il totale delle donazioni ricevute da istituzioni, imprenditori e cittadini, anche attraverso la Fondazione Careggi Onlus, che ringraziamo ancora una volta per questo importante e tempestivo aiuto.

"Per Careggi - conclude Damone - il Comitato Etico della Regione Toscana, ha approvato in urgenza 29 studi clinici, 23 osservazionali e 6 interventistici. Molti degli studi hanno coinvolto più unità dell’Ospedale tra quelle direttamente impegnate nell'assistenza ai pazienti affetti da Covid. Il Comitato ha inoltre valutato 32 richieste di uso compassionevole di farmaci per pazienti affetti da Coronavirus. Tutto questo ha permesso di utilizzare rapidamente tutti i farmaci innovativi disponibili per la cura del Covid, ma mano che le conoscenze scientifiche, con il prezioso contributo dell’Università di Firenze, ampliavano le possibilità di cura”.

L'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi e i suoi operatori sanitari, duramente impegnati da settimane nella cura dei pazienti affetti da malattia da coronavirus, rivolgono un appello ai cittadini per il rispetto delle regole che impongono di rimanere a casa. In questo momento la puntuale osservanza del divieto è fondamentale per difendere la salute di tutti attraverso la riduzione dei contatti sociali e quindi della diffusione del contagio. Noi impegnati in prima persona nella cura dei malati - dichiarano gli operaotri di Careggi prmotori dell'appello - chiediamo la vostra collaborazione in un unico intento quello di ritornare il prima possibile ad una vita normale. Senza il rispetto stretto e rigido delle regole questo non si potrà realizzare. Cittadini e operatori sanitari devono essere uniti per vincere questa dura battaglia, restate a casa!

Le gestanti con sospetta o confermata infezione Covid-19 dovrebbero rimanere in isolamento per il periodo raccomandato, rimandando gli appuntamenti di routine come esami del sangue, visita ostetrica, ecografie. Il Dipartimento Materno Infantile ha messo a disposizione un servizio di consulenza telefonica da utilizzare se la gestante ritiene di presentare una condizione di salute relativa alla propria gravidanza che richieda una valutazione medica specialistica ostetrica. 

Il servizio evita di far venire di persona le donne e consente di concordare le più adeguate e sicure modalità per ricevere l’assistenza necessaria. La consulenza telefonica è disponibile anche per le gestanti a termine (40 settimane) che partoriranno in AOUC e che vogliono ricevere informazioni sul tampone naso-faringeo per la ricerca del Covid-19.
055 7947678  dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 18.00 e 055 7947493  dal lunedì al  venerdì, dalle ore 18.00 alle ore 08.00; sabato e domenica (h24).
Nella prima settimana di febbraio le presentazioni rilevate al Pronto Soccorso di Careggi erano 2400, la scorsa settimana le presentazioni registrate sono state circa 500. È una importante riduzione – commenta Rocco Damone Direttore generale dell’Azienda Careggi di Firenze – in gran parte dovuta al senso di responsabilità dei cittadini, rafforzato efficacemente dalle campagne di sensibilizzazione della Regione Toscana sul Covid-19, ma anche grazie all’impegno della medicina territoriale nel fornire risposte adeguate alla domanda di salute degli utenti.

“Ad oggi – prosegue Damone – sono 25 i pazienti dimessi dai reparti Covid-19 a Careggi: dall’Infettivologia, ma anche dalle altre strutture assistenziali attrezzate per l’isolamento dei portatori di Coronavirus”. Alcuni di questi pazienti in attesa delle ultime verifiche sui tamponi, stanno usufruendo dell’ospitalità delle strutture residenziali messe a disposizione della Regione Toscana per le persone in via di guarigione che, per motivi logistici, non sono in condizioni di rientrare al domicilio di provenienza.

“Incoraggianti anche le condizioni dei primi 4 pazienti usciti dalla terapia intensiva - precisa Damone - iniziamo a vedere i primi risultati positivi da valutare con la necessaria prudenza in merito all’utilizzo compassionevole nei pazienti, affetti da Covid-19, con gravi difficoltà respiratorie, dei vari farmaci in commercio per altre patologie come: artrite reumatoide, HIV, Malaria o Ebola.
“E’ in fase di perfezionamento – aggiunge Damone – il protocollo di impiego dei 10mila test sierologici messi a disposizione dalla Presidenza della Regione per il personale del Sistema Sanitario Toscano. Serviranno ad accertare la presenza di anticorpi nel sangue degli operatori entrati in contatto con il virus e quindi definire la condizione dei portatori capaci di trasmettere la malattia da quella dei soggetti immunizzati che hanno completamente debellato il virus”.

“Ad oggi – ricorda Damone – ha superato 1.347.000 euro e continua a crescere il totale delle donazioni a favore dell’Azienda Careggi per l’emergenza Covid-19. Di questi 173.000 euro provengono dalla raccolta in corso della Fondazione Careggi Onls. Gli altri da contributi di privati cittadini o di aziende. Tutti i proventi delle donazioni, di cui daremo puntuale riscontro, sono indirizzati ad acquisire tecnologie sanitarie e dispositivi di protezione individuale per tutto il personale dell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi. A questi si aggiungono donazioni ingenti di beni come attrezzature e mascherine ad uso sanitario”.

“Per questi risultati – conclude Damone – dobbiamo ringraziare i cittadini è il personale di Careggi: medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici, farmacisti, amministrativi, persone che stanno dando il massimo umanamente e professionalmente per superare le difficoltà quotidiane nella lotta al Covid-19, personale che è necessario aiutare al meglio delle possibilità anche con nuove assunzioni, da ora a maggio sono in programma gli ingressi in organico di 26 oss e 85 infermieri”.

Sono oltre 250 su circa 400 i dipendenti amministrativi di Careggi che hanno aderito al progetto di Lavoro Agile o Smart Working attivato dalla Direzione aziendale, in attuazione delle recenti disposizioni nazionali e regionali in materia.
“Su circa 6mila dipendenti complessivi in servizio a Careggi – ricorda la direttrice amministrativa Maria Chiara innocenti – 250 adesioni rappresentano oltre la metà degli operatori amministrativi, un buon risultato in considerazione del numero contenuto di queste figure professionali a supporto delle attività assistenziali”.

“Il lavoro agile in Ospedale – prosegue innocenti – ha inoltre definito a Careggi una diversa formula organizzativa delle riunioni del personale sanitario. Grazie all’implementazione di nuove tecnologie informatiche, quasi tutte le riunioni avvengono in videoconferenza. È un vantaggio importante in una struttura come Careggi composta da oltre 40 edifici con funzioni in buona parte assistenziali, su oltre 70 ettari di superficie”.

“l’impegno della Direzione – aggiunge Innocenti – è promuovere e supportare queste nuove forme di interazione professionale che stanno dimostrando di interagire positivamente con l’insieme di tecnologie ed applicativi che negli anni si sono strutturati in un sistema sempre più organico di telemedicina, dalla cartella clinica informatizzata ai sistemi di prenotazione online. Per questo è sempre più strategico – conclude Innocenti – investire sull’innovazione tecnologica e organizzativa, ma senza tralasciare la dimensione umana di condivisione e collaborazione fra le persone che lavorano per rispondere alla domanda di salute dei cittadini”.

È stata disposta la riorganizzazione delle attività dell’Otorino di Careggi con una rimodulazione per la necessaria quarantena di 15 fra medici e infermieri a causa di un contatto positivo al virus Covid-19. Il contatto è di natura non professionale ed esterno all’Ospedale. Sono garantite comunque le urgenze, le emergenze e gli interventi non differibili.
 
Lo rende noto la Direzione sanitaria di Careggi precisando che altri 10 dipendenti fra sanitari e amministrativi della Direzione sanitaria sono in quarantena sempre per un contatto esterno non lavorativo. Sono tutti in buone condizioni e compatibilmente con le funzioni stanno lavorando da casa grazie al nuovo sistema di Smart working già attivo a Careggi.
 
La Direzione Sanitaria ha già sperimentato, da alcuni giorni, la piattaforma di videoconferenze per le riunioni operative per la gestione, in tempo reale, della riorganizzazione dell’Ospedale per le attuali conduzioni relative all’impegno assistenziale per il virus Covid-19. E' imminente il rientro dei 23 operatori che a fine febbraio sono stati messi in quarantena precauzionale per un contatto a rischio nel Pronto soccorso di Careggi.

“Le attività ambulatoriali non urgenti e differibili sono sospese dal 9 marzo al 21 marzo 2020, salvo ulteriori estensioni. Per le altre attività indifferibili, gli utenti saranno contattati telefonicamente dal servizio ambulatoriale per ricevere istruzioni”. È il messaggio che l’Azienda Careggi di Firenze, in applicazione delle Raccomandazioni della Regione Toscana, relative alla diffusione del virus Covid-19, sta diffondendo attraverso i sui canali informativi per ridurre il più possibile le presenze di persone all’interno dell’area sanitaria, riservando gli accessi soltanto ai pazienti con bisogni assistenziali oncologici e non rimandabili.

Questo per garantire la concentrazione delle attività degli operatori verso i pazienti più gravi e per limitare la circolazione del virus. Sono quindi applicate misure limitative delle presenze e di selezione all’ingresso delle aree sanitarie, dove i pazienti saranno indirizzati verso un check point di padiglione da operatori dotati di tele-termometri per la misurazione della febbre a distanza. Se necessario e con ulteriori valutazioni le persone saranno invitate a differire l’accesso. I pazienti sintomatici non rinviabili dovranno indossare la mascherina. In ogni caso tutti gli utenti dovranno lavarsi le mani con il gel idroalcolico.

Le attività del Centro prelievi della Piastra sono garantite solo per i percorsi dedicati ai pazienti oncologici e urgenti e ai pazienti programmati, previa prenotazione. La consegna dei referti agli utenti avviene prioritariamente attraverso spedizione per posta o tramite consultazione del Fascicolo Sanitario elettronico.

È prevista, con uno o due giorni di anticipo sulla data dell’appuntamento, una comunicazione quotidiana con i pazienti per valutazioni e indicazioni sulle seguenti prestazioni: per il rinnovo dei piani terapeutici e per i controlli e le prescrizioni non differibili i medici possono avere un colloquio telefonico con i pazienti e valutare le eventuali circostanze in cui procedere alle prescrizioni; per le visite e le altre prestazioni strumentali, i sanitari possono valutare telefonicamente i pazienti che presentano tosse, febbre, difficoltà respiratoria e decidere se è possibile annullare l’appuntamento o vi sono condizioni che necessitano la sua conferma.

L'Azienda Careggi ha attivato una quarantena domiciliare per 23 operatori che hanno prestato assistenza al paziente attualmente ricoverato a malattie infettive con una positività da confermare al virus Covid-19. In attesa della conferma da parte dell'Istituto superiore di Sanità gli operatori rimarranno a casa con le tutele di salute ed economiche del caso. Sono buone le condizioni del paziente, affetto da malattia respiratoria.

"Lo scorso 24 febbraio - ricorda Stefano Grifoni direttore del Pronto soccorso di Careggi - si è presentato al PS della nostra Azienda un paziente di circa 60 anni. Sottoposto al previsto Pre-triage presentava febbre e raucedine da alcuni giorni, non tosse, non difficoltà respiratorie. Al paziente come da procedura aziendale è stata applicata la maschera chirurgica. Dall'indagine condotta al Pre-triage in applicazione della normativa sanitaria vigente risultava che il paziente non riferiva alcun contatto a rischio né provenienza da aree con trasmissione del virus e quindi veniva classificato come non sospetto Covid-19. Gli esami confermavano una modesta malattia respiratoria. Il paziente nel tardo pomeriggio è stato trasferito in Osservazione breve.

"Nel corso del ricovero - prosegue Grifoni - il paziente con encomiabile senso di responsabilità, ha riferito al medico di aver appena appreso da un familiare che un conoscente, con cui aveva avuto un recente contatto stretto, risultava positivo al Covid-19. La persona era il paziente ricoverato il giorno precedente all'Ospedale Santa Maria Nuova, la cui notizia era intanto diventata di dominio pubblico. Nel frattempo gli operatori del Pronto soccorso e la Direzione sanitaria ricevevano analoghe informazioni dai rispettivi colleghi dell’Ospedale santa Maria Nuova. Per questo il paziente di Careggi è stato immediatamente isolato e attivata la consulenza dell'infettivologo. Un paziente che era nella stessa stanza veniva prontamente spostato in camera singola e sottoposto al tampone, poi risultato negativo al Covid-19".

"In base alla consulenza infettivologica - ricorda il Professor Alessandro Bartoloni direttore delle malattie infettive di Careggi - è stato eseguito un tampone rinofaringeo per Coronavirus e disposto il trasferimento nel reparto Malattie infettive. Venivano contemporaneamente informati gli operatori che il paziente era dunque da considerarsi come caso sospetto di Covid-19
e quindi adottate le misure precauzionali previste dalla procedura. L'infettivologo ha inoltre indicato agli operatori di attendere la risposta del test prima di allontanarsi dai locali dell'assistenza per una migliore definizione dei contatti e del percorso successivo”.

“In attesa dell’esito del tampone è stata svolta - precisa Carlo Nozzoli direttore del Dipartimento DEA di Careggi - un'accurata indagine relativamente ai contatti avuti dal personale in servizio con il paziente, distinguendo gli operatori che avevano svolto assistenza diretta dagli altri.  Allo stesso tempo veniva svolta analoga indagine per individuare i pazienti eventualmente entrati in contato con il sospetto Covid-19, durante la sua permanenza in Careggi, tra cui anche il paziente risultato negativo. Dell’esito è stata data comunicazione all’Igiene pubblica. Il laboratorio di microbiologia ha comunicato la positività del test e gli operatori così identificati sono stati sospesi cautelativamente dalle attività lavorative e posti in quarantena domiciliare, in attesa di una valutazione ulteriore a cura della Medicina del lavoro che ha confermato le misure già adottate”.

“Questa vicenda – conclude Rocco Damone Direttore generale di Careggi – conferma la validità delle indicazioni regionali e la correttezza della loro applicazione da parte del personale di Careggi che ringrazio per l’impegno, in un momento così complesso dal un punto di vista umano e professionale. Le attività del Pronto Soccorso di Careggi sono proseguite e continuano regolarmente come previsto. Pertanto si ribadiscono le indicazioni regionali che invitano le persone con sintomi  para influenzali o malattie croniche respiratorie a rivolgersi al medico di famiglia e ai numeri di telefono attivati dalle Aziende sanitarie”.

Obbligo per i viaggiatori di segnalare il rientro, oltre che dalle aree a rischio della Cina, anche da Paesi in cui la trasmissione dell'infezione è significativa secondo le indicazioni Oms; in questa disposizione rientrano anche i comuni italiani soggetti a misure di quarantena disposte dall'autorità (Regione/Governo). La raccomandazione a tutte le persone che manifestano febbre, tosse e altri sintomi influenzali di rimanere a casa e chiamare il medico. Le indicazioni per i medici di famiglia su cosa fare in presenza di un caso sospetto. La disposizione per medici di famiglia e pediatri di assicurare la contattabilità telefonica dalle 8 alle 20 nei giorni feriali e festivi.

Per quanto riguarda gli ospedali, l'indicazione di limitare per quanto possibile gli ingressi/varchi ai presidi, per ridurre l'accesso privo di sorveglianza; istituire check point e sensibilizzare i visitatori all'utilizzo dei disinfettanti per le mani; invitare a ridurre il numero degli accompagnatori e/o visitatori. Raccomandazioni specifiche per le situazioni di isolamento. Infine, la sospensione (per i 180 giorni di emergenza proclamati con atto nazionale) della penalità per la mancata presentazione, senza preavviso, agli appuntamenti specialisti.

Sono le nuove misure varate oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi, con un'ordinanza emanata e firmata a conclusione di un lungo incontro che si è tenuto in Palazzo Strozzi Sacrati tra presidente, assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, direttore dell'assessorato Carlo Tomassini, e la task force regionale sull'emergenza Covid-19, allargata alle direzioni delle aziende sanitarie e ospedaliero universitarie, presente anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana.

Nei prossimi giorni si terranno inoltre gli incontri con le rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia. Infine, d'intesa con il sindaco di Prato Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana, è stato decisio di organizzare un incontro con i sindaci della Toscana e la task force regionale, sui temi della prevenzione del Covid-19.

l'ordinanza firmata oggi dal presidente Enrico Rossi

https://www.toscana-notizie.it/web/toscana-notizie/-/covid-19-le-nuove-misure-varate-oggi-dalla-regione

Sono già attivi i due ecografi portatili donati dall’Associazione Amici del Pronto Soccorso Onlus presieduta dall’Avvocato Antonio De Virgilis. La consegna al Direttore generale di Careggi Rocco Damone e al Direttore Sanitario Lucia Turco è stata presentata da Stefano Grifoni Direttore del Pronto soccorso di Careggi che ha ringraziato la generosità dei donatori e il contributo di Ion Tiriac tennista e manager sportivo di rilievo internazionale. “I due ecografi del valore complessivo di circa 40mila euro – dichiara Grifoni – sono macchine portatili e permettono diagnosi più rapide, riducendo ulteriormente i tempi di avvio delle terapie. Questo contribuisce al più rapido miglioramento delle condizioni dei pazienti con effetti positivi sul buon esito delle dimissioni”.

Tre donne ai vertici della ricerca scientifica di AOU Careggi, le dottresse Rossella Marcucci, Daniela Massi e la biologa Michaela Luconi, sono entrate a far parte dell’elenco delle Top Italian Women Scientists edizione 2020, promosso da Fondazione Onda - l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere - impegnato dal 2006 nella promozione e nella tutela della salute femminile a livello istituzionale, sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale.

Con l’ingresso delle 3 scienziate, selezionate in Italia tra le ricercatrici con H-index superiore a 50, sale quindi a 8 il numero delle donne AOUC appartenenti al Club, accanto a Maria Pia Amato, Maria Luisa Brandi, Benedetta Nacmias, Linda Vignozzi e Anna Linda Zignego.

Il gruppo si rinnova ogni anno con l’aggiornamento della classifica di Via-Academy, in base al valore H-index, che quantifica l'impatto scientifico di un autore rispetto al numero delle pubblicazioni e di citazioni ricevute. “Top Italian Women Scientists” riunisce donne ricercatrici che si contraddistinguono per un’elevata produttività scientifica e che hanno dato un sostanziale contributo allo sviluppo in campo biomedico, nelle scienze cliniche e nelle neuroscienze.

L’obiettivo del Club è quello di promuovere la ricerca scientifica in campo medico, stimolare il proficuo confronto tra professioniste e avvicinare le giovani generazioni al mondo della ricerca bio-medica con ricadute per la salute dei cittadini.

TIWS  Marcucci Luconi Massi

Lunedì 3 febbraio il ministro della salute Roberto Speranza sarà a Firenze, per un incontro ravvicinato con i vertici e con gli operatori della sanità toscana. Alle 17 dopo una visita all’Ospedale pediatrico Meyer, Speranza presenterà, nell'Auditorium del Cto dell'azienda ospedaliero-universitaria Careggi, in Lago Palagi a Firenze, il Patto per la Salute 2020-2021. L’evento, a invito per i limiti di capienza dell’auditorium, non oltre 600 posti, è un incontro tecnico con il personale del Servizio Sanitario toscano.

In programma interventi di: Carlo Tomassini, direttore generale diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione, che aprirà l'incontro su "I Lea in Toscana, lo stato dell'arte"; seguirà l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi con il tema "Sanità toscana: salute e società"; quindi il presidente Enrico Rossi sulle: "Prospettive del modello sanitario pubblico"; infine il ministro Speranza su "Il Patto per la salute: qualità delle cure, servizi erogati, efficientamento dei costi".

A seguire, un tavolo di discussione, al quale prenderanno parte: per l'Università la rettrice della Scuola Superiore Sant'Anna Sabina Nuti e il rettore dell'Università di Firenze Luigi Dei; per i medici in formazione, Gianmarco Lugli; per le associazioni dei cittadini e il volontariato Dafne Rossi e Alberto Corsinovi; Per Anci Toscana Matteo Biffoni, per i sindacati del comparto e la dirigenza medica, Marco Bucci, Bruno Pacini, Mario Renzi, Carlo Palermo; moderatore, il direttore generale dell'Aou Careggi Rocco Damone. Terrà le conclusioni il presidente Enrico Rossi.

Programma dell’evento

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