Università degli Studi di Firenze SST Regione Toscana

Comunicati stampa

La dottoressa Chiara Lazzeri, delle Cure Intensive del Trauma e delle Gravi Insufficienze d’organo, è stata nominata componente esperto della Consulta Nazionale Trapianti dell'Istituto Superiore di Sanità nell’ambito della donazione a cuore fermo. La dottoressa Lazzeri svolge attività clinica e di ricerca nel processo clinico-assistenziale dei trapianti sia nella fase di procurement che nella perfusione d’organo.

In occasione della Settimana dedicata alla Salute della Donna promossa da Onda, il Dipartimento Materno-Infantile dell'Azienda Careggi di Firenze organizza un incontro Open Day con gli specialisti aperto a tutte le donne interessate e alle associazioni sulle problematiche ginecologiche e la prevenzione oncologica nella donna con disabilità: il percorso Rosa Point per disabilità fisiche motorie e sensoriali, il percorso ASDI per disabilità intellettive, il nuovo programma PASS della Regione Toscana. L’evento è in programma mercoledì 17 aprile nel Padiglione 7 della Maternità, Aula Margherita, piano terra, dalle ore 10:00 alle 13:00.

Sono quasi 700 su circa 1900 i ricoveri che dall'inizio dell'anno, in 5 reparti di Careggi, sono stati gestiti con il supporto del Progetto CaRED, il nuovo sistema informatico - spiega il dottor Alessandro Morettini responsabile scientifico - che punta a risolvere il problema di carenza di comunicazione tra i medici del territorio e l'Ospedale, aprendo al curante di fiducia l'intera cartella clinica ospedaliera del paziente e permettendo così di essere avvertito del ricovero dei suoi assistiti per seguirli durante il decorso e poter collaborare con i colleghi ospedalieri senza spostarsi dallo studio".

"Attualmente il progetto CaRED (Careggi Re-Engineered Discharge) – spiega Morettini – coinvolge i medici curanti che afferiscono alle aggregazioni funzionali territoriali (AFT) limitrofe a Careggi: Rifredi, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano e a cinque reparti internistici di Careggi, ma è in corso l'estensione del servizio a tutte le strutture dell'Azienda Careggi e a tutti i Medici di Medicina Generale dell'AUSL Toscana Centro che sta individuando un ospedale fiorentino per sperimentare il sistema".

Per il direttore del Dipartimento Medicina Generale, dottor Emanuele Croppi il progetto CaRED rappresenta un utile strumento per incrementare la comunicazione e la sinergia fra Ospedale e territorio. "Auspico – afferma Croppi – che in tempi brevi questo progetto possa essere esteso a tutti i Presidi Ospedalieri dell'AUSL Toscana Centro”.

"CaRED – prosegue Morettini – avvisa il medico di famiglia attraverso una mail che non contiene dati anagrafici o sensibili ma solo l'informazione del ricovero di un generico assistito. Nella mail è presente il link per la connessione con la cartella clinica della persona ricoverata e il medico curante può accedere, in sola visione, con specifiche credenziali. Una mail analoga viene inviata dal sistema alla dimissione del malato. Naturalmente la procedura prevede che, nel rispetto della privacy, l'assistito fornisca il consenso alla visione della cartella clinica ospedaliera da parte del suo medico di Medicina Generale".

"Il progetto CaRED – conclude Morettini – si propone di riorganizzare il processo di dimissione ospedaliera governando anche il problema del "revolving door" la ripetizione precoce del ricovero ospedaliero. CaRED -aggiunge il dottor Bassam Dannaoui referente del progetto ArchiMed, la cartella clinica informatizzata di Careggi - rende possibile anche lo scambio di messaggi fra medico ospedaliero e medico di Medicina Generale che possono, attraverso un sistema chat integrato, inviare file in forma di allegati".
In occasione della Settimana dedicata alla Salute della Donna promossa da Onda, il Dipartimento Materno-Infantile dell'Azienda Careggi di Firenze organizza un incontro Open Day con gli specialisti aperto a tutte le donne interessate su “Menopausa oncologica, salute vaginale e del perineo, fitoterapia, alimentazione e stile di vita, rischio ereditario - familiare di tumore ovarico e mammario”. L’evento è in programma giovedì 11 aprile nel Padiglione 7 della Maternità, Aula Margherita, dalle ore 10:00 alle 13:00. Modera l’incontro la giornalista Geraldina Fiechter.
 
L’iniziativa nel corso della quale sarà distribuito materiale informativo è in collaborazione con ITT (Istituto Toscano Tumori), ISPRO (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica), CORD (Centro Oncologico di riferimento Dipartimentale AOUC), CERFIT (Centro di Ricerca e Innovazione in Fitoterapia e Medicina Integrata – Struttura di Riferimento Regionale in Fitoterapia) e Associazione aBRCAdabra Onlus.
Nei giorni scorsi l’Urologia oncologica dell’Azienda Careggi di Firenze ha partecipato ad uno dei maggiori eventi scientifici internazionali del settore il SIU LIVE di Roma con 35 centri collegati in videoconferenza che hanno trasmesso oltre 100 procedure chirurgiche in diretta. Nelle sale di Careggi sono stati eseguiti 3 interventi con tecniche particolarmente innovative di chirurgia robotica e mini invasiva.
 
Nella prima giornata, il Professor Lorenzo Masieri, direttore dell’urologia dell’ospedale pediatrico Meyer, ha eseguito una nefrectomia parziale per tumore del rene condotta mediante la tecnica di enucleazione robot assistita Endoscopic Robot Assisted Simple Enucleation (ERASE) che consente di asportare la neoplasia garantendo la massima preservazione funzionale dell’organo. Quindi il dottor Agostino Tuccio e il dottor Afonso Crisci hanno eseguito una particolare procedura endoscopica per il trattamento della calcolosi renale complessa.
Nella seconda giornata il professor Andrea Minervini, responsabile del programma di chirurgia mini invasiva robotica dell’Urologia oncologica e andrologica diretta dal professor Marco Carini, ha eseguito un intervento di ricostruzione della vescica con una tecnica messa a punto dallo stesso Minervini e da Carini chiamata FloRIN (Florence Robotic Intracorporeal Neobladder) che consiste nella sostituzione delle vescica affetta da tumore con un nuovo organo ricostruito utilizzando una parte dell’intestino del paziente.
 
“Questo evento scientifico – dichiara Marco Carini – è l’occasione per ringraziare pubblicamente tutto il personale medico, infermieristico e sanitario delle sale operatorie e dei reparti per l’immenso lavoro che svolgono quotidianamente, solo nel 2018 sono stati eseguito oltre 1500 interventi robotici di urologia consentendo a Careggi di essere al primo posto in Italia per queste tecniche innovative”.
Per la prima volta in Italia in uno stesso centro, l'Azienda ospedaliero - universitaria Careggi di Firenze, sono stati eseguiti tre trapianti da donatori viventi, incompatibili immunologicamente con il proprio partner di riferimento, utilizzando la tecnica cross-over cioè dell’accoppiamento incrociato. “Gli interventi – spiega il professor Sergio Serni direttore della Chirurgia urologica robotica, mini invasiva e dei trapianti renali del Dipartimento oncologico e di chirurgia a indirizzo robotico diretto dal professor Marco Carini – sono stati possibili trapiantando i tre reni prelevati dai donatori ai rispettivi riceventi compatibili che erano appartenenti ad una delle altre due coppie. I donatori sono stati tre uomini che hanno donato il rene, assegnato in base alla compatibilità al di fuori della coppia di appartenenza, in due casi alle mogli e in un caso al figlio. Tutti i reni trapiantati nei giorni scorsi – prosegue Serni – hanno ripreso a funzionare immediatamente e nessun paziente ha avuto complicanze post-operatorie”.

“Questa esperienza – dichiara la dottoressa Maria Luisa Migliaccio del Centro Regionale Allocazione Organi e Tessuti – è stata complessa dal punto di vista organizzativo per il coinvolgimento di 6 persone fra donatori e riceventi, ma dimostra non solo come sia altruistico e nobile l’atto della donazione ma come la fiducia negli altri possa ripagare, tanto da donare il proprio rene ad una persona sconosciuta, anche per questo l’impegno nella gestione del percorso di donazione è stato particolarmente intenso”.

“Importante – aggiunge Serni – è stato il lavoro di preparazione e supporto alle coppie svolto dalla dottoressa Aida Larti della nefrologia di Careggi che ha richiesto un periodo di circa 3 mesi prima che il programma si potesse realizzare. Tutti i prelievi di rene da donatore vivente sono stati effettuati con chirurgia mininvasiva robotica e anche i trapianti in 2 casi sono stati eseguiti con chirurgia robotica. Per poter eseguire i prelievi e i relativi trapianti in successione, in certi momenti, sono stati impiegati contemporaneamente tutti e tre i robot chirurgici installati nelle sale del complesso chirurgico del padiglione San Luca di Careggi”.

I componenti delle equipe chirurgiche che si sono succeduti nelle varie fasi di prelievo, preparazione dell’organo e trapianto sono stati: oltre al professor Sergio Serni, i dottori Graziano Vignolini, Vincenzo Li Marzi, Saverio Giancane, Simone Caroassai, Arcangelo Sebastianelli, Riccardo Campi, Francesco Sessa, con gli anestesisti coordinati dalla dottoressa Laura Paparella e con l'apporto per la consulenza vascolare del dottor Alessandro Alessi Innocenti.

È stata firmata ieri l’ipotesi di contratto collettivo integrativo aziendale di Careggi. La Direzione e le Rappresentanze Sindacali (RSU aziendale e organizzazioni sindacali firmatarie di contratto) hanno raggiunto una intesa – spiega Rocco Damone direttore generale di Careggi – che va nella direzione di valorizzare l'esperienza professionale nell'ambito delle progressioni economiche e di rafforzare il coinvolgimento del personale nel raggiungimento degli obiettivi di performance.
 
Il personale è la risorsa più importante per Careggi e con questo accordo – prosegue Damone – abbiamo condiviso strumenti di valorizzazione delle competenze e delle professionalità che quotidianamente operano in Ospedale al servizio del bisogno di salute dei cittadini. Per questo con un significativo impiego di risorse, l’esperienza professionale degli operatori viene valorizzata con il riconoscimento di aumenti stipendiali relativi alla progressione economica nell’ambito dei rispettivi profili professionali.
 
Abbiamo condiviso – aggiunge Damone – un sistema di attribuzione dei premi correlati alla performance che coinvolge tutto il personale nel raggiungimento degli obiettivi aziendali e delle singole strutture organizzative. Al contempo sono stati valorizzati gli elementi di performance individuale. E’previsto un sistema a premi crescenti in relazione al raggiungimento di più alte performance.
 
Particolare attenzione è stata dedicata al personale in stato di gravidanza – spiega Maria Chiara Innocenti, direttore amministrativo di Careggi – al fine di promuovere la migliore condizione lavorativa conciliabile con la maternità è previsto lo svolgimento di attività compatibili con lo stato di gravidanza anche attraverso un arricchimento professionale delle dipendenti con specifici percorsi formativi e di aggiornamento. A questo si aggiunge il raddoppio del premio per il periodo lavorativo antecedente l'astensione obbligatoria.
 
Per valorizzare l'impegno del personale in particolari condizioni di lavoro è stata inoltre innalzata l'indennità di pronta disponibilità per i lavoratori reperibili nei notturni e festivi e l’indennità di lavoro notturno. Infine l’accordo prevede la gestione delle eccedenze orarie accumulate negli anni precedenti o mediante specifici piani di recupero o mantenendo apposite risorse destinate per il pagamento di ore di lavoro straordinario.
 
Careggi – conclude Damone – è fra le poche aziende che ha redatto e siglato l'accordo secondo la formula del Testo unico di Contratto Collettivo Integrativo Aziendale, contenente tutte le materie di competenza. I’ipotesi di contratto è stata sottoscritta oltre che dalla delegazione di parte datoriale, dalla RSU aziendale e dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI. La procedura prevede l'invio dell'ipotesi di contratto al Collegio sindacale dell'Azienda per le verifiche di competenza.

“Siamo addolorati per le parole pubblicate su un importante quotidiano nei giorni scorsi nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria che in questo momento coinvolge l'Azienda Careggi – lo dichiara il direttore generale Rocco Damone che prosegue – il nostro rammarico, mio e di tutta la comunità di persone che lavorano a Careggi e che ho il compito di  rappresentare, è pari soltanto al timore che queste vicende possano indebolire il rapporto di fiducia che in cento anni di storia la nostra Azienda ha saputo costruire con i pazienti, la città di Firenze e la comunità scientifica nazionale e internazionale.

Per questo, nel rispetto delle indagini in corso, rigettiamo le affermazioni riportate di alcuni professionisti che hanno detto cose gravi e inquietanti che ci colpiscono con dolore umano e professionale. Chi ha fatto queste affermazioni, accertate le resposabilità, risponderà personalmente di quanto dichiarato, delle offese ai colleghi e alla correttezza di una comunità di quasi 6mila lavoratori, secondo le norme previste dai regolamenti aziendali.

Il pensiero e l'impegno di questa Direzione e della quasi totalità delle persone che lavorano a Careggi – prosegue Damone – sono sinceramente concentrati sui pazienti che ogni giorno devono ricevere una diagnosi, fare un intervento chirurgico, prendere decisioni spesso difficili insieme ai loro familiari. A queste persone e a tutta l'opinione pubblica ci rivolgiamo per affermare che l'unico obbiettivo di Careggi è dare sicurezza, fiducia, serenità alle migliaia di pazienti che ogni giorno prendiamo in carico. Per questo facciamo riferimento agli ultimi dati disponibili del Piano Nazionale Esiti (PNE) di Agenas 2017 che riporta le principali attività assistenziali svolte a Careggi con livelli di aderenza agli standard di qualità nazionali definiti alti o molto alti.

Siamo consapevoli – conclude Damone – che alcuni numeri anche se autorevoli non sono sufficienti a ricucire uno strappo come quello che si è determinato a causa delle recenti vicende, per questo annunciamo che il 14 marzo alle 14:30 al CTO nell'ambito della Conferenza programmatica annuale  con gli operatori, presenteremo non solo i dati nel dettaglio, ma anche gli esiti delle indagini interne che questa Direzione, attraverso un gruppo di professionisti appositamente costituito, sta eseguendo sulle attività assistenziali oggetto delle dichiarazioni e sulla corretta gestione delle liste di attesa.
Inaugurati i nuovi spazi dedicati al day hospital e agli ambulatori dell’Ematologia e del Centro Trapianti di Midollo Osseodi di Careggi. L’Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana Stefania Saccardi ha tagliato il nastro ai mille metri quadri al primo piano del Padiglione San Luca ristrutturati per ospitare complessivamente 11 ambulatori, 4 letti, otto poltrone di DH e 3 sale d’attesa. La ristrutturazione, con un investimento di circa 1.300.000 euro, è stata realizzata rispettando le caratteristiche stilistiche del Padiglione S.Luca, uno fra gli edifici storici dell'Ospedale.

“L’ematologia di Careggi – ricorda il direttore professor Alberto Bosi – nel 2018 ha erogato 18443 visite ambulatoriali, ha eseguito 1450 biopsie osteomidollari, 5930 terapie in regime di day hospital e 584 ricoveri. La nuova struttura consente di migliorare il confort dei pazienti durante la somministrazione di terapie antitumorali e le procedure invasive come le biopsie. L’organizzazione razionale ed efficiente degli spazi e la dotazione di nuove attrezzature permette agli operatori di lavorare meglio riducendo i tempi tecnici nell’infusione dei farmaci e incrementando i livelli di sicurezza nelle attività assistenziali.  Anche la ricerca e la didattica – conclude Bosi – sono ora in grado di essere valorizzate a pieno con spazi dedicati alla gestione dei numerosi protocolli sperimentali”. Il Dr Renato Alterini Responsabile del DH e dell' Ambulatorio di Ematologia sottolinea il miglioramento degli aspetti di privacy del paziente che vengono implementati.

Nell’ambito dell’ematologia i nuovi spazi forniscono supporto al Centro di ricerca e innovazione per le malattie mieloproliferative (CRIMM) diretto dal professor Alessandro Maria Vannucchi e all’Unità dedicata sindromi mielodisplastiche di cui è responsabile la professoressa Valeria Santini.
“Le terapie cellulari e medicina trasfusionale di Careggi – ricorda il direttore Riccardo Saccardi – eseguono una media di 115 trapianti di midollo all’anno. I nuovi ambulatori per screening e controlli possono erogare oltre 2000 visite annuali. Sono stati progettati con spazi e sala d’attesa dotati di speciali tecnologie per la protezione dei pazienti immunodepressi, che a causa delle terapie hanno minori difese naturali contro le infezioni”.

"I nuovi spazi sono stati organizzati tenendo conto dei bisogni dei pazienti e dei loro familiari - ricorda Silvio Fusari Presidente Ail Firenze - la sezione fiorentina dell'Associazione italiana leucemie, linfomi e mieloma che collabora da sempre con Careggi ha sintetizzato le esigenze dei pazienti in anni di attività trasmettendo queste conoscenze per migliorare il confort dei nuovi ambulatori e delle sale di attesa".

“Continua e si intensifica l’impegno della Regione per lo sviluppo di eccellenze in ambito scientifico e assistenziale come l’ematologia di Careggi – è il commento dell’Assessore Saccardi che prosegue – si concretizza anche in questa nuova struttura l’intento di migliorare la qualità di vita dei pazienti e in particolare di quelli affetti da patologie oncologiche. L’umanizzazione delle cure, non solo attraverso l’impegno umano e professionale degli operatori, che ringrazio, ma anche con la realizzazione di ambienti confortevoli è uno fra i principali obbiettivi di una Sanità che non pensa solo all’efficienza del sistema ma soprattutto al benessere delle persone”.

“Dal 1 gennaio 2019 sono 21 i casi con grave forma respiratoria da virus H1N1 ricoverati nella Terapia Intensiva del DEAS di Careggi a Firenze, centro regionale di riferimento ECMO, dove viene applicato da un apposito team il supporto vitale extracorporeo che permette la sopravvivenza e  il recupero delle funzioni polmonare e cardiaca quando gravemente compromesse – lo rende noto il dottor Adriano Peris direttore a Careggi del reparto cure intensive del trauma e delle gravi insufficienze d’organo. In 12 casi  di infezione grave  – prosegue Peris – è stato o è ancora in corso  il trattamento ECMO con circolazione artificiale per consentire a cuore e polmoni di ristabilire la loro funzione aumentando le possibilità di guarigione dai gravi danni provocati dall’infezione da virus H1N1”.
 
Dal gennaio 2019 Il team mobile ECMO ha compiuto 6 missioni esterne con ambulanza dedicata, anche in altre regioni, con impianto di circolazione extracorporea presso gli ospedali richiedenti e successivo ricovero nella Terapia Intensiva del Trauma e Gravi Insufficienze d’Organo di Careggi. Il Centro ECMO ha ricevuto richieste di consulenze e di intervento da parte degli ospedali della Toscana e di  Marche, Lazio e Umbria. “Fino ad ora – conclude Peris – gli esiti sono positivi per tutti i pazienti trattati, alcuni sono già rientrati nelle strutture assistenziali di provenienza”.

Saranno inaugurati sabato 23 febbraio alle 12:30 i nuovi spazi dedicati al day hospital e agli ambulatori dell’Ematologia di Careggi e del Centro Trapianti di Midollo Osseo. L’Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana Stefania Saccardi visiterà i mille metri quadri al primo piano del Padiglione San Luca ristrutturati per ospitare complessivamente 11 ambulatori, 4 letti, otto poltrone di DH e 3 sale d’attesa.

Careggi è il primo ospedale in Italia per numero di interventi robotici nelle varie specialità chirurgiche e conferma il primato nazionale anche per la chirurgia robotica urologica. Nel 2018 sono state eseguite nell’ospedale fiorentino un totale di 1515 procedure chirurgiche robotiche, di cui 1149 in ambito urologico. Sarà questo doppio record il centro del Convegno sulla chirurgia robotica presieduto dal professor Marco Carini direttore del Dipartimento oncologico di Careggi e dell’Urologia oncologica mininvasiva robotica ed andrologica dell’Azienda ospedaliero – universitaria fiorentina. L’evento è in programma nell’Auditorium del CTO di Careggi in Largo Palagi a Firenze dal 15 al 16 febbraio.

<<Careggi nel 2009 è stato fra i primi ospedali del Sistema sanitario pubblico italiano a sperimentare la chirurgia robotica – ricorda Carini – e negli anni, grazie all’impegno della Regione Toscana è stato in grado di progredire portando ai massimi livelli queste tecnologie innovative con il supporto di investimenti strutturali adeguati, come la realizzazione di nuovi blocchi operatori concepiti e attrezzati per garantire le massime prestazioni ai robot chirurgici. Questa esperienza – prosegue Carini – dimostra come oggi l’eccellenza sia sempre di più un gioco di squadra che si ottiene solo grazie all’interazione competente e generosa di chirurghi, anestesisti, clinici, infermieri, personale sanitario specializzato, ma anche ingegneri, manager e funzionari che a tutti i livelli si sono fortemente impegnati per il successo di questa impresa di sistema>>.

<<La Regione – dichiara l’Assessore al Diritto alla Salute della Toscana Stefania Saccardi – ha investito molto nella chirurgia robotica innanzi tutto nell’intento di fornire le migliori cure attualmente disponibili soprattutto alle persone malate di tumore. I risultati raggiunti dall’Azienda Careggi, che ringrazio con tutti i suoi operatori, dimostrano che siamo sulla strada giusta, ma anche che possiamo e dobbiamo continuare a crescere nell’impegno e nell’eccellenza al servizio dei cittadini>>.
 
A Careggi nel 2013 è stato eseguito uno fra i primi prelievi di rene da vivente con procedura robot-assistita e nel 2017 è stato realizzato dall’equipe diretta dal professor Sergio Serni il primo trapianto di rene in Italia da donatore a cuore fermo mediante chirurgia robotica. <<La robotica è ormai fondamentale nella chirurgia urologica in ambito oncologico – conclude Carini – con questa tecnica siamo in grado di eseguire interventi estremamente complessi sia nelle fasi demolitive sia in quelle ricostruttive con buone possibilità di recupero funzionale in un sempre maggior numero di pazienti>>.

<<La robotica rappresenta un investimento complesso per il Sistema e per la salute dei cittadini. Come dimostra l’esperienza di Careggi, diventa sostenibile quando si raggiungono grandi numeri con un relativo bilanciamento dei costi complessivi grazie alla riduzione delle giornate di degenza post operatoria – è il Commento di Rocco Damone Direttore generale di Careggi che conclude – Ma non è solo un investimento economico rappresenta anche un volano per la crescita professionale a tutti i livelli, per il progresso scientifico nella didattica, nella ricerca e nell’organizzazione sanitaria che devono adattarsi a questa nuova tecnologia in continua evoluzione>>.
Careggi aderisce alla giornata “Cardiologie aperte” dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO). Venerdì 15 febbraio dalle 9 alle 18 medici e infermieri delle equipe della professoressa Rossella Marcucci e del professor Carlo Di Mario saranno a disposizione dei cittadini per visite cardiologiche gratuite con elettrocardiogramma e misurazione della pressione.

La giornata a Careggi è organizzata, nel Dipartimento Cardiologico diretto dal professor Niccolò Marchionni, nell’ambito dell’iniziativa nazionale di sensibilizzazione sui rischi per la salute cardiovascolare e per la diffusione della cultura della prevenzione. Dal 9 al 17 febbraio strutture sanitarie su tutto il territorio propongono attività per la popolazione, tra cui momenti di incontro con esperti cardiologi, visite e consulenze in prevenzione primaria e secondaria, conferenze sui temi delle patologie cardiovascolari. Info su www.periltuocuore.it
"Con il paziente operato nei giorni scorsi all’oculistica di Careggi sono trenta le persone che hanno recuperato una certa capacità visiva grazie all’impianto di retina artificiale" lo dichiara il professor Stanislao Rizzo che ha eseguito l’intervento, un pioniere di questa tecnica chirurgica che ha consentito all’Azienda ospedaliero - universitaria fiorentina di raggiungere il primato mondiale nell’impianto di retine artificiali.

"Sono circa 300 in tutto i pazienti che ad oggi hanno un impianto retinico – prosegue Rizzo – quaranta sono stati operati in Toscana e la maggior parte a Careggi fra i pochi ospedali al mondo in grado di offrire questa sofisticata ed innovativa tecnologia, attualmente l’unica possibilità di cura per le persone in condizione di cecità da grave ed avanzata retinite pigmentosa".

La retina artificiale è un impianto che collega un microchip alla retina ormai priva di capacità visiva permettendo il passaggio al cervello di segnali catturati da una microcamera esterna. Questi segnali restituiscono ai pazienti, dopo specifica riabilitazione, la percezione di sagome e presenze in movimento, consentendo una capacità visiva sufficiente a orientarsi nello spazio.

"La visione bionica – conclude Rizzo – si sta affermando come unica terapia con efficacia relativa per questi pazienti, stiamo uscendo dalla fase sperimentale con un’esperienza ormai sufficiente a definire protocolli standard nella procedura di impianto. Continua la stretta collaborazione con gli ingegneri per migliorare sia l’hardware che il software, solo il tempo necessario all’evoluzione tecnologica e le risorse finanziare per velocizzare questo progresso ci separano dall’obbiettivo di restituire una capacità visiva sempre più completa ai nostri pazienti".

Il primo febbraio potrebbe verificarsi un allungamento dei tempi di attesa al centro prelievi di Careggi. Nella giornata di venerdì, in alcuni locali del padiglione 15 Piastra dei servizi, saranno in corso interventi strutturali migliorativi, con un probabile rallentamento delle attività sanitarie. La Direzione si scusa per eventuali disagi assicurando piena disponibilità del personale a supporto dell’utenza.

L’Azienda Careggi dichiara il silenzio stampa in merito alla vicenda relativa alle indagini sulla Facoltà di Medicina, al fine di evitare qualsiasi interferenza con le attività degli organi competenti, in considerazione dell’inchiesta attualmente in corso.

Elisabetta Baldi, responsabile CRR per la crioconservazione del liquido seminale, nominata dalla WHO nel gruppo di redazione del manuale su analisi e conservazione del seme maschile  La professoressa Elisabetta Baldi, responsabile a Careggi del Centro regionale toscano di riferimento per la crioconservazione del liquido seminale è stata nominata dall’Organizzazione mondiale della sanità (WHO) nel gruppo di redazione della nuova edizione del "Manuale per l'esame e la processazione del seme umano". Il testo che sarà realizzato, da 8 scienziati di fama internazionale e 3 redattori della WHO, definisce le linee guida per le attività sanitarie relative a conservazione e analisi seminale per la diagnosi dell'infertilità maschile e la preservazione della capacità di procreare. Il manuale è giunto alla sesta edizione e sarà aggiornato alle ultime conoscenze scientifiche in materia.

È in corso alla Tossicologia Medica di Careggi il reclutamento di pazienti con dipendenza da cocaina nell'ambito di uno studio per la sperimentazione di una nuova tecnica non invasiva che, mediante la stimolazione del cervello attraverso un campo magnetico, ha l'obiettivo di dimostrare l'efficacia di questa metodica nella riduzione del bisogno che impone alle persone tossicodipendenti la costante assunzione della sostanza stupefacente.

Il protocollo sperimentale è stato convalidato con la recente pubblicazione dello studio preparatorio sulla rivista internazionale Neurophysiologie Clinique. "Data la rilevanza del disturbo da uso di cocaina in termini clinici, sociali ed economici e la scarsa efficacia delle terapie attualmente in uso, nonché l'assenza di farmaci specifici, le tecniche di neuro-modulazione della corteccia prefrontale hanno suscitato un interesse crescente nella comunità scientifica e grosse aspettative da parte dei pazienti e dalle loro famiglie". Lo dichiara il professor Guido Mannaioni, responsabile dello studio, Direttore della Tossicologia di Careggi e Direttore della Scuola di Specializzazione in Farmacologia e Tossicologia Clinica dell'Università degli Studi di Firenze.

"Lo studio – prosegue Mannaioni – è condotto insieme alla Neurofisiologia e Psichiatria di Careggi come trial clinico in doppio cieco, ossia con pazienti che accettano di sottoporsi inconsapevolmente a sedute con il dispositivo che può essere non attivo, al solo scopo di verificare l'efficacia del metodo rispetto al miglioramento effimero dell'effetto placebo presente in ogni terapia".

"Il protocollo clinico sperimentale prevede il monitoraggio tossicologico e psichiatrico che inizia all'arruolamento del paziente e finisce al termine del periodo di follow up. Sono arruolabili pazienti, sia uomini che donne, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, affetti da disturbo da uso di cocaina in fase attiva. Si può accedere allo studio – conclude Mannaioni – mediante appuntamento all'ambulatorio della Tossicologia Medica di Careggi al numero 055-7946244-38 dal lunedì al sabato dalle 7 slle 13, oppure tramite invio da parte dei Servizi per le dipendenze presenti sul territorio, o su indicazione de medici di Medicina Generale".

La chirurgia d’urgenza ad alta complessità rappresenta il principale riferimento nell’assistenza nella didattica e nella ricerca dell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi. In base a questo principio è stato interpretato Il Piano Strategico Pluriennale, uno strumento di Medio periodo a scorrimento annuale. Lo dichiara la Direzione aziendale che prosegue: si tratta di una cornice strategica all’interno della quale si articolano le scelte operative, le soluzioni organizzative, gli investimenti tecnologici con una filosofia proattiva, in grado di tenere allineata l’offerta assistenziale ai bisogni della popolazione, utilizzando al massimo livello la innovazione tecnologica, organizzativa, e di competenza professionale. La modulazione degli interventi e le priorità assegnate possono variare soprattutto in considerazione di esigenze esterne: disponibilità finanziarie per gli investimenti, normative statali e/o regionali .
 
In sequela temporale il Piano Strategico Pluriennale 2018-2024 approvato con delibera del Dg N°778 del 22 Dicembre 2017 è stata aggiornata nei suoi contenuti con Delibera del Direttore Generale N° 677 del   2018. In ambedue gli atti, nel paragrafo dedicato al Padiglione Deas (padiglione a valenza strategica) è individuata l’attività trapiantologica che si svolge a Careggi, senza fare in alcun modo riferimento a qualsiasi ipotesi di attività trapiantologica relativa al fegato.
 
All’interno del Deas si sta ristrutturando (abbattimento e ricostruzione) ala F che costituirà il locus unico (strutturale, tecnologico, organizzativo) in cui saranno concentrare tutte le attività trapiantologiche che si effettuano in Careggi, uno spazio unico dedicato che riduce la frammentazione delle strutture, aumenta la sicurezza per i pazienti e migliora gli out-come di processo e di esito. Il completamento del processo di ristrutturazione avverrà nel 2020, salvo imprevisti.
 
A Careggi non sarà attivata alcuna attività trapiantologica del Fegato, che come hanno affermato e ribadito negli ultimi giorni Il Presidente Rossi e l’Assessore Saccardi, verrà svolta nel Centro di Pisa. Tuttavia sarà avviata e strutturata una attività di Chirurgia Epatica e Biliare, di rilievo nazionale sia per l’assistenza che per la didattica che per la ricerca, grazie all’attivazione dall’8 gennaio 2019 del comparto A con le nuove sale operatorie.
 
In questo scenario si inserisce il percorso di riorganizzazione del Trauma Center di Careggi che vede nella programmazione aziendale, Delibera DG 677/2018, “aggiornamento del Piano Strategico Pluriennale dell’AOU Careggi 2018-2024 approvato con delibera 788 del 22-12-2017” 22 sale operatorie poste ad un unico piano altamente integrate sia in termini logistici, organizzativi che tecnologici poste in due blocchi contigui: Blocco A dedicato prevalentemente ad attività angiografiche ed elettrofisiologia, composte da 7 sale operatorie; Blocco B, dedicato prevalentemente ad attività chirurgica open, laparoscopica e angiografica, composto da 15 sale operatorie.
 
I Comparti operatori A e B si estendono rispettivamente per:
- COMPARTO OPERATORIO B circa 4.000 mq di superficie comprendenti 15 Sale Operatorie, di dimensioni che vanno dai 55 mq fino ad un massimo di 105 mq ciascuna, e dei locali di supporto alle attività (spogliatoi, locale passamalati, area tecnica, locali storaggio ed esecuzione di sterilizzazione, locali tecnici di lavaggio di sonde endoscopiche, area relax, stanze per i Coordinatori di comparto, magazzini per dispositivi medici, magazzini di materiali per perfusionisti).
- COMPARTO OPERATORIO A circa 1500 mq di superficie comprendenti 7 Sale Operatorie di dimensioni che vanno dai 55 mq fino ad un massimo di 80 mq ciascuna, e dei locali di supporto alle attività (spogliatoi, locale passamalati, area tecnica, locali storaggio, area relax, stanze per i Coordinatori di comparto).
 
Nei comparti operatori A e B, in attività sulle 24 H, per dare una dimensione delle attività lavoreranno a regime, nelle giornate dal Lunedi al Venerdi, saranno impegnai una media di 140 medici chirurghi e anestesisti, 100 infermieri, 60 operatori sanitari e 14 tecnici per turno. Il numero medio di interventi in orario diurno per i due comparti è previsto in circa 60 pazienti, con lo sviluppo di circa 16.000 interventi/anno. Questo è il frutto di investimenti regionali che proiettano Careggi nell’arena competitiva nazionale ed internazionale con la filosofia e l’impostazione che il paziente è al centro di tutto.
La Psichiatria dell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi ha raggiunto il traguardo dei 25 anni di attività nella cura e nello studio dei disturbi dell’alimentazione. Nel 2018 sono state effettuate 216 prime visite per pazienti con disturbi dell’alimentazione. Età media 21 anni, il 95% dei casi è di sesso femminile. Per l’80% le pazienti provengono dall’AUSL Toscana Centro.
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